Destinazioni, Ungheria

Cosa vedere a Budapest in 3 giorni: un itinerario low cost

Con questo articolo vi presentiamo la nostra guida di viaggio a Budapest, capitale d’Ungheria. Oltra a rispondere alla domanda “Cosa vedere a Budapest?” vi forniremo informazioni sui costi del viaggio e della vita in città, sui piatti tipici e i quartieri migliori dove soggiornare, oltre che sulla rete di trasporti cittadina.

Donata dell’appellativo di Parigi dell’Est per la bellezza degli edifici storici e l’atmosfera bohémien, Budapest è una città che sorprende e sa incantare per il suo animo antico e solenne e per l’atmosfera rilassante, ma anche moderna e divertente. Tra le attrazioni che l’hanno resa una delle capitali più famose e conosciute dell’Europa orientale, non possiamo non citare l’imponente Parlamento affacciato sul fiume e le oltre 145 sorgenti che forniscono acqua calda terapeutica ai numerosissimi centri termali della città. Non a caso, Budapest è chiamata anche la Città delle terme.

Budapest è la capitale dell’Ungheria e nasce dall’unione di tre cittadine avvenuta nel 1873: Buda, Obuda e Pest.

Dominata nel corso dei secoli da romani, turchi e Impero austroungarico, Budapest ha subito influssi artistici, culinari e architettonici da ognuno dei popoli regnanti. Come intuiamo dal nome, Budapest ha una doppia anima, due città tanto simili quanto uniche, separate dalle acque turchesi del Danubio ma al contempo unite dai molti ponti maestosi. Da un lato troviamo la più antica Buda, dove sorgono i resti della Cittadella e i luoghi che hanno caratterizzato la monarchia ungherese.

Sull’altra sponda del Danubio troviamo Pest, più moderna, giovane e dinamica, con i suoi negozi, ristoranti, hotel e locali notturni. Proprio sul Danubio troviamo il polmone verde della capitale ungherese, la magnifica Isola Margherita, un’oasi di relax e di attività all’aria aperta.

Ecco quindi cosa troverete in questo articolo:

Cosa vedere a Budapest: il nostro diario di viaggio

L’idea di un viaggio a Budapest nasce un po’ per gioco. Io mi stavo per laureare a marzo e Fabio stava cercando di farsi venire in mente un regalo per festeggiare questo grande traguardo. Il giorno della mia proclamazione, Fabio è venuto da me con qualche foglio stampato e un sorriso in volto, per annunciarmi che a luglio mi sarei dovuta tenere libera, perché saremmo partiti. Partiti per dove? Questo non lo potevo sapere, mi sarei dovuta fidare. Il viaggio sarebbe stata una sorpresa continua, dalla destinazione, il trasporto, l’esperienza, e io sarei stata all’oscuro di tutto.

Un paio di giorni prima della partenza ho trovato, nella cassetta delle lettere, una busta a me indirizzata con, all’interno, una lista di vestiti e accessori da mettere in valigia. Ciò che segue è il resoconto di quello che poi, a poche ore dall’aver lasciato casa, scopro essere il nostro weekend a Budapest. L’autobus che dovevamo prendere a Venezia Mestre non era davvero un bus navetta per trasportarci all’aeroporto di Venezia Marco Polo, ma il nostro mezzo effettivo per raggiungere la destinazione.

Budapest è una destinazione magica e interessante, nonchè molto economica, come vi daremo modo di vedere.

Mappa del viaggio

Abbiamo raccolto il nostro viaggio in questa comoda mappa, che suddivide le attrazioni per colore in base al giorno; completata con le location in cui abbiamo consumato i nostri pasti.

Tre giorno sono sufficienti per visitare Budapest, ma non neghiamo che possa risultare stancante visitare gran parte dei luoghi di interesse in poco tempo. L’aggiunta di una quarta giornata di viaggio vi permette di vivere meglio la capitale ungherese, spaziando tra le attrazioni con più calma e rilassatezza.

Giorno 1: da Buda antica alla Terme Gellért


  • Cosa abbiamo visto: Chiesa nella Roccia, Cittadella di Buda, Mercato Centrale, Ponte della Libertà, Viale Andrássy, Bagni Termali Gellért, Vaci Ucta, Ponte delle Catene;
  • Costi della giornata: Bagni Termali Gellért (ingresso pomeridiano con armadietto privato per 2 persone – 40€), Colazione, pranzo e cena al sacco (25€), Birra all’Hard Rock Cafè (10€) Totale: 75€.

Nonostante poco prima di partire qualche dubbio era sorto a Fabio sulla bontà della sua idea, il viaggio in Flixbus di dieci ore da Mestre a Budapest fila liscio come l’olio. Arriviamo a Mestre col treno regionale da Padova circa verso le 20:30. Dopo un rapido panino per cena e uno spritz in un bar vicino la stazione, ci mettiamo in fila alla fermata del bus. Io ero particolarmente divertita all’idea di viaggiare in bus e la traversata dell’andata è stata molto piacevole. Durante il viaggio ho dormito decisamente poco, perché amo guardare il paesaggio fuori dal finestrino e fatico a dormire negli itinerari su strada. In aereo, invece, crollo mentre ancora aspettiamo il via dalla torre di controllo.

Il viaggio si è rivelato tranquillo e sorprendentemente comodo per un tratta così lunga in autobus. Di sicuro l’aver viaggiato di notte ha contribuito molto, essendo i nostri compagni tutti profondamente addormentati al loro posto. I sedili erano ampi e sufficientemente distanziati, dando modo a entrambi di stendere un po’ le gambe per rilassarci.

Le luci dell’alba e le prime voci ci svegliano, catapultandoci in un panorama molto diverso dalla fitta rete autostradale che avevamo lasciato prima di addormentarci. Cominciamo a intravedere i primi agglomerati urbani costruiti sulle colline verdi ungheresi e in lontananza la linea dei palazzi della capitale. Budapest è a solo un’ora di viaggio da noi, così ci intratteniamo con una frugale colazione mentre osserviamo i colli scorrere fuori dal finestrino. Alle 8 il bus comincia a districarsi tra palazzi e condomini: siamo finalmente a Budapest, attraversiamo il Danubio e raggiungiamo la stazione Népliget, poco fuori il cuore della città.

1 – La Cittadella

La zona dove è situata la stazione è per lo più residenziale e commerciale. Ci mettiamo un po’ a trovare la fermata della metropolitana a causa dei lavori in strada che modificano la viabilità. Dopo aver prelevato i fiorini necessari per la vacanza acquistiamo due abbonamenti di tre giorni e riusciamo a prendere la M3 da Népliget fino a Kalvin Ter. Qui facciamo un cambio veloce per la M4 che ci porta a Szent Géllert tèr, ai piedi della Géllerthegy, la collina che ospita la Cittadella.

L’uscita dalla metropolitana di Géllerthegy è una delle più belle di Budapest. Una volta risalite le scalinate ci si trova in una piccola piazza riccamente decorata da mattonelle colorate e da una allegra fontana. Come si può difatti intuire dal nome, la fermata è di fronte ai famosi Bagni Termali Gellért che, assieme ai Bagni Szechenyi e ai Bagni Kiraly, sono i più famosi e riccamente decorati di Budapest. Guardandosi attorno ci troviamo a osservare, a fianco alla collina, il maestoso Hotel Gellért.

Voltandoci godiamo di una meravigliosa vista del Danubio e del Ponte della Libertà, uno dei ponti più belli ad attraversare il fiume.

Salendo pochi gradini a fianco alla collina che porta alla Cittadella, ci fermiamo ad ammirare il panorama sul sagrato della Chiesa nella Roccia, costruita nel 1926 da Kàlmàn Lux.

La chiesa fu commissionata dall’ordine dei monaci di San Paolo primo eremita. L’ingresso fu tuttavia interdetto dal regime comunista, e la struttura fu riaperta al pubblico solo nel 1989. Poco prima di entrare è possibile ammirare una statua di santo Stefano. All’interno della chiesa sono conservate una copia della Vergine nera di Częstochowa e un dipinto che raffigura l’aquila polacca, simbolo della Polonia. È inoltre conservata anche una targa commemorativa incisa con i nomi dei campi di concentramento della seconda guerra mondiale. Sulla stessa targa sono riportate anche le città e le scuole che diedero asilo ai rifugiati polacchi. Dopo di che, zaini ingombranti in spalla, decidiamo di metterci in moto e salire lungo la collina fino in cima, per raggiungere la Cittadella.

Il famoso monumento al di sopra della Cittadella di Buda.

Il percorso ci prende circa una mezz’oretta e prevede molte scale di legno o intagliate nella pietra, ma non è faticoso, anzi; alcuni punti panoramici sul Danubio ripagano di tutta la salita. I sentieri che portano alla Cittadella attraversano la collina decorata da boschetti e da molti parchi. Qui si trovano numerose panchine dove poter rilassarsi e godere della vista del quartiere di Pest in lontananza. La Cittadella è una fortezza costruita dagli Asburgo sul monte Géllert nel 1850, al fine di controllare la città di Budapest. Originariamente misurava 22×60 metri ed era cinta di mura alte 4 metri armate di 60 cannoni. Le mura sono state poi abbattute e la zona, dopo essere stata occupata dalle truppe sovietiche, è diventata completamente turistica.

Sulla collina si trovano moltissimi chioschetti dove poter acquistare street food ungherese.

2 – Il Ponte della Libertà e il Mercato centrale

Torniamo ai piedi della collina dopo una merenda ristoratrice seduti su una panchina di uno dei giardini della Cittadella e ci dirigiamo al Mercato Centrale. Per farlo, attraversiamo il meraviglioso Ponte della Libertà sul Danubio. Il ponte fu costruito tra il 1894 e il 1896 su progetto di Jànos Feketehàzy. Fu inaugurato dall’imperatore Francesco Giuseppe, che inserì l’ultimo rivetto d’argento sul pilastro della struttura di ferro dal lato di Pest.

Il ponte è attraversato da molti tram ed è anche appesantito da un notevole traffico automobilistico, tanto da aver richiesto un’iniziativa per convertirlo in un ponte esclusivamente pedonale non appena sarà completata la quarta linea della metropolitana.

Subito attraversato il ponte si entra nel quartiere di Pest. Se Buda è il quartiere elegante, storico, profumato, dalle bianche strutture e dagli edifici splendenti, Pest incarna il vero animo della città. È dinamico, movimentato, rumoroso, profumato di spezie, principalmente paprika.

I mercati coperti di Budapest sono cinque, ma il più bello è il Mercato Centrale, composto da quattro corridoi al piano inferiore. Nei corridoi centrali si acquistano beni alimentari, spezie, frutta, dolci e frutta secca; souvenir e abbigliamento si trovano nei corridoi laterali. Il piano superiore, oltre a negozi di souvenir e vario genere, ospita tanti piccoli stand di cibo locale. In quell’occasione noi abbiamo mangiato la gustosissima Langos, una sorta di focaccia fritta della tradizione ungherese su cui è possibile mettere proprio di tutto, condita con l’immancabile salsa a base di paprika, prodotto di cui il paese è ricco.

Finito di pranzare, un po’ provati ci dirigiamo all’appartamento, alla fermata Deàk Ferenc tèr M per il check-in, che si svolge in totale autonomia. L’appartamento è piacevole sebbene non manchi di diversi difetti, come la maniglia della porta del bagno rotta, prontamente segnalata al proprietario. Dopo aver fatto una piccola spesa, prendiamo accappatoi, asciugamani e infradito e, dopo un breve viaggio in metropolitana, finalmente arriviamo ai Bagni Termali Gellert.

3 – I bagni termali Gellert

I bagni Gellert sono considerati i più eleganti di Budapest. La struttura, costruita in stile Art Nuveau, sorge dove durante il periodo medievale si trovava l’ospedale che sfruttava le proprietà curative delle acque termali. I bagni Gellert funzionano oggi sia come centro termale che come piscine; sono infatti dotati anche di una piscina all’aperto, circondata da una terrazza e da un parco. Qui ci concediamo quattro ore di puro e meritatissimo relax, sguazzando in ben sei piscine diverse, dalla temperatura base di 27° fino ai 40°. Il bagno manteneva originariamente la suddivisione tra uomini e donne ma ora sono misti, nonostante siano ancora presenti le indicazioni per motivi storici.

Gli interni dei bagni termali Gellert a Budapest

Il tempo trascorso alle terme vale ogni singolo soldo speso, per cui è proprio a malincuore che lasciamo le acque calde delle vasche decorate per rivestirci e rimetterci in strada. Sfortunatamente le foto all’interno dei bagni sono vietate, per cui abbiamo potuto fare qualche scatto solo dal salone d’ingresso.

4 – Vaci Ucta e il Ponte delle Catene

Prendiamo quindi la metropolitana per dirigerci in una delle zone più moderne e turistiche di Budapest, la Vaci Ucta, ovvero “la bella vetrina di Budapest”; rinomata per la concentrazione di negozi, ristoranti e bar. Fabio è desideroso di ripercorrere i passi del suo viaggio d’istruzione, per cui decidiamo di fare una breve sosta per bere una birra all’Hard Rock Cafè, di certo una delle più economiche che potrete bere nei locali di questa catena. Con una passeggiata al Ponte delle Catene, al cui ridosso troviamo molti bar e localini, e una veloce cena in appartamento si conclude così la nostra prima giornata di viaggio a Budapest, di sicuro una delle più intense mai vissute.

Giorno 2: visita alla Basilica di Santo Stefano e al Castello di Buda


  • Cosa abbiamo visto: Basilica di Santo Stefano, Castello di Buda, Chiesa di San Mattia, National Gallery, Palazzo Reale, Bastione dei Pescatori, Parlamento Ungherese, Isola Margherita, stazione ovest di Budapest, crociera serale sul Danubio;
  • Dove abbiamo mangiato: Istvan Cukraszda (colazione), Lecso Hungarian Resturant (cena);
  • Costi della giornata: Basilica di Santo Stefano e campanile (2 studenti – 7€), funicolare per il Castello di Buda (8€), Chiesa di San Mattia (2 studenti – 10€), National Gallery (13€), Crociera serale sul Danubio (18€), Colazione da Istvan Cukraszda(8€), Pranzo al sacco (9€) Cena da Lecso Hungarian Resurant (25€), Totale: 98€.

1 – La basilica di Santo Stefano

Il secondo giorno inizia con un’ottima colazione da Istvan Cukraszda, una graziosa pasticceria nei pressi della Cattedrale di Santo Stefano che offre molte specialità della pasticceria ungherese. Con la M1 da Opera a Bajcsy-Zsilinszky ù arriviamo poco prima dell’orario di apertura ma il gentilissimo proprietario ci fa comunque accomodare a un tavolino all’esterno del locale. Qui proviamo i dolci tipici di Budapest: la torta Dobos e Zserbò, accompagnate dal cappuccino, a cui non riusciamo a rinunciare mai.

La zona in cui si trova il locale è molto tranquillo e piacevole. Gli edifici in pietra e le strade ampie decorate da piante e fiori ci fanno sentire in uno dei molti arrondisment parigini.

La basilica di Santo Stefano a Budapest
Vista di Pest da una delle torri della basilica di Santo Stefano

Dal bar la strada è breve fino alla basilica di Santo Stefano situata all’estremità di una piazza ampia e spaziosa. Della basilica visitiamo l’interno, il Tesoro (dove sono conservate le reliquie religiose) e la torre, da cui possiamo ammirare il meraviglioso panorama della città. La chiesa prende il nome da Re Stefano, primo re ungherese cristiano; presenta pianta a croce greca con cupola principale alta circa 96 metri, quanto la cupola del Palazzo del Parlamento. Ciò non è una coincidenza, ma il chiaro messaggio della presenza in ugual parte di religione e politica; nessun altro edificio può essere più alto dei due. La campana principale pesa circa 9 tonnellate e fu rubata durante la seconda guerra mondiale, per essere restituita nel 1990.

2 – Il Castello di Buda

Usciamo dalla chiesa per passeggiare un po’ in centro fino alla fermata del tram che ci porta a Clark Ádám tér, da cui prendiamo la funicolare fino al Castello di Buda. Il viaggio in funicolare è molto piacevole: il mezzo di trasporto e la salita lungo la collina di Buda è emozionante. Dalla cabina si gode di una vista eccezionale sul Danubio e sul quartiere di Pest. Le ultime ore della mattina sono dedicate alla visita del Castello di Buda e agli edifici limitrofi: la chiesa di San Mattia, la National Gallery, il Palazzo Reale, i Bastioni dei Pescatori.

Uno dei musei del castello di Buda a Budapest

Il Castello di Buda è di origine medievale, ma la sua prima versione fu distrutta dai turchi nel XVI secolo e l’edificio fu ricostruito dagli Asburgo, per essere nuovamente distrutto durante la seconda guerra mondiale. Il complesso di edifici è molto piacevole da visitare, decorato da cortili interni e ampie arcate. All’interno del castello si trova anche il Museo Storico di Budapest che espone sigilli, armi e pavimentazioni dell’epoca medievale, oltre che una ricostruzione dei cambiamenti vissuti dalla città dall’età romana sino al XIII secolo. Al primo piano del Museo, invece, è installata una mostra che delinea la storia della città dal 1686 ai nostri giorni. Secondo noi, il museo è abbastanza interessante ma la visita può anche essere sacrificata per dare più spazio ad altre attrazioni.

Oltre al Museo Storico, il castello ospita anche la Galleria Nazionale Ungherese. Al primo piano, di solito, sono installate le mostre temporanee; noi abbiamo avuto la fortuna di vedere la mostra sul Surrealismo, Magritte e Dalì. La galleria ospita, inoltre, sculture e tavole lignee gotiche, arte rinascimentale e barocca, scultura e pittura ungherese dell’Ottocento e del Novecento.

3 – La chiesa di San Mattia e il Bastione dei Pescatori

La chiesa di San Nicola nella citta di Buda

Nella chiesa di San Mattia, purtroppo, non ci è concesso entrare poiché sono in atto le celebrazioni di un matrimonio. La chiesa, di architettura neogotica a tre navate, è in realtà intitolata alla Nostra Signora Assunta della Collina del Castello, ed è stata costruita tra il 1255 e il 1269 per volontà di re Béla IV d’Ungheria (esatto, lo stesso re che diede la figlia in sposa al principe di Polonia, protagonisti della leggenda di cui vi parlo nell’articolo relativo alle Miniere di sale di Wieliczka). La storia della chiesa è molto travagliata: divenne moschea e poi edificio di culto gesuita, per essere ricostruita nella seconda metà dell’Ottocento in stile Neogotico. Qui fu celebrato due volte il matrimonio del re Mattia Corvino e vi fu incoronato Francesco Giuseppe I d’Austria nel 1867.

Il Bastione dei Pescatori è un vero gioiello di Budapest: una struttura in stile neogotico e neoromanico, edificata alla fine del XIX secolo da Frigyes Schulek, che si occupò anche dei restauri a San Mattia. Il bastione è stato eretto a ricordo delle mura di fortificazione atte alla difesa della corporazione dei pescatori.

Dopo un pranzo al sacco e una birra goduta seduti nei giardini accanto ai Bastioni, gambe in spalla scendiamo dalla collina attraversando il pittoresco quartiere di Buda fino alla metropolitana, che prendiamo per arrivare al monumento Cipők a Duna-parton.

4 – Le scarpe sul Danubio e il parlamento ungherese

Il monumento alle scarpe scalze lungo il Danubio di Budapest

La traduzione in italiano è “Le scarpe sulla riva del Danubio”: si tratta di un memoriale dell’Olocausto, opera del regista Can Togay e dello scultore Gyula Pauer. L’opera è un gruppo scultoreo che rappresenta delle scarpe poste sul ciglio della banchina della sponda del Danubio sul lato di Pest, e ricorda un massacro di cittadini ebrei da parte dei miliziani del Partito delle Croci Frecciate. Dopo aver imprigionato gli ebrei ungheresi nelle loro stesse case all’interno del ghetto di Pest, i miliziani decisero di trascinarli lungo il Danubio, legati a gruppi di tre e uccisi con un colpo alla nuca, per poi essere gettati nel fiume. Questi atti atroci sono ben rappresentati dalle scarpe in metallo che sembrano essere appena state abbandonate dai loro proprietari ed è inevitabile prendersi un minuto di raccoglimento di fronte alla dimostrazione di tanta crudeltà.

Passiamo poi nei pressi del Parlamento, dove incontriamo il corteo LGBTQ+ per il Budapest Pride: migliaia di persone allegre e colorate, con bandiere arcobaleno e palchi con musica. L’allegria è contagiosa e passiamo di buon grado nel mezzo del corteo per raggiungere la sponda del Danubio e ammirare il Parlamento, edificato dal 1884 su progetto di Imre Steindl in un mix tra lo stile neogotico e barocco. L’interno del palazzo è decorato con più di 40 chili d’oro e il suo sviluppo orizzontale è ragguardevole, raggiunge infatti i 268 metri di lunghezza e i 123 metri di larghezza. Vi è possibile accedere da più di trenta ingressi e dispone di una decina di cortili. Il punto forte è la cupola centrale, riconoscibilissima da ogni angolo della città, dalla caratteristica pianta a esadecagono.

5 – L’isola Margherita

Finito il giro delle architetture decidiamo di concederci una rilassante passeggiata nel luogo che credo sia sicuramente il mio preferito a Budapest: l’Isola Margherita. Un’isola sul Danubio lunga 2500 metri che conserva monumenti storici medievali e resti di antiche chiese francescane e dominicane. Ma, soprattutto, ospita un’ampissima area dedicata al relax e allo svago, numerosissimi bar dove abbiamo assaggiato delle meravigliose e dissetanti granite al limone e ai frutti di bosco (talmente buone che abbiamo fatto il bis!).

L’isola ospita la Fontana Musicale, i cui zampilli si muovono a ritmo di musica classica (incluso il brano “Con te partirò”!). La Fontana e il serbatoio idrico a torre ottagonale in Art Nouveau del 1911 sono entrambi siti protetti dall’UNESCO. Sull’isola si trova, inoltre, un piccolo e splendido giardino giapponese, uno zoo con molte specie di anatre esotiche, diverse piscine pubbliche. Inoltre è possibile ascoltare musica classica dal vivo al “Pozzo musicale”, un padiglione bianco posto quasi alla fine dell’isola, che è percorribile a piedi oppure con un bus apposito o noleggiando delle vetture simili a golf-kart.

Dall’Isola Margherita torniamo a Pest e ci fermiamo per cena da Lecso Hungarian Restaurant per un pasto tipico ungherese: stufato di carne e paprika, una sorta di gnocchetti di farina con panna acida ed erba cipollina, patate e cavolo in umido. A Budapest l’uso della paprika dolce è a dir poco smodato, ma fortunatamente è una spezia che apprezziamo molto. Ovviamente, tutto annaffiato da un’ottima birra bionda artigianale.

6 – Una crociera sul Danubio

Il parlamento ungherese visto la sera durante una crociera sul Danubio

Dopo la cena arriviamo alla banchina e lì scopro di un’altra sorpresa di questo viaggio: Fabio ha prenotato una bellissima crociera di notte sul Danubio, che ci consente di vedere il Parlamento, la Cittadella, l’Hotel Gellert e i ponti sul fiume completamente illuminati. Ci accolgono sul battello con un bicchiere di vino bianco frizzante; possiamo scegliere se sederci all’interno o all’esterno, per goderci il vento fresco della notte, e scegliamo di respirare l’aria fredda di Budapest. È stata un’esperienza magica che consiglio assolutamente a chiunque.


Giorno 3: visita a Pest, da Piazza degli Eroi al quartiere ebraico


  • Cosa abbiamo visto: Casa del Terrore, Museo delle Arti Orientali, Piazza degli Eroi, Museo delle belle arti, Castello Vajdahunyad, Közlekedési Múzeum, Bagni Termali Széchenyi, Grande Sinagoga di Budapest, Tempio degli Eroi, Raoul Wallenberg Holocaust Memorial Park, tour dei ruin pubs;
  • Dove abbiamo mangiato: DesszertNeked (colazione), Paprika Vendéglő (pranzo);
  • Costi della giornata: Museo delle belle arti ( 2 studenti – 13€), Colazione da DesszertNeked (7€), pranzo da Paprika Vendéglő (30€), cena al sacco (8€), cocktails ai ruin pubs (15€). Totale: 73€.

1 – Piazza degli eroi e i musei delle Belle arti e il Palazzo delle Esposizioni

L’ultimo giorno di questo breve ma intensissimo viaggio si apre con una colazione da Desszert Neked, una piccola ma deliziosa bakery non distante dal nostro appartamento. Dopo aver gli zaini in un deposito bagagli del centro, ci rechiamo in Piazza degli Eroi seguendo Viale Andràssy. Sul percorso incontriamo la Casa del Terrore, il museo sulla storia comunista della città e degli orrori che l’hanno colpita; dall’altra parte della strada sorpassiamo invece il Museo delle Arti Orientali Ferenc Hopp. Ci fermiamo nell’immensa e maestosa Piazza degli Eroi sotto un cielo azzurro ad ammirare le architetture che ci si stagliano davanti gli occhi.

La Piazza degli Eroi venne costruita nel 1896 per celebrare i mille anni dalla dominazione ungherese. Qui si trova il memoriale per gli eroi deceduti con, in cima, l’arcangelo Gabriele con la corona ungherese nella mano destra, la croce doppia impugnata a sinistra. Alle spalle della statua, due colonnati paralleli riportano i volti di sette importanti personalità della storia ungherese. I lati della piazza ospitano due musei: il Museo delle Belle arti e il Palazzo delle Esposizioni.

Entriamo al Museo delle Belle arti che ospita una corposa collezione egizia con una serie di sarcofagi e coccodrilli imbalsamati; collezione di antichità greco-romane, in particolare vasi, ritratti a encausto e numismatica. Proseguendo arriviamo nella galleria dei maestri antichi eccezionalmente ricca, con importanti opere di pittura italiana, spagnola, olandese, germanica e austriaca. Nomi importanti come Giotto, Tiepolo, Correggio, Velázquez, Goya, Ribera, Bruegel il Vecchio, Holbein, Giorgione, Raffaello e Agnolo Bronzino; la visita al Museo è molto interessante e permette di ammirare opere di eccezionale valore, pertanto la consigliamo come imperdibile durante il vostro viaggio a Budapest!

Dopo la visita ci spostiamo per il pranzo, andando da Paprika Vendéglő dove gustiamo uno speziatissimo goulash accompagnato da crema alla paprika spalmata sul pane; il posto è molto carino e tipico, con tavoli il legno massiccio e utensili appesi alle pareti, e ci servono il goulash in un’apposita zuppiera tradizionale in metallo, trattenuta da un sospensorio per tenerla calda.

2- Parco Városliget e il Castello Vajdahunyad

Dopo pranzo torniamo in Piazza degli Eroi e visitiamo il parco retrostante, il Városliget. Il parco, lussureggiante e ricco di corsi d’acqua, nasconde tra gli alberi il Castello Vajdahunyad, il Közlekedési Múzeum, e i celebri Bagni Termali Széchenyi, la cui piscina calda all’aperto è tra le più famose al mondo e il complesso risulta essere il più grande centro termale d’Europa. Il castello di Vajdahunyad fu costruito alla fine dell’Ottocento da Ignác Alpár. Il castello è una copia parziale di quello di Transilvania; in origine era in cartone e legno, ma la sua popolarità portò la città a ricostruirlo in pietra e mattoni. Oggi ospita il Museo agricolo. Il grande lago all’interno del parco durante i mesi invernali si ghiaccia completamente e viene utilizzato come una delle piste di pattinaggio più grandi d’Europa!

3 – Il quartiere ebraico con la Grande Sinagoga e i rouin pubs

Saliamo nuovamente sulla Metro e, dopo aver recuperato gli zaini, visitiamo la Grande Sinagoga di Budapest, costruita nel 1859, dalla capienza di più di 3000 persone. Inoltre, nel quartiere ebraico si trovano il Tempio degli Eroi e il Raoul Wallenberg Holocaust Memorial Park. Il ghetto ebraico costituisce la parte centrale del Distretto VII di Budapest. Durante la seconda guerra mondiale gli ebrei vennero confinati in quest’area con possibilità di uscita tramite permesso. In quest’area è possibile trovare qualche sinagoga e ristorante kosher, la Scuola di formazione Rabbina e l’Albero della Vita nel giardino della Grande Sinagoga. È inoltre la sede del museo ebraico. Giriamo per il ghetto fermandoci a uno dei Rouins pub più famosi, lo Szimpla Kert, il padre fondatore dei Rouins pub.

I Rouins pub sono bar “in rovina”, ma solo nel nome e nell’apparenza, perché in realtà sono locali costruiti in vecchi edifici abbandonati di Pest, movimentati, colorati e festosi. Sono decorati da materiale di riciclo riconvertito in opere d’arte e presentano anche una serie di giochi e attività divertenti da svolgere, come il pannello elettronico che comandava luci e suoni di una “stanza” del ruin pub. I questi luoghi si organizzano anche mercatini, proiezioni di film, giochi da tavolo, concerti gratuiti ed eventi, e risultano essere dei punti di riferimento per la vita culturale dei cittadini e dei turisti. I più famosi della città sono lo Szimpla Kert, appunto, l’Élesztőház, il Púder Bárszínház e il Grandio Jungle Bar.

Dopo la birra ristoratrice torniamo alla stazione dell’autobus di Népliget per prendere il Flixbus di ritorno, in partenza alle 20:30. Avete mai passato dieci ore della vostra vita seduti in autobus a tentare di dormire in un Flixbus che sobbalza a ogni tombino, con un gruppo composto da almeno venti spagnole profondamente arrabbiate perché hanno perso la corsa precedente e pretendono di salire sulla vostra litigando col conducente alle 3 del mattino? Noi sì. Ma tutto fa parte dell’avventura! E la nostra a Budapest è stata un’avventura bellissima, che speriamo di rivivere molto presto.


Costo del viaggio

Budapest è una delle città più densamente popolate d’Europa con un costo della vita medio-basso. Si tratta di una meta ideale dove spendere un weekend low cost, seguendo i giusti accorgimenti. Ecco quindi riassunti i costi del nostro viaggio:

Costo totale del viaggio per 2 persone: 462 € = 281€ a persona;

Costo dell’autobus (a/r): 80€;
Costo del pernottamento (3 notti): 110€;
Costo dell’abbonamento ai mezzi pubblici (3 giorni): 26€;
Spese giorno 1: 75€;
Spese giorno 2: 98€;
Spese giorno 3: 73€.

Quando andare a Budapest

Il clima a Budapest è temperato continentale, con inverni rigidi ed estati spesso molto calde. Durante i mesi invernali le temperature scendono spesso sotto lo zero con lievi precipitazioni a carattere nevoso. Talvolta spira un forte vento dal nord che rende difficile la visita delle attrazioni all’esterno. Durante la primavera le temperature tendono a salire, con temperature che variano dai 7°C ai 20°C con poche precipitazioni. Nei mesi estivi, soprattutto a Luglio e ad Agosto, le temperature schizzano in alto con una media intorno ai 30°C e con picchi oltre i 40°C. Nei mesi autunnali le temperature sono ancora miti e piacevoli per una visita in città, nonostante si percepisca un aumento nelle precipitazioni.

Per questo motivo il periodo migliore per visitare Budapest, girovagare tra i suoi ponti e viali, rilassarsi nella verde Isola Margherita, è quello che va dai mesi di Aprile a Giugno, come anche l’intero mese di Settembre. Durante l’estate sono lunghe e spesso soleggiate, ma le temperature elevate e il sole cocente possono rendere la permanenza in città difficile da sopportare.

Siamo stati a Budapest due volte, la prima nel mese di Aprile e la seconda a metà Luglio. La città è stata piacevole da vivere nel corso della primavera, mentre l’abbiamo trovata troppo spossante e inquinata nel periodo estivo.

Come raggiungere Budapest

Potete raggiungere Budapest dall’Italia in aereo, con la vostra automobile e in autobus.

In aereo

L’aereo è di sicuro il mezzo più rapido per raggiungere Budapest. L’aeroporto di Budapest Ferihegy si trova a soli 15 Km dal centro città. Il Terminal 1 è dedicato agli spostamenti delle compagnie lowcost, tra cui Ryanair e Wizzair. Il Terminal 2A serve i voli provenienti dall’area Schengen mentre il Terminal 2D copre i voli che provengono al di fuori di questa.

I voli diretti per Budapest partono dagli aeroporti di Roma, Milano, Alghero, Bari, Bologna, Catania, Cagliari, Napoli, Palermo, Pisa, Rimini e Venezia grazie alle compagnie aeree Wizz Air e Ryanair.

In auto

Il viaggio per raggiungere Budapest in automobile ha inizio a Trieste, per portarvi alla capitale ungherese in 6 ore seguendo un percorso che attraversa la Slovenia e la Croazia. Il tracciato non esce mai dall’autostrada ma fate attenzione! Per viaggiare sulle M1, M3, M5 e M7 è necessario acquistare il bollino elettronico e-vignette/autopalya matrica presso gli uffici di frontiera o i più grandi autogrill.

In autobus

È possibile raggiungere Budapest in autobus facendo affidamento alle compagnie di viaggio internazionali che collegano molte città italiane alla stazione di Budapest Nepliget, vicino alla metropolitana della linea M3.

I bus Eurolines e Flixbus partono dalle maggiori città italiane, da Genova, Torino, Milano, Venezia, Ancona, Rimini, Bologna, Napoli, Roma, Firenze e altre. Se invece dall’ Ungheria dovete partire per l’Italia affidatevi a Volánbusz, il corrispettivo ungherese dell’italiano Eurolines. Il viaggio dal nord Italia può durare dalle 10 alle 16 ore, con molte soste intermedie lungo il tragitto.

Viaggiare in autobus non è forse il modo ideale per coprire lunghe distanze, ma posso dire di essere rimasta piacevolmente sorpresa del servizio offerto da Flixbus. Gli autobus scelti per viaggi di lunga durata sono generalmente più grandi, i sedili ben imbottiti e maggiormente distanziati l’uno dall’altro, con sufficiente spazio per rilassare le gambe. Sia all’andata che al ritorno abbiamo avuto modo di dormire un po’ senza troppi scossoni e noie da parte del tragitto e degli altri passeggeri. Nel caso non riusciate a trovare soluzioni economiche e pratiche dalle compagnie aree che volano vicino a voi, Flixbus offre quindi una soluzione economica e fattibile per poter raggiungere Budapest.

Come spostarsi a Budapest

Molte delle attrazioni di Budapest sono vicine tra di loro e facilmente raggiungibili a piedi o tramite il servizio di bike sharing Mol Bubi disponibile nella capitale. Tuttavia, alcuni dei monumenti e musei principali, quali il Castello di Buda, la Cittadella e l’Isola Margherita, sono leggermente al di fuori dai quartieri centrali per cui stancanti da raggiungere senza l’utilizzo dei mezzi pubblici.

Budapest è dotata di una moderna, economica ed efficiente rete di trasporti. Pensate, la sua metropolitana è la seconda più vecchia d’Europa dopo quella di Londra ed composta è di quattro linee che si snodano per coprire i principali quartieri della capitale.

Dove non arriva la metropolitana, gli autobus, i tram e i taxi sono delle ottime alternative per spostarsi nella capitale ungherese.

Costo dei mezzi pubblici

Il costo di un biglietto singolo per i mezzi pubblici è di circa 350 Huf (circa 1.50€) e ha una durata di 60 minuti. Un carnet di 10 biglietti costa 3000 Huf (circa 12€) mentre l’abbonamento giornaliero, che è valido per 24 ore e dà la possibilità di viaggiare con tutti i mezzi di trasporto senza limiti, costa: 1.650 Huf (circa 6,5 Euro).

Se pensate di stabilirvi a Budapest per un finesettimana la soluzione migliore è l’abbonamento turistico di 3 giorni, quella adottata anche da noi. È valido per 72 ore consecutive e ha un costo di  4.150 Huf (circa 15 Euro).

In alternativa esiste un abbonamento settimanale al costo di  4.950 Huf (circa 18 Euro).

I biglietti possono essere acquistati dai tabaccai e alle macchinette di ogni fermata della metropolitana. Per informazioni sulla rete di trasporti a Budapest e su sconti sul prezzo dei biglietti vi rimandiamo al sito ufficiale BKK.hu.

La Budapest Card

Se avete a vostra disposizione tre giorni per visitare Budapest potete valutare l’acquisto della Budapest Card. La carta offre il trasporto per l’intera rete di mezzi pubblici, oltre a utili sconti per musei, terme, ristoranti e noleggio auto. La carta ha un costo di 9900 Huf (circa 31 euro) e ne esiste una versione da 2 giorni al costo di 7900 Huf (circa 25 euro).

Personalmente troviamo l’acquisto della Budapest Card utile solo nel caso dobbiate visitare molte delle attrazioni incluse pagando il prezzo intero. Il costo dell’abbonamento ai mezzi non è difatti alto e molte delle attrazioni prevedono sconti per studenti o per famiglie.

Dove dormire a Budapest

Budapest si presenta come una città grande e ricca di attrazioni. Per dormire, vi consigliamo quindi di scegliere una soluzione centrale e non periferica, in modo da non perdere tempo prezioso negli spostamenti e di poter godere della movida serale che caratterizza il quartiere ebraico e l’area che costeggia il Danubio. Tra Buda e Pest, vi consigliamo di concentrarvi sul quartiere di Pest.

Mentre Buda ospita la parte più storica e tranquilla della capitale ungherese, è difatti a Pest dove si concentra principalmente il turismo della città. Buda difatti la sera diventa un deserto, la maggior parte dei commerci chiude costringendovi volente o nolente di recarvi a Pest per cenare o spendere un po’ di tempo fuori.

Noi abbiamo soggiornato a Pest e a abbiamo girato il quartiere in lungo e in largo, anche di sera dove possiamo confermare di non esserci mai sentiti in pericolo. I distretti sono sicuri e si trovano molte persone in giro. È un altro modo molto piacevole fare una passeggiata all’Isola Margherita o sul lungargine che costeggia il Danubio dopo cena, oppure visitare la zona del Parlamento e di Piazza degli Eroi.

Essendo suddivisa tra Buda e Pest, Budapest non ha un vero e proprio “centro”. A nostro parere le zone migliori dove soggiornare sono quelli del Distretto V, VI e VII, tutti situati sul quartiere di Pest e a ridosso del Danubio. Qui si concentrano difatti la maggior parte delle strutture di pernottamento e delle attrazioni. Sarà poi da qui facile spostarsi a Buda attraversando i ponti o prendendo i mezzi pubblici.

Il prezzo degli ostelli varia dai 6€ ai 15€ per notte, mentre il costo di un appartamento su Airbnb o su booking.com parte dai 30€ per notte. Gli hotel sono leggermente più costosi, dai 35/40€ per notte, nonostante si possano trovare soluzioni limitrofe a costi inferiori.

Cercando una soluzione low cost, noi abbiamo pernottato in un piccolo monolocale molto centrale (Greengary Budapest Apartments, che fa parte di un serie di appartamenti dislocati in città, dello stesso “brand”), nel Distretto VI nei pressi della fermata della metropolitana Opera. La stanza era essenziale e il bagno minuscolo. Tuttavia ero pulito, moderno e adatto al nostro scopo. Durante il viaggio abbiamo speso gran parte del tempo a visitare per cui cercavamo una soluzione economica che ci permettesse di essere centrali, senza troppe pretese.

Cosa mangiare a Budapest

Vi segnaliamo i sei piatti da assaggiare assolutamente a Budapest, tre salati e tre dolci!

Come in tutti i paesi, anche in Ungheria la cucina è legata con un filo rosso alla storia della nazione. Le ricette tipiche si basano sulla tradizione e la manifattura dei prodotti locali. In un tipico menù ungherese, il primo piatto è quasi sempre un brodo o una zuppa aromatica. Il secondo è spesso a base di carne, accompagnata da verdure come crauti ripieni, sottaceto e pasticci di patate. I dolci, invece, sono semplici ma molto gustosi: molti sono a base di ricotta, frutta di stagione, marmellate, noci e semi di papavero.

Il principale ingrediente della cucina ungherese è la paprika, che è prodotta in diverse varianti: da mangiare cruda (in quel caso assomiglia a un normale peperone, più piccolo e vermiglio), da conservare sottaceto e quella da triturare in polvere nella sua versione dolce (chiamata csemege) e piccante (csipos).

Un collage con quattro piatti della cucina ungara. In ordine: il Làngos, lo Zserbò, il Dobos e il Kurtőskalács.
Alcuni dei deliziosi piatti della cucina ungara. In ordine: il Làngos, lo Zserbò, il Dobos e il Kurtőskalács.

Uno dei piatti tipici dello street food ungherese è il già citato Làngos: una sorta di pizza fritta, condita con panna acida, formaggio e verdure o salumi a piacere. Può essere consumata anche in versione dolce, con frutta fresca, panna e cioccolato. Il nome deriva dalla parola “làng”, che significa “fuoco”. Infatti, tradizionalmente questa pietanza era cotta sui carboni ardenti.

Le zuppe tradizionali ungheresi sono prevalentemente due: il gulash e il lecsó.

Il gulash è un piatto tipico della cottura in umido, anticamente preparato all’aperto dai mandriani dei bovini che vivevano, per tutta l’estate, assieme al gregge nelle campagne ungheresi. Si tratta di una ricca zuppa a base di carne di manzo, patate, peperoni e paprika, che iniziò a essere venduta nei ristoranti solo a partire dall’Ottocento.

Il lecsó, invece, è un piatto vegetariano, composto da verdure stufate, in particolare cipolle, pomodoro e peperoni, oltre che la paprika. Si tratta di un piatto semplice ma gustosissimo, dai colori vivaci che sfrutta i prodotti migliori dell’Ungheria. Ogni famiglia ha la sua ricetta tradizionale, con dosi molto differenti delle verdure e addirittura un modo a sé per tagliarle! Alcune famiglie aggiungono anche degli altri ingredienti, ma il piatto base resta comunque lo stesso.

Per i dolci, abbiamo deciso di parlarvi del Kurtőskalács, del Dobos e dello Zserbò.

Il Kurtőskalács è quel dolce che avrete visto mille volte durante i vostri viaggi, soprattutto nel periodo natalizio. Avete presente quel cilindro di pasta brioches cotto nei forni dei chioschetti, condito con zucchero bianco o di canna, vaniglia, cocco o cacao? Ebbene, quel dolce nasce in realtà in Ungheria, ma per la sua bontà lo si può trovare praticamente in ogni mercatino alimentare natalizio. Noi lo abbiamo mangiato anche a Cracovia, a Praga, a Vienna, ma anche a Firenze… Il nome deriva dalla parola ungherese kürtő, che indica i camini o le canne fumarie, a cui rassomiglia molto. In alcune pasticcerie viene servito ripieno con diverse creme.

Il Dobos è la torta ungherese più famosa, inventata nel 1884 dallo chef Dobos. È una torta ricca di sapore e di calorie: sei strati di pan di spagna alternati da crema di cioccolato e burro, sormontati da una bella colata di caramello.

Infine vi suggeriamo di assaggiare lo Zserbò, nato in una delle caffetterie più rinomate di Budapest, quella di Emil Gerbeaud. Il dolce è una torta composta da strati di pasta frolla spalmati di marmellata di albicocche, cioccolato e noci.

Ecco terminata la nostra guida a Budapest, la magica Parigi dell’Est. Siete mai stati a Budapest? Quali altre attrazioni meritano a vostro parere una visita?

Raccontatecelo nei commenti!

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