Inghilterra, Scozia

Come lavorare in Regno Unito dopo la Brexit: il visto e i requisiti necessari

Cartelli legati alla Brexit con, sullo sfondo, Westminster.

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Se a lungo Londra e il Regno Unito sono stati la speranza di tanti giovani e sognatori, la patria verso cui partire alla ricerca di riscatto e di possibilità, da qualche anno le cose sono cambiate a causa di un processo chiamato Brexit.

La Brexit ha cambiato di molto il modo in cui è possibile vivere, studiare e trasferirsi per lavoro in UK.

Dal 1 gennaio 2021, con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è terminata la libera circolazione e sono infatti entrate in vigore le nuove regole che stabiliscono come viene gestita l’accesso e la permanenza nel territorio a secondo dello scopo del soggiorno: turismo, lavoro e studio.

Basandoci sulla nostra esperienza personale abbiamo scritto questa guida dettagliata su come trasferirsi e lavorare a Londra e in Regno Unito a seguito della Brexit. Questo post vuole aiutare sia per chi è già in possesso dello status di EU Pre Settlment o di Settlement, sia chi voglia trasferirsi a seguito di una domanda per visto lavorativo.

All’interno del post troverete tutti i passi necessari per intraprendere la richiesta del visto lavorativo e per trasferirvi in UK come lavoratore a seguito della Brexit. Troverete anche una lista di tutti i documenti e i requisiti necessari per lavorare legalmente nel paese, con le informazioni su come ottenere ciascuno di essi.

Riassumendo:

Risparmiate sul cambio valuta a Londra

Nel viaggiare a Londra e in Regno Unito ricordate che dovrete pagare in valuta locale, la sterlina (pounds). Anziché perdere molti soldi in commissioni e cambio valuta pagando con la vostra carta in euro, prelevando a uno sportello o recandovi a un cambio valuta, vi suggerisco di attivare un conto corrente digitale come Wise. Potete gestirlo facilmente da telefono cellulare, ha un costo minimo all’attivazione e non prevede un canone mensile. Una volta aperto il conto, riceverete una carta di debito direttamente a casa e potrete cambiare i vostri soldi non solo in sterline, ma in ben 40 valute estere, al tasso di cambio giornaliero, senza commissioni (o con commissioni minime al di sopra di una certa cifra). Vi consiglio di valutarla come opzione iniziale per quando vi trasferirete nel paese, così da non spendere troppi soldi in commissioni. Cliccate qui per maggior informazioni sulle opzioni con Wise.

Brexit: che cosa è cambiato per chi studia e per chi cerca lavoro in Regno Unito

A seguito della Brexit i requisiti per viaggiare, studiare, lavorare e anche solo risiedere nel paese sono molto diversi dal passato.

Riguardo tutto ciò ci sarebbe davvero molto da dire. Con questo post voglio però concentrarmi maggiormente sui requisiti necessari a chi vuole trasferirsi in Regno Unito per iniziare con un nuovo lavoro. Se tra di voi lettori ci fosse qualcuno in cerca di informazioni per turisti o studenti, vi rimando al mio articolo “Brexit: cosa cambia per studenti, turisti e lavoratori” che reputo più adatto alle vostre necessità.

In questo caso informatevi anche sull’ETA, la nuova autorizzazione a pagamento che sarà richiesta a ogni persona che si rechi in Regno Unito per vacanze o brevi viaggi d’affari.

Torniamo a noi.

Il governo britannico ha stilato una serie di regole che concedono il visto ai soli lavoratori specializzati o appertenenti ai settori di cui il paese è in carenza di manodopera (come i lavoratori nel settore sanitario e nell’istruzione).

Questo significa che, mentre i passato chiunque poteva trasferirsi in UK digiugno di inglese per studiare, per migliorare la propria conoscenza della lingua o per cercare fortuna facendo valere la propria laurea o scalando le vette partendo dai lavori più umili, a seguito della Brexit questa libertà non è più concessa.

La possibilità di lavorare a Londra e nel Regno Unito è possibile solo per chi è in possesso un visto lavorativo, rilasciato a seconda di un severo sistema a punti.

Queste nuove regole rendono difficile, ma non impossibile, l’ingresso nel paese per un lavoratore.

Di seguito troverete tutte le informazioni per trasferirvi e lavorare in Regno Unito dopo la Brexit.

Parto con una doverosa distinzione tra chi cerca lavoro a Londra e Regno Unito ed è sprovvisto di visto da chi ha aderito all’EU Settlement Scheme. Segue una carrellata di quelli che sono i documenti necessari per cominciare il vostro lavoro una volta in possesso di visto.

Come lavorare in Regno Unito dopo la Brexit: i requisiti necessari

Victoria House a Londra.

Lavorare in UK con l’EU Presettlement e il Settlement Status

In previsione della Brexit, prima del 31 dicembre 2020 chiunque fosse entrato in Regno Unito e vi avesse vissuto per almeno 6 mesi poteva applicare all’ EU Pre Settlement Status, uno status giuridico di immigrazione che gli consente di vivere e lavorare nel paese per un periodo massimo di 5 anni.

Per chi ci viveva da almeno 5 anni, l’applicazione poteva essere estesa al Settlement Status, che permette di viverci e lavorare in UK per sempre, di accedere alla pensione statale e di poter usufruire dei servizi pubblici.

La conversione da Pre Settlement Status a Settlement Status può essere richiesta alla scadenza dello status temporaneo nel caso vengano verificate alcune condizioni imposte dal governo britannico.

Prima che scattasse la Brexit tutti i cittadini europei che vivevano, lavoravano o studiavamo in Regno Unito, o che l’avessero fatto per un periodo lungo precedente la Brexit, hanno avuto la possibilità di scegliere se rimanere nel paese facendo richiesta online di iscrizione all Settlement Scheme.

Se siete tra uno di questi e il vostro status è ancora valido, potete vivere e svolgere liberamente ogni tipo di lavoro che sia a Londra, in Inghilterra o nell’interno Regno Unito.

Potete verificare lo status della vostra iscrizione, assieme alla data di scadenza, presso la pagina apposita del sito del governo britannico.

La possibilità di fare domanda per il pre-settlement status è ancora aperta, in alcuni casi particolari indicati dal governo, per tutti i cittadini italiani ed europei che abbiamo vissuto in uno dei paesi del Regno Unito previa la Brexit.

Come fare domanda di EU Settlement Status

La domanda può essere sottoposta tramite il form online nel sito del governo inglese. Anche se effettuata in ritardo, la domanda deve comunque rispecchiare i criteri che erano necessari previa la Brexit.

Settled – il portale italiano per assistenza sull’EU Settlement Scheme

Se siete in possesso di Settled or Pre Settled Status e, per qualche ragione, avete difficoltà a far valere i vostri diritti, vi suggerisco di contattatare il gruppo Facebook Settled – Italian Forum, che si occupa di fornire assistenza in lingua italiana per quanto riguarda queste ragioni.

Come lavorare in Regno Unito con un visto lavorativo

Un passaporto con diversi timbri.

A seguito della Brexit, dal 1 Gennaio 2021 chiunque abbia voglia di trasferirsi e di cercare lavoro in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord e non abbia aderito all’EU Settlement Scheme dovrà seguire le regole di immigrazione.

I visti di cui poter far domanda sono suddivisi da 5 “Tier”. Lo Start Up Visa ( Tier 1), lo Skilled Workers Visa (Tier 2),lo Student Visa (Tier 4) e il Temporary Worker Visa ( Tier 5).

Da allora è necessario richiedere un visto lavorativo, lo Skilled Worker Visa, ovvero il “visto per lavoratori qualificati” rilasciato tramite un sistema a punti (point-based system).

Come ottenere lo Skilled Worker Visa con il sistema a punti

La richiesta del visto lavorativo in UK si basa su di un sistema a punti. Questo non tiene in considerazione la provenienza della persona, ma si basa su una scala meritocratica che premia le competenze e il talento.

L’idea di base del governo è quello di replicare il sistema australiano, con l’idea di accettare solo lavoratori qualificati (Skilled Workers) che vadano ad ottenere un minimo di 70 punti.

Come sono attribuiti i punti del visto lavorativo britannico?

Seguiamo brevemente le informazioni fornite nella documentazione dell’ambasciata italiana a Londra.

Si parte dai cosidetti “50 punti non negoziabili (non-tradable points)”. Questi includono:

  • Trovare un’azienda disposta ad assumervi che possieda una licenza di sponsor (20 punti);
  • Possedere una qualifica scolastica minima corrispondente all’equivalente della nostra licenza superiore (20 punti);
  • Dimostrare una conoscenza della lingua inglese di livello minimo B1 (10 punti).

A questi vanno aggiunti 20 punti negoziabili (tradable points).

Questi sono dati in automatico se lo stipendio minimo è di almeno 25600£ all’anno.

Lo stipendio può essere anche inferiore a questa cifra. In questo caso si valuta il “going rate“, un fattore che assegna le condizione minime di stipendio a seconda della posizione lavorativa. Se il vostro stipendio fosse inferiore (ma comunque al di sopra della soglia minimo di 20480£ all’anno), potete ottenere i 20 punti se:

  • Possesso del titolo di dottore di ricerca, in materie rilevanti per la posizione lavorativa o in discipline scientifiche e tecnologiche (STEM).
  • La vostra posizione lavorativa appartiene a un settore con carenza di lavoratori (Shortage Occupation List – vedete la sezione successiva) oppure è in ambito sanitario o educativo.

Le posizioni lavorative in carenza di personale

Per avere maggior possibilità di ottenere il visto lavorativo potete valutare di applicare per una posizione lavorativa per cui c’è carenza di personale – specialmente nel settore sanitario ed educativo.

Trovate qui la lista completa dei lavori per cui c’è carenza di personale.

Un’azienda che vuole fare da sponsor è in possesso di una licenza particolare per l’assunzione di impiegati internazionali.

Non tutte alcune aziende hanno questa licenza. Si tratta specialmente di quelle più grandi, come le multinazionali, normalmente nei settori ingegneristici, informatici e finanziari.

Trovate la lista aggioranta delle aziende registrate alla Tier 2 Sponsor List su questa pagina web, gestita dal governo britannico.

Riassumendo: ecco i requisiti per poter ottenere un visto lavorativo come dipendente in Regno Unito

Per riuscire ottenere il visto lavorativo per il Regno Unito è quindi necessario:

  • Avere una competenza lavorativa in uno dei settori indicati;
  • Dall’Italia, trovare un’azienda che garantisca un contratto di lavoro e agisca da sponsor;
  • Verificare che lo sponsor sia autorizzato dall’Home Office
  • Fare domanda del visto lavorativo dal sito internet del governo;
  • Elencare tutte le competenze: durante la selezione si otterranno più punti in base alle competenze e alla propria istruzione.

Lavorare in Regno Unito per un tempo limitato: il Permitted Paid Engagement Visa

Voglio inoltre precisare che, nonostante si applichi difficilmente a lavoratori comuni, esiste anche il Permitted Paid Engagement Visa. Si tratta di una casistica particolare che permette di svolgere attività retribuite (30 giorni di massima durata) ed è rivolto ad esperti inviati a svolgere l’attività per cui sono specializzati, come giornalisti, accademici e sportivi.

Ci sono anche i visti per contratti di lavoro temporanei. Hanno una durata limitata, vanno richiesti con 3 mesi di anticipo e devono essere sponsorizzati dall’azienda per cui si svolgerà il lavoro.

Lavorare a Londra e in UK senza sponsor: come aprire la propria attività

Una serie di computer su di un tavolo con vari oggetti a descrivere una giornata di lavoro di una start up.

Trovare un’azienda che vi sponsorizzi non è l’unico modo per poter lavorare e trasferirvi in Regno Unito. Se non avete un’offerta di lavoro e state valutando di aprire un’attività, questo è concesso ma vi sarà comunque necessario richiedere un visto:

  • Start-up visa, se state avviando un’attività per la prima volta;
  • Innovator visa, se state avviando un’attività come professionista esperto e possedete almeno £ 50.000 da investire.

Anche in questo caso, ci sono alcuni criteri da soddisfare;

  • avere un’idea imprenditoriale diversa da qualsiasi altra presente sul mercato;
  • far valutare la vostra idea da un “organismo di approvazione”;
  • dimostrare un requisito minimo di conoscenza della lingua inglese.

Se questi requisiti sono soddisfatti, potretre trasferirti in Inghilterra per avviare e gestire la vostra attività, con la possibilità di rimanere nel Regno Unito:

  • fino a 2 anni con Start-up visa – ma puoi passare a un visto Innovator, se sei idoneo
  • fino a 3 anni con Innovator visa: estendibile più volte.

Una volta ottenuto un visto Innovator, potreste essere in grado di stabilirvi nel Regno Unito.

Come posso capire se ho davvero bisogno di un visto lavorativo?

Uno strumento online molto utile è il Check if you need a UK visa, un tool che vi permetterà di stabilire se avete bisogno o meno di un visto, fornendo una lista di informazioni adatte alla vostra situazione, inclusa la strada migliore da intraprendere per il vostro trasferimento in Regno Unito con suggerimeni su qual’è il visto più adatto al vostro caso.

Come ottenere il visto lavorativo

Il visto può essere ottenuto seguendo la procedura online prevista dal governo britannico, presso la pagina “Skilled Worker Visa“.

All’interno della pagina troverete tutte le informazioni da seguire per portare a termine la procedura, come anche i costi e i tempi di elaborazione.

Il soggiorno temporaneo per non lavoratori

Vi ricordo inoltre che da cittadini Europei, secondo il regime Standard Visitor avete diritto a viaggiare e vivere nel Regno Unito come turisti per un periodo massimo di 6 mesi all’anno, ma durante questo periodo non potete:

  • svolgere un lavoro per un’azienda britannica, o come lavoratore autonomo;
  • svolgere un tirocinio, uno stage nè lavorare come au-pair (ragazzo o ragazza alla pari);
  • richiedere fondi pubblici (benefits);
  • fornire beni o servizi, incluso vendere beni commerciali;
  • vivere nel Regno Unito per lunghi periodi di tempo attraverso visite frequenti o successive;
  • sposarsi o registrare un’unione civile, o dare avviso di matrimonio o unione civile: dovrai richiedere un visto per visitatori matrimoniali.

Non vi sarà quindi concesso trasferirvi alla ricerca di un lavoro. Questo dovrà essere fatto esclusivamente al di fuori del Regno Unito.

La certificazione di lingua inglese

Foto di una pagina di un dizionario di inglese su di una cartina con l'Inghilterra.

Una voltra trovato lo sponsor potrete cominciare a far richiesta di visto lavorativo dall’Italia. Una delle condizioni da dimostrare per ottenere il visto è quella di possedere una conoscenza sufficientemene buona della lingua inglese.

In particolar modo, da quanto riportato dal sito del governo britannico, vi sarà necessario dimostrare di essere in grado di leggere, scrivere, ascoltare e parlare in inglese con una conoscenza della lingua che sia almeno di livello B1.

Ci sono diversi modi di dimostrare la propria conoscenza della lingua inglese:

  • sostenendo e passando il SELT, un test specifico per questa occasione;
  • essere in possesso di un certificato di lingua inglese (equivalente al GCSE oppure A level) ottenuto dall’aver studiato in un istituto britannico prima dei 18 anni;
  • essere in possesso di un certificato di laurea ottenuto da un corso svolto completamente in lingua inglese. Nel caso abbiate fatto l’università al di fuori del Regno Unito, questa equivale difatti a una laurea, a un master o a un dottorato rilasciato da un’università britannica.

Non spaventatevi all’idea di sostenere un test in lingua inglese. La conoscenza della lingua a un livello B1 (sulla media) non è difficile da raggiungere se vi concentrate sulla grammatica, sull’ascolto e sulla compresione.

Inoltre, online potete trovare davvero tante risorse per studiare inglese gratuitamente. Una di quelle che mi sento di consiglirvi è BBC Learning English, che durante i miei studi ho trovato molto utile sia per allenarmi nella lettura che nell’ascolto.

Per fare pratica sull’inglese parlato potete esercitarvi con alcune tra le molte applicazioni online, tra cui suggerisco FluentU, tra le migliori presenti sul mercato.

La sim e il numero britannico

Una volta trovato lo sponsor e ottenuto il visto lavorativo, siete pronti a trasferirvi in UK. Uno dei requisiti ufficiosi richiesti per poter lavorare in Regno Unito è quello di possedere un numbero britannico (con prefisso +44).

Per quanto le tariffe di roaming delle principali compagnie italiane vi permettano ancora oggi di utilizzare internet e di telefonare con il vostro numero italiano, vi sarà comunque necessario acquistare una SIM britannica.

Dall’azienda stessa che vi ha assunto, passando per l’apertura del conto bancario britannico, le comunicazioni per la ricerca di una stanza fino all’utilizzo di molti servizi nazionali. Sono davvero molte le situazioni in cui, anche se non espressamente obbligatorio, è consigliato avere un numero britannico.

Potete cominciare con Giffgaff. Si tratta di una SIM gratuita, con piano tariffario a costo variabile. Una volta ordinata vi arriverà comodamente a casa nel giro di un paio di giorni. vi verrà solo richiesta una ricarica di 5£ al momento dell’attivazione. Potrete poi scegliere di tenere il vostro numero o di cambiare per un operatore più conveniente in un secondo momento.

Il NIN (National Insurance Number)

Ogni lavoratore in Regno Unito ha bisogno del NIN, il National Insurance Number. Si tratta di una matricola identificativa univoca che permette all’azienda di versare i contributi per la pensione e che vi consente consente di pagare le tasse.

Dall’ inizio della Brexit, nel caso non siate in possesso di Settled status o di Pre settled status, il NIN vi servirà anche è per pagare anche la cosiddetta Immigration Health Surcharge, la tassa sanitaria che vi consentirà di utilizzare l’NHS gratuitamente.

Non si può lavorare nel paese senza il NIN. Per quanto sia possibile iniziare il proprio lavoro anche senza essere in possesso del NIN, vi suggerisco di richiederlo il prima possibile.

L’application va effettuata online presso l’apposito form presente nel sito del governo britannico. Per fare domanda di NIN avrete bisogno di alcuni documenti tra cui una copia digitale del vostro passaporto, il visto lavorativo (o documento che prova il vostro Settlement Status) e una copia digitale del contratto di affitto.

Mentre in passato veniva fissato un appuntamento presso un job centre nelle vicinanze e veniva rilasciato un foglio provvisorio, ora l’intero procedimento viene gestito online e riceverete per email il vostro NIN nel giro di qualche settimana.

Aprire un conto corrente britannico

Cartello blu di una personal banking.

Aprire un conto corrente in Inghilterra può sembrare un po’ macchinoso, ma vi posso garantire che una volta completato l’intero processo per la richiesta del visto, aprire un conto bancario vi sembrerà una vera passeggiata.

Per quanto un conto digitale come Revolut o Monzo (entrambi con IBAN britannico) possano rivelarsi molto utili per gestire i vostri risparmi comodamente dal vostro telefono, alcune aziende richiedono espressamente che abbiate un conto aperto presso una delle molte banche britanniche.

Ci sono diversi istituti di credito, molti dei quali con caratteristiche molto simili in quanto ad affidabilità, velocità nello sbrigare le pratiche e gestione delle richieste. Tra tutti io ho scelto Barclays per via dell’ottima offerta all’apertura del conto, ma vi suggerisco anche HSBC UK, Lloyds o Santander.

Come trovare alloggio in Regno Unito

Non appena vi sarete trasferiti in Regno Unito è importante dichiarare la propria residenza al City Council di riferimento, in quanto una volta in UK è dovere di ogni lavoratore pagare mensilmente la cosiddetta Council Tax (una tassa che aiuta lo stato a pagare per i servizi che offre al paese).

Per pagare la Council Tax vi servirà prima un alloggio!

Trovare casa è sempre un grande impegno, specialmente in questo periodo storico di forte crisi e grandi cambiamenti nel settore immobiliare.

Sia nel caso stiate valutando una stanza in un appartamento condiviso, sia che vogliate un’intero appartamento o un monolocale tutto per voi, cercare casa in Regno Unito può passare dall’impegnativo al quasi impossibile.

Cercare casa in UK: sono meglio le grandi città o la periferia?

La difficoltà varia molto dalla zona: per via della vicinanza a Londra, a sud i prezzi sono più alti e vanno man mano a diminuire mentre ci spostiamo verso nord, per diventare davvero bassi nella zona dei borders, i confini con la Scozia. Qui vivere è davvero conveniente e non vi prendo in giro nel raccontarvi di come un’intero appartamento possa costarvi quando un monolocale a Londra!

Cercare un alloggio nelle grandi città è davvero impegnativo, mentre risulta più semplice quando ci si sposta nelle piccole town di provincia.

Vivere fuori dalle grandi città è una soluzione che vi permetterà di risparmiare molto e di trovare sistemazioni migliori a parità di prezzo. Grazie ai buoni servizi ferroviari nazionali non vi risulterà difficile spostarvi nei grandi centri per lavoro.

I migliori siti web per cercare casa a Londra e in UK

Nella vostra ricerca di una casa a Londa e nel Regno Unito vi suggerisco di affidarvi a siti web come Spareroom, Gumtree o Zoopla.

Diffidate invece degli annunci pubblicati sui gruppi Facebook quando cercate nelle grandi città. D’altro canto, vi posso assicurare che i gruppi Facebook diventano più affidabili quando si tratta di annunci pubblicati per town e villaggi rurali.

Non firmate e non mandate mai soldi prima di avervi assicurato un contratto di affitto legalmente riconosciuto. Se possibile, cercate di vedere ogni alloggio di persona per verificarne le condizioni prima di firmare ogni forma di contratto. In Regno Unito i contratti vengono presi molto seriamente e gli alloggi vengono controllati minuziosamente prima della restituzione della caparra.

Per questo motivo, nel caso non conosciate nessuno che possa fare il piacere di una visita per voi vi suggerisco di partire e dormire in una sistemazione temporanea mentre cercate l’alloggio più adatto a voi.

Come trovare lavoro in Regno Unito: i miei consigli

Trafalgar Square a Londra durante una giornata di sole.

Vi lascio con una serie di consigli per cercare e ottenere un lavoro in Regno Unito.

I migliori siti web per trovare lavoro in UK

I migliori siti per trovare lavoro sono Linkedin, Indeed.com (dove ho trovato il mio lavoro attuale), Reed.co.uk e Gov.uk. Se non rientrate nello EU Settlement Scheme dovrete filtrare la ricerca selezionando le posizione lavorative che sponsorizzano un visto (visa sponsorship jobs).

Adattate il vostro CV agli standard britannici

Assicuratevi che il vostro curriculum rispetti gli standard locali. Non limitatevi a tradurre il vostro CV dall’italiano all’inglese, non funzionerà.

Riscrivete il CV seguendo gli standard britannici (ho scritto il mio seguendo gli esempi di MyPerfectCV che vi consiglio). Vi suggerisco, in particolar modo, di non spendere troppo tempo a indicare le vostre conoscenze, quanto piuttosto fate notare come avete utilizzato una vostra strategia, le vostre skills o una vostra abilità per portare un guadagno o un miglioramento presso ogni azienda o progetto scolastico su cui avete lavorato in passato. In UK le aziende cercano persone che siano in grado di produrre risultati!

Presentate sempre una cover letter

Molte aziende non prendono seriamente una domanda di lavoro (un’application) se il CV non è accompagnato da una lettera di presentazione, una cover letter.

Scrivere una cover letter non è per niente facile. Dovrete essere in grado di descrivere voi stessi e le vostre esperienze passate in meno di una pagina. Un consiglio che vi posso dare è quello di puntare molto sulla motivazione che vi spinge ad applicare per quel lavoro. Che mi crediate o meno, può fare miracoli (con me l’ha fatto)!

Iscrivetevi all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero)

Se la vostra intenzione è quella di trasferirvi a Londra o in UK in maniera non temporanea, iscrivetevi all’AIRE . Rimuovendo la residenza in Italia, eviterete di pagare le tasse nei due paesi e avrete modo di rivolgervi all’ambasciata più vicina per richiedere ogni documento, senza dover rientrare in Italia.

Non scoraggiatevi

Un ultimo consiglio, forse il più importante: non scoraggiatevi!

Dall’interno del paese posso dirvi che la Brexit non ha avuto l’effetto sperato. Che sia stata per la sfortunata situazione portata dalla pandemia o che fosse semplicemente destinata ad andare così, sta di fatto che il paese soffre la mancanza di lavoratori in molti settori. Quello che tutti ci auguriamo è che il governo britannico vada presto ad aggiornare la pratica per lavorare in Inghilterra. Nel frattempo impegnatevi e date il vostro meglio!

Lavorare in Regno Unito: i documenti e i requisiti necessari

Ricapitolando, ecco quali sono i documenti e i requisiti necessari per lavorare in Regno Unito dopo la Brexit:

  • EU Presettlement Status / Settlement Status o un visto lavorativo da richiedere una volta trovata un’azienda sponsor;
  • Certificato di lingua inglese da allegare alla domanda di visto che provi una conoscenza della lingua a un livello uguale o superiore al B1;
  • Un numero di telefono britannico (con prefisso +44);
  • Un conto corrente presso una banca britannica;
  • National Insurance Number (NIN);
  • Contratto di affitto;
  • Contratto di lavoro.

Spero che questo post abbia risposto a tutte le vostre domande. Se così non fosse, lasciate un commento o scrivetemi per email. Sarò contento di aiutarvi e di indirizzarvi alla sorgente ufficiale più adatta alla vostra situazione.

Buona giornata e buon viaggio!


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