Veneto

Cinque Torri da Passo Giau: itinerario ad anello panoramico

Vista delle Dolomiti dalla valle che, dal Rifugio Scoiattoli, affianca le Cinque Torri.

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Partendo dal Passo Giau potrete imboccare il percorso ad anello per le Cinque torri, una delle escursioni più belle e scenografiche delle Dolomiti Ampezzane, caratterizzato da un susseguirsi di emozionanti tratti panoramici sui gruppi montuosi più notevoli delle fantastiche montagne italiane.

L’itinerario ha una durata di circa 5 ore e raggiunge quattro rifugi alpini, compreso, per chi lo desidera, la vista paesaggistica dal Monte e Rifugio Nuvolau dalla cui sommità di gode di una meravigliosa visuale a 360° sulle montagne più celebri delle Dolomiti: le Pale di San Martino, la Marmolada, il Sella, l’Averau, il Lagazuoi, il Gruppo di Fanes, le Tofane, dove predomina la Tofana de Rozes, il Cristallo, il Sorapiss, l’Antelao, la Croda da Lago, il Pelmo e il Civetta.

L’itinerario ad anello delle Cinque torri è un percorso di 11 chilometri di medio/facile difficoltà, con un dislivello di circa 700 metri, inclusi diversi sali e scendi. Assieme ai molti sentieri che si diramano dal Rifugio Averau e dalle Cinque Torri verso le altre vette, vi troverete in un vero e proprio museo a cielo aperto della Grande Guerra, teatro di molte battaglie, e ancora oggi è possibile visitarne le trincee e gli appostamenti.

Il percorso ad anello che vado a proporvi è forse il più bello diretto alle Cinque Torri sulle Dolomiti. Parte da Passo Giau ed è adatto a chiunque abbia un minimo di preparazione fisica e tecnica in ambiente montano. Il tragitto non è complicato, a eccezione della parte di ritorno che può risultare a tratti faticosa per gli escursionisti non esperti o per chi soffre di vertigini.

Continuando a leggere troverete tutte le informazioni sul tragitto, con alcune alternative per raggiungere le Cinque Torri da Passo Falzarego o da altri punti nei dintorni.

Scheda tecnica

Il sentiero 452 affianco al Monte Nuvolau.

Il percorso ad anello per le Cinque Torri che vi vado a proporre oggi parte dal Passo Giau, dietro al Berghotel Passo Giau. Imboccando il sentiero 452 raggiungerete i rifugi Averau e Nuvolau. Scendete quindi fino al Rifugio Scoiattoli a ridosso del complesso delle Cinque Torri lungo il semplice sentiero 439. Sfiorato l’omonimo rifugio si rientra lungo il segnavia 443 che affianca l’altro versante del Monte Nuvolau, ritornando presso il punto di partenza.

  • Punto di partenza/arrivo: Berghotel Passo Giau, a 2236 m;
  • Difficoltà del percorso: medio/facile – E (Escursionisti);
  • Punti di appoggio e di ristoro intermedi: Rifugio Averau (2413 m), Rifugio Nuvolau (2575 m), Rifugio Scoiattoli (2255 m), Rifugio Cinque Torri (2137 m) (aperti da fine giugno a fine settembre);
  • Lunghezza del percorso: 11 km;
  • Tempo totale di percorrenza (soste escluse): da 4.5 a 5 ore;
  • Tempi intermedi: 1.30 h per il Rifugio Averau (sentiero 452), 30 minuti per la salita alla cima e Rifugio Nuvolau (sentiero 439), 1.00 h per scendere al Rifugio Cinque Torri passando per il Rifugio Scoiattoli e il complesso delle Cinque Torri (sentiero 439), 1.30 h per chiudere l’anello (sentiero 443);
  • Dislivello: circa 700 m compresi i diversi sali scendi;
  • Quota minima: 2137 m;
  • Quota massima: Rifugio Nuvolau 2575 m;
  • Attrezzatura consigliata: scarponi da trekking, vestiti sportivi, molta acqua, crema solare (il sole scotta molto a queste altitudini), k-way o poncho (i temporali in montagna sono rapidi e imprevedibili), un cambio di vestiti (in caso di forte pioggia);
  • Periodo migliore per l’escursione: da maggio a ottobre;
  • Segnavia: sentiero CAI 452, 464, 439, 443;
  • Cartografia: Tabacco 03, Kompass 617.

Alcune note aggiuntive: Il tratto di ritorno che dal Rifugio 5 Torri condice al Passo Giau chiudendo l’anello lungo il sentiero 443 è caratterizzato da tratti di ripida discesa lungo gradoni impegnativi, come anche punti parzialmente esposti che potrebbero risultare faticosi per gli escursionisti non esperti o per chi soffre di vertigini. Questi sono seguiti da 50 minuti circa di una serie di sali e scendi in parte esposti e faticosi. Più avanti nel post potete trovare delle foto che abbiamo scattato per documentare alcuni dei punti più difficoltosi e impegnativi. La prima parte del percorso fino ai rifugi Averau, Scoiattoli e Cinque Torri sono piuttosto semplici e solo in brevi tratti impegnativi. La salita dal Rifugio Averau al rifugio Nuvolau è ripida e risulta stancante.

Lungo l’itinerario ad anello che vi propongo non ci sono né tratti di ferrata né percorsi attrezzati. Per l’ultimo tratto si consiglia comunque un minimo di confidenza e di esperienza con l’ambiente montano.

Abbigliamento adatto

Il percorso ad anello verso le Cinque Torri da Passo Giau porta ad attraversare sentieri e terreni di conformazione tra di loro molto diversa. Dalle semplici curve su ghiaia del sentiero 464 arriverete alla rocciosa salita verso il Monte Nuvolau, fino al lungo tratto scosceso dell’antico percorso di guerra sull’altro versante del Nuvolau, sul sentiero 443 che chiude il tragitto ad anello fino a Passo Giau.

Durante la visita vi ritroverete a un’altitudine media di 2200 metri, fino a superare i 2500 sul Rifugio Nuvolau, con tutti i pregi e i difetti che questo comporta.

Nel visitare il Rifugio Scoiattoli e le Cinque Torri in inverno partite con il classico abbigliamento da sci, scarponi da neve, sciarpa, guanti e berretto.

L’estate è l’unico periodo che vi concede di completare il percorso ad anello, rientrando lungo il segnavia 443 che nella stagione invernale risulta troppo pericoloso da percorrere senza un’attrezzatura adeguata. Il meteo in montagna cambia rapidamente e potete passare da una fantastica giornata di sole a un temporale nel giro di poche ore. Per questo vi suggerisco di vestirvi a strati. Portate con voi un buon pantalone da montagna, scarponi da trekking, una maglia e un giubbino impermeabile. Portate nel vostro zaino anche un poncho e un cambio di vestiti nel caso veniate sorpresi da un inaspettato temporale o da una nevicata (come è successo a noi a metà agosto). Suggerisco anche degli occhiali da sole e molta acqua.

Non consiglio di seguire questo percorso senza un paio di scarponi da trekking adeguati, a meno di rientrare lungo il sentiero 464 fino alla base della funivia. La parte che conclude il giro lungo il sentiero 434 è a tratti molto rocciosa e scoscesa.

Da dove parte il percorso?

Berghotel Ristorante Passo Gaiu.

L’itinerario ad anello fino alle Cinque Torri da Passo Giau ha inizio nei pressi dell’omonimo hotel-ristorante, Berghotel Passo Giau. Qui vi sarà facile trovare sufficiente posto dove lasciare la vostra auto, prima di imboccare il sentiero 452 che parte proprio a lato dell’hotel ristorante.

Vi lascio qui sotto la posizione su Google Maps affinché possiate raggiungere il punto di partenza senza problemi.

Posizione del punto di partenza su Google Maps

https://goo.gl/maps/o3hytn4E823HKBv76

In alternativa potete salire lungo il sentiero 464 dal Rifugio Fedare, che si trova a qualche chilometro più a sud di Passo Giau. Da qui parte anche la seggiovia che può darvi un rapido accesso a Rifugio Averau. Se scegliete di salire a piedi, sappiate che la strada lungo il percorso 464 è pulita e ampia, ma più faticosa.

Partendo da Passo Giau sul sentiero 452 dovrete sopportare una minore variazione di quota, arrivando più riposati al Rifugio Averau.

Giro delle cinque torri: dal Passo Giau al Rifugio Averau lungo il sentiero 452

Passo Giau, Dolomiti.

Lasciato alle nostre spalle il Berghotel Passo Giau seguiamo il sentiero 452 che sale rapidamente in direzione del Monte Ragusela. Questo primo ripido tratto in salita è solo momentaneo.

Raggiunto il punto di valico, il sentiero prosegue con una serie di continui sali e scendi che si snodano tra le rocce dei costoni occidentali del Ragusela e, del Monte Nuvolau. Già dai primi passi, il panorama che ci appare ai nostri occhi è veramente fantastico, dove rileviamo subito alcuni notevoli gruppi montuosi delle Dolomiti, come le Pale di San Martino, la Marmolada e il Gruppo del Sella.

Questa prima parte di percorso è relativamente semplice e vi aiuterà a riscaldare i muscoli in previsione dell’ampia strada sterrata del sentiero 464, in salita da Rifugio Fedare.

A questo punto il tragitto inizierà a farsi un po’ più ripido e vi permetterà di raggiungere, in circa 30 minuti, il primo rifugio di questa escursione, il Rifugio Averau.

Una ripida scorciatoia

Gli escursionisti più esperti possono considerare di abbandonare il percorso principale per imboccare, poco prima dell’incrocio con l’ampia strada sterrata del percorso 464, una scorciatoia ben tracciata che prosegue con maggior rapidità sulla destra, in direzione del rifugio Averau. Questo sentiero richiede però un passo più esperto e risulta più faticoso.

Arrivati alla piana che ospita il Rifugio Averau potrete godervi di un attimo di pace, ammirando lo straordinario spettacolo che solo questa posizione di valico a 2413 m può regalarvi. Dalla sua terrazza all’ombra del Monte Averau lo sguardo può spaziare sull’Argordino con il Monte di Civetta e il ghiacciaio della Marmolata in lontananza. Potrete scorgere le zone di Alleghe, Selva di Cadore e la Val di Zoldo. Quando siamo saliti noi la Marmolada era ben ricoperta di neve, proprio perché la nostra escursione risale a pochi giorni dalla straordinaria nevicata dell’agosto 2023.

Dal Rifuvio Averau al Rifugio Nuvolau

Dopo una breve pausa bagno lasciamo quindi alle spalle il rifugio Averau per imboccare, sulla destra, il sentiero che conduce alla cima del Monte Nuvolau, dove troverete l’omonimo rifugio. La salita è ripida e faticosa e richiederà diverse pause ai meno allenati. Di norma, non dovrebbe richiedere più di 30 minuti.

Rifugio Nuvolau.

Il Rifugio Nuvolau si trova a 2575 m. Il panorama che si gode dalla cima del monte Nuvolau è favoloso da qualsiasi punto lo si guardi. La terrazza panoramica a 360 gradi vi permetterà di spaziare sull’intero complesso delle Dolomiti Ampezzane: da qui, infatti, possiamo riconoscere una lista assai numerosa di monti e gruppi montuosi che contraddistinguono le famose Dolomiti, tra cui: le Pale di San Martino, la Marmolada, il Sella, l’Averau, il Lagazuoi, il Gruppo di Fanes, le Tofane, dove predomina la Tofana de Rozes, il Cristallo, il Sorapiss, l’Antelao, la Croda da Lago, il Pelmo e il Civetta.

Nel periodo estivo il rifugio è aperto e offre ristoro con bevande, dolci e dei deliziosi panini con carne alla brace, formaggio fuso e patate cotte al momento sulla lunga griglia esterna che da sulle montagne.

Noi, come per ogni escursione in montagna, ci siamo preparati dei panini al momento con pane, formaggio, speck locale e due birre, acquistati in una piccola bottega nella valle dell’Agordo.

Collage di due foto. A sinistra due ragazzi tengono due panini, a destra una guida alpina vestita come un soldato della Prima Guerra Mondiale.

Dal Rifugio Nuvolau al Rifugio Scoiattoli e le Cinque Torri

Le Cinque Torri sulle Dolomiti.

Dopo un ristoratore pranzo al sacco e a un dettagliato report fotografico scendiamo il monte Nuvolau. A seguire la prima difficoltosa parte di discesa lungo il tratto roccioso del versante incrociamo il semplice sentiero 439 che prosegue in direzione del Rifugio Scoiattoli e del complesso Cinque Torri.

Le Cinque Torri sono un vero e proprio monumento naturale alle Dolomiti Ampezzane, un piccolo baluardo isolato che racchiude in un’isola di roccia tutta la bellezza delle Dolomiti. Sono anche una palestra di roccia naturale adatta a chi ama l’arrampicata.

Dal Rifugio Cinque Torri potete raggiungere in pochi minuti a piedi le vie della palestra di roccia delle 5 Torri, il Museo all’aperto della Grande Guerra e il lato Nord delle Cinque Torri. Seguendo il sentiero 425, e ritornando lungo il sentiero 439 potrete fare un vero e proprio itinerario ad anello, attraversando le rocce e tornando verso l’imbocco del sentiero 443 verso Passo Giau. Nonostante i sentieri tracciati, ci sono molti sentieri laterali, usati anche dai turisti o dagli scalatori.

Dalle Cinque Torri a Passo Giau lungo il sentiero 443

Imbocco del sentiero 443 affianco alle Cinque Torri.

Aggirate le Cinque Torri continuiamo a scendere, in direzione dell’omonimo rifugio. Qualche curva prima di raggiungerlo scendiamo a destra, a lato strada, imboccando il sentiero segnalato numero 443 che ritorna in direzione di Passo Giau per chiudere l’itinerario ad anello lungo l’altro versante del Monte Nuvolau.

Dolomiti viste dal sentiero 443.

Ad appena 10 minuti dopo l’imbocco del sentiero inizia il tratto forse più impegnativo dell’intero itinerario, caratterizzato da una discesa ripida lungo gradoni e da una serie di sali/scendi brevi ma ripidi, faticosi e a tratti esposti. Questa è una parte dell’itinerario in alcuni momenti rischiosa ed impegnativa per chi non ha almeno un minimo di esperienza in ambiente montano o soffra di vertigini. Consigli quindi proseguire con cautela, tenendosi sul lato montano del sentiero.

Il percorso continua per circa un’ora fino al bivio in località Forame, dove inizia la via ferrata per la cima Nuvolau. Noi continuiamo lungo il sentiero 443 per concludere il giro ad anello mantenendo il sentiero fino al punto di partenza.

I sentieri delle trincee e il Museo della Grande Guerra

Cartello illustrativo del Museo della Grande Guerra, presso il Rifugio Averau sulle Dolomiti.

Le montagne e le vallate nel Parco Nazionale delle Dolomiti sono state protagoniste degli anni di combattimenti della Prima Guerra Mondiale sul fronte italo-austroungarico, segnando il territorio in maniera irreparabile.

La zona delle Cinque Torri era particolarmente importante dal punto di vista strategico per l’Esercito italiano che, nel 1915, stava guidando una forte avanzata verso la Val Badia. Di grande rilevanza strategica era l’osservatorio ad alta quota mantenuto sul Monte Averau che offriva una visuale eccezionale sui movimenti nemici nelle valli e sui monti circostanti. Fin dal loro arrivo nel 1915, le truppe italiane cominciarono a costruire trincee, postazioni di artiglierie, magazzini e linee per le comunicazioni a valle.

Qui si insediarono il 13° e il 17° Reggimento Alpini del Gruppo d’Artiglieria da montagna dell’Esercito Italiano, con batterie di cannoni puntate verso le postazioni austriache del Lagazuoi, del Forte Tre Sassi (Passo di Valparola), Falzarego e il Sass de Stria. Tutte queste zone, specialmente quella del Sass de Stria, furono pesantemente bombardate nel corso di conflitti che costarono la vita a oltre 8000 soldati di entrambi i fronti. Le truppe italiane occuparono queste zone tra bufere di neve e condizioni insostenibili fino alla disfatta di Caporetto nell’ottobre del 1917, quando l’Esercito Italiano si ritirò in difesa sul fiume Piave e sul massiccio del Monte Grappa.

Ai nostri giorni possiamo ancora essere testimoni di questi disastri. Le montagne portano ancora il segno dei bombardamenti e dei crateri lasciate dalle mine. Sono ancora presenti trincee, camminamenti e gallerie, come anche i resti delle postazioni di artiglieria. Molti dei sentieri che percorriamo oggi furono aperti nel corso della Grande Guerra. Molti di questi luoghi sono stati ripresi, sistemati e trasformati in uno straordinario museo all’aria aperta dedicato alla Grande Guerra, un gigantesco memoriale che si estende per migliaia di metri quadri su montagne e vallate.

Un passaggio tra le rocce lungo il sentiero 443 sulle Dolomiti

Dirigendovi verso le Cinque Torri potete seguire le indicazioni verso il percorso museale, raggiungibile lungo il segnavia 425. Il sentiero vi porterà a vedere le postazioni e i camminamenti della Prima Guerra Mondiale nei pressi delle Cinque Torri. Sul versante est potete imboccare le trincee, ancora ben conservate, come anche le ricostruzioni fedeli di alcune postazioni di vedetta e di artiglieria con cannoni di 75 mm. Lungo i sentieri sono presenti diversi cartelli con spiegazioni storiche in varie lingue. Nel corso di alcune domeniche sono organizzate delle visite guidate con le guide vestite da soldati italiani e tedeschi, con abiti rigorosamente d’epoca.

Il Museo all’Aperto della Grande Guerra delle Cinque Torri fa parte del più esteso museo della Prima Guerra Mondiale realizzato nella zona Lagazuoi-Cinque Torri. Questo comprende i musei all’aperto del Lagazuoi, delle Cinque Torri, del Sasso di Stria e il museo del Forte Tre Sassi.

Come arrivare alle Cinque Torri: altri punti di partenza

Un bosco lungo il sentiero 443.

Oltre al percorso che affianca il Rifugio Averau da Passo Giau, ci sono diversi modi per raggiungere le Cinque Torri, con alcune variazioni di cui tenere atto nel caso decidiate di viaggiare in estate o in inverno. Ecco quali sono i principali collegamenti alle Cinque Torri tramite i sentieri e le seggiovie che salgono da valle.

In Seggiovia

Sia in estate che in inverno potete raggiungere le Cinque Torri con la comoda seggiovia a 4 posti che collega, in pochi minuti, passo Falzarego in località Bai de Dones al Rifugio Scoiattoli.

Una seconda alternativa è la seggiovia Potor che da Passo Giau collega con il Rifugio Averau. Da qui potrete poriseguire verso le Cinque Torri e i rifugi Scoiattoli in meno di 30 minuti seguendo il sentiero 439. Questa soluzione è particolarmente adatta per chi arriva dalle valli dell’Agordino e vuole passare una giornata ad esplorare la zona, e a sciare nei pressi delle Cinque Torri durante la stagione invernale. Per informazioni sul periodo di attività della seggiovia e sui prezzi vi rimando al sito 5torri.it.

In estate

Grazie ai collegamenti attivi garantiti dalle seggiovie, le Cinque Torri sono visitabili tutto l’anno ma, per ovvie ragioni metereologiche e stagionali, il periodo estivo è quello più indicato per prendere parti ad escursioni e trekking di vario genere, lunghezza e difficoltà. È inoltre possibile praticare l’arrampicata, con un’ampia scelta di vie percorribili di diverso grado di difficoltà.

Vi indichiamo di seguito i principali sentieri e itinerari che vi permettono di raggiungere le Cinque Torri dai passi e dalle valli circostanti.

Da Passo Falzarego – località Baita Bai de Dones

Da Passo Falzarego in località Baita Bai de Dones potete imboccare il sentiero 425 che indica i rifugi Cinque Torri e Scoiattoli. Passato il lago Bain de Dones il sentiero inizia a salire fino ad incontrare la strada asfaltata diretta al rifugio Cinque Torri. Seguite la strada per un breve tratto per raggiungere il Rifugio Cinque Torri. Da qui potete continuare seguire il sentiero 425 per affiancare le torri e visitare alcune delle trincee della Grande Guerra. La Baita Bai de Dones può essere raggiunta da Passo Falzarego seguendo la strada per circa 20/25 minuti fino all’ampio parcheggio da cui parte la seggiovia. In alternativa potete sfruttare la linea 301 di Dolomiti Bus, con partenza dalla stazione di Cortina d’Ampezzo.

Durata: 1 ora e 30 minuti, Dislivello: 400 m circa.

Da Passo Falzarego – località Cianzopè

Partendo dalla località Cianzopè, sempre a Passo Falzarego ma più a ridosso di Cortina, potete imboccare il sentiero 439 che conduce prima al rifugio Cinque Torri e poi al Rifugio Scoiattoli, affiancando il complesso delle Cinque Torri. Volendo potete prendere una deviazione verso il sentiero 425 che vi permetterà di seguire il percorso ad anello delle stesse e che vi permette di esplorare alcune delle trincee che popolano queste montagne.

Durata: 2 ore. Dislivello: 500 m circa.

Da Passo Falzarego

Lasciata l’auto al parcheggio di Passo Falzarego, nei pressi della chiesetta, potete imboccare il sentiero 441 che si snoda in salita in direzione del Rifugio Averau. Da qui potete seguire lungo il sentiero 439 fino al Rifugio Averau, e dopo questo al Rifugio Scoiattoli e al complesso delle Cinque Torri. I sentieri di rientro sono il 440 e poi il 424, che passando per il Rifugio Col Gallina (2055 m), ci riportano al punto di partenza.

Durata: 2 ore. Dislivello: 689 m in positivo.

Da Passo Falzarego – Pian de Menis

Lasciata l’auto al parcheggio di Pian de Menis, nei pressi del Bar Magistrato delle Acque, si segue il sentiero 440 in direzione Rifugio Scoiattoli. Percorrete un tratto in salita attraverso il bosco, seguito da una lievi discesa per poi risalire in direzione del Rifugio Scoiattoli e delle Cinque Torri. Quando il rifugio sarà in vista il sentiero diventerà pianeggiante permettendovi di godere di uno splendido panorama sia sulle cinque torri che sulle montagne circostanti.

Durata: 1 ora. Dislivello: 400 m in positivo.

In inverno

In inverno le cinque torri possono essere raggiunte in seggiovia o con una ciaspolata sulla neve da Passo Falzarego, in direzione del Rifugio Cinque Torri. Dei rifugi della zona, quelli a rimanere aperti sono il rifugio Scoiattoli e il Rifugio Averai per garantire che gli impianti della ski area Lagazuoi siano in funzione. Di qui passano gli sciatori che fanno il Giro della Grande Guerra, uno dei percorsi più celebri delle Dolomtii Superski.

I rifugi nei pressi delle cinque torri

Il Rifugio Averau e Monte Averau.

Accanto a questo straordinario monumento naturale si trovano due rifugi: il Rifugio Scoiattoli e il Rifugio Cinque Torri. I

l Rifugio Scoiattoli, poco più a nord del piccolo complesso montuoso, è un accogliente edificio aperto in estate e in inverno.

Il Rifugio Cinque Torri si trova invece poco più a sud, ed è aperto nel corso della sola estate. Non molto lontano dalle Cinque Torri, in poco meno di 30/45 minuti di passeggiata potete raggiungere il rifugio Averau, da cui parte la seggiovia diretta a Passo Giau, e il rifugio Nuvolau, la cui posizione sulla vetta dell’omonimo monte offre una visuale a 360 gradi fantastica sull’intero gruppo delle Dolomiti Ampezzane.

Mentre il Rifugio Averau è aperto anche durante alcuni mesi invernali, il Rifugio Nuvolau è attivo solo durante la stagione estiva.

Ecco alcune informazioni sui rifugi nei dintorni delle Cinque Torri, con i loro contatti nel caso vi servissero ulteriori dettagli:

  • Rifugio Scoiattoli
  • Rifugio Cinque Torri
    • Aperto da metà giugno a fine settembre
    • Tel. +39 0436 – 2902/866853
    • Servizi: aperto per colazione, pranzo, cena, pernottamento
    • Sito web: link alla pagina;
  • Rifugio Nuvolau
    • Aperto da giugno a fine settembre
    • Tel. 0436/867938
    • Email: info@rifugionuvolau.it
    • Servizi: aperto per colazione, pranzo, cena, pernottamento
    • Sito web: https://rifugionuvolau.it/.
  • Rifugio Averau

Dove mangiare durante il percorso

Mangiare con vista sulle Dolimiti ha una vista che non ha prezzo. Noi siamo i primi a consigliare un pranzo al sacco, come un panino fatto al momento con i freschi ingredienti di montagna che potete acquistare presso una delle molte botteghe a valle: dal morbido pane appena sfornato, lo speack e i formaggi di malga. Si tratta della soluzione di sicuro più economica e che vi permette di stare più a contatto con la natura. Ricordate sempre di rispettare la montagna e di riportare a valle con voi qualsiasi rifiuto, o di lasciarlo presso i cestini di uno dei rifugi.

Se preferite godervi un buon pranzo con le gambe sotto al tavolo potete approfittare della gustosa cucina dei rifugi. I prezzi sono onesti, le porzioni abbondanti e la cucina è la tipica di montagna, gustosa, nutriente e di ottima qualità. Molto apprezzati sono i panini cotti al momento presso la brace all’aperto del Rifugio Nuvolau. Ancora mi viene l’acquolina al ricordo del profumo di carne alla griglia!

Dove dormire presso le Cinque Torri sulle Dolomiti

Se avete intenzione di rimanere a dormire una notte per una fantastica esperienza ad alta quota, sappiate che tutti e quattro i rifugi Scoiattoli, Cinque Torri, Averau e Nuvolau offrono stanze con con trattamento di mezza pensione.

In particolare il Rifugio Scoiattoli ha 42 posti letto con stanze che possono ospitare da 2 a 10 letti a castello e bagno comune. Nel trattamento di mezza pensione, al costo di 75 euro a persona per le camera private da 2 a 5 letti a castello e di 70 euro per le camerate da 10, include una colazione internazionale a buffet e una cena abbondante comprensiva di primo, secondo, contorno e buffet.

Il Rifugio Cinque Torri, aperto solo in estate, dispone di 24 posti letto suddivisi in camere da 4 letti ciascuna e da due camerate. Potete scegliere di noleggiare la biancheria o di dormire nel sacco a pelo. Nel trattamento di mezza pensione sono inclusi il posto letto, la colazione e la cena. Il prezzo è di 68 euro per le camera private e di 58 per le cuccette. Potete eventualmente pagare meno se scegliete di escludere la cena. In questo caso il prezzo è di 50 euro per le camere private e di 40 euro per le cuccette.

I prezzi sono più bassi al rifugio Nuvolau. Dispone solamente di letti singoli o a castello suddivisi in una camera da 3 posti letto, 2 da 4 posti letto, una da 5 posti letto e una camerata da 8 posti letto, per un totale di 24 posti letto. Il costo è di 33 euro per le camerate da 3 e 4 posti letto e di 29 euro per le camerate da 5 e 8 persone. Il trattamento di mezza pensione ha un costo di 49 euro, con sconti rivolti ai soci aci.

Infine c’è il Rifugio Averau, forse il più elegante tra i tutti citati perchè dispone di diverse opzioni con maggiori comodità e privacy rispetto agli altri nei dintorni. Potrete scegliere tra una Suite Family XL da 5 posti letto, una Suite Family (per 4 persone), una camera doppia con letto a castello o le camerate da 6 a 10 posti. I prezzi si fanno ovviamente più alti, a partire da 78 euro a persona per trattamento di mezza pensione.


Le montagne del Veneto, specialmente nella zona delle Dolomiti Ampezzane, sono ricche di sentieri e percorsi adatte ad escursionisti esperti e non, amanti dell’arrampicata, avventurieri come anche persone alla semplice ricerca di una tranquilla giornata rilassante baciati dalla frescura dell’aria pulita di montagna.

Se siete alla ricerca di altre scursioni simili, ma di più facile difficoltà vi posso suggerire:

All’interno del nostro road trip di due giorni tra Alta Badia, Passo Falzarego, Cortina d’Ampezzo e Misurina potete trovare tanti altri consigli su sentieri ed escursioni più impegnativi nei dintorni di Passo Falzarego, della Marmolada, sulle Dolomiti Ampezzane e nella vallata dell’Alta Badia.

Per una passeggiata o un’esperienza di montagna più rilassante ma altrettanto piacevole, vi consiglio invece:

Spero che questo contenuto vi sia stato utile! Per domande sul percorso lasciate un commento qui sotto, vi rispondo molto volentieri!

Buona giornata e buona escursione!


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Ringrazio Martina per il suo lavoro da web editor.