Calabria

Cosa vedere a Morano Calabro e dintorni in un giorno sul Pollino

Sullo sfondo del Parco Nazionale del Pollino sorge Morano Calabro, un suggestivo borgo tra i più belli che ho visitato fin’ora.

Morano Calabro ha tutte le caratteristiche che definiscono un borgo storico perfetto: è costruito su di un colle simile a un cono, sulla cima ha un castello, tutto intorno case, qualche chiesa e palazzi storici. La sera le luci si accendono, costellando l’aria di lumi sullo sfondo scuro di uno dei gruppi montuosi più importanti d’Italia.

Con un dedalo di viuzze tra gli alti palazzi e le chiese antiche, archi, portali, sottopassi e piazzette, l’intreccio di passaggi e le scalette scavate nella roccia fanno in modo che, qualsiasi strada percorriate, vi sentiate come all’interno di un gigantesco, magico presepe vivente. Non a caso Morano Calabro è conosciuto come il borgo presepe del Parco Nazionale del Pollino. Inserito tra i borghi più belli d’Italia (dal 2003) e insignito della bandiera arancione Touring club (dal 2018), Morano Calabro rappresenta una delle poche testimonianze di architettura medioevale in Calabria.

Esatto, per quanto possa stupire per la sua posizione sperduta, Morano Calabro preserva un’enorma quantità di operete d’arte; è uno scrigno ricco di tradizioni e storie curiose, di reperti di grande valore artistico che lo rendono una meravigliosa realtà che ha solo bisogno di essere riscoperta.

A Morano Calabro ho conosciuto Nicola, un coraggioso ragazzo del borgo che ha deciso di ritornare nel suo paese natale e, con la sua Bottega del Pollino, di investire sul borgo e sulle antiche tradizioni e mestieri d’artigianato sfruttando il loro potenziale per promuovere la rinascita del territorio.

Vediamo insieme che cosa vedere a Morano Calabro e dintorni, inclusa la visita al Parco della Lavanda di Campotenese.

Questo blog post contiene:

Visitare Morano Calabro in un giorno: itinerario a piedi nel presepe del Pollino

Quello che vado a proporvi oggi è un itinerario a piedi tra le attrazioni più importanti di Morano Calabro.

Dovendoci spostare per pranzo al di fuori del centro storico, abbiamo deciso di suddividere la parte alta e la parte bassa del borgo in due visite distinte, la prima di mattina e la seconda di pomeriggio.

Se intendete visitare il borgo in una sola passeggiata, arrivati alla Bottega del Pollino scendete via Ferrante, sulla sinistra, per ricollegarvi a Rione San Nicola e alla restante parte dell’itinerario.

Il nostro itinerario a piedi a Morano Calabro non segue un percorso specifico. La cosa migliore da fare è girare liberamente tra le strade, seguendo ciò che attira il vostro sguardo e la vostra curiosità. Tutte le strade e i vicoli del borgo sono collegate tra di loro ed è facile notare le chiese e i palazzi importanti spiccare tra le abitazioni. I passi vi ricondurranno sempre e comunque sulla giusta via e troverete il modo di visitare tutto. Sia la parte alta che la parte bassa del borgo si fanno girare ed esplorare molto volentieri. Tra gli edifici e i palazzi in pietra sono nascosti cortili e passaggi, scale e archi, ognuno dotato di una bellezza antica.

La nostra visita non si è protratta per più di qualche ora, il che ci lascia tempo a sufficienza per visitare qualcuno degli altri borghi della valle o di andare al Parco della Lavanda di Campotenese, come alla fine abbiamo fatto.

Cenni di storia

Morano Calabro si trova in provincia di Cosenza, poco lontano dal confine con la regione Basilicata. Il borgo sorge su di un erto colle a 694 metri di altezza, in una posizione che offre un meraviglioso balcone panoramico sulla Valle del Coscile e sull’imponente Massiccio del Pollino, la montagna più alta del sud Italia.

Il borgo nasce in epoca romana. Conosciuto con l’appellativo di Muranum, era stato edificato come stazione della Via Regio-Capuam (Annia-Popilia). Il nome cambiò poi in Summuranum, per diventare Morano Calabro nel 1863, con l’aggiunta dell’appellativo “Calabro” per distinguerlo dall’omonimo comune in provincia di Alessandria.

Lo stemma di Morano Calabro

Più volte attaccati dai Saraceni, Morano Calabro deve lo stemma del borgo, una testa di moro su tre colli (Morano, Sant’Angelo di Colloreto e Pietrafoco) a un episodio particolare accaduto nel 1076. A seguito di un nuovo tentativo di invasione, i moranesi sconfissero un’orda di saraceni e la testa del condottiero saraceno venne portata in trionfo per le strade del villaggio.

Dalle fondamenta della fortezza romana edificata in cima del colle, il condottiero normanno Roberto il Guiscardo, nel 1064, costruì il castello intorno al quale si sviluppò il primo nucleo di case. Morano fu prima libero comune e poi feudo di Apollonio Morano, dei Fasanella e dei Fuscaldo. Ma è con i Sanseverino di Bisignano che, nel XIV secolo, il borgo visse il periodo di maggior splendore durante il quale furono eseguite importanti opere di miglioramento tra cui la costruzione del Monastero di San Bernardino da Siena e l’ampliamento del Castello. Ultimi feudatari di Morano furono gli Spinelli di Scalea.

Eventi e celebrazioni a Morano Calabro

Morano Calabro è particolarmente bella nel periodo natalizio, quando si trasforma in un vero e proprio presepe vivente. Altrettanto intensa è l’atmosfera durante la notte dei lumi, durante la quale il Rione San Nicola si riempie di lumi per celebrare il santo e gli abitanti del borgo preparano i piatti della tradizione, serviti per strada.

Visita alla parte alta del borgo

Vista panoramica dal Castello di Morano Calabro

Per strada siamo soli. Regna il silenzio più totale, interrotto solo dai rumori di piatti e stoviglie varie, armeggiate nelle case per i preparativi del pranzo. Il cielo è chiaro ma sul Massiccio del Pollino svetta un brutto temporale, che ci raggiungerà e colpirà il borgo mentre ci troviamo nel Rione San Nicola, nel pomeriggio.

Nonostante la pioggia torrenziale, durata poco più di 30 minuti, la visita a Morano Calabro è stata un’esperienza ricca di sorprese.

Dopo aver valicato l’impegnativo tratto di strada che, ricco di tornanti, porta dalla valle del fiume Lao fino a Orsomarso, costeggiamo Campotenese fino a salire fino alla parte alta del borgo, lasciando l’auto al parcheggio gratuito di Piazza Croce.

Invece di imboccare l’arco d’ingresso al borgo a destra, saliamo la strada asfaltata per prendere la strada sterrata a sinistra in direzione del castello. In pochi minuti siamo tra le case in pietra del borgo. Il panorama è meraviglioso, la vista si perde sulle tegole rosse dei tetti e vaga sulla valle sottostante, fino all’imponente Massiccio del Pollino. Alla nostra destra, quasi fosse a portata di mano, si erge alta la struttura del Castello Normanno.

Proseguiamo verso la cima del colle salendo scale e strettoie, affiancando case adobbate da fiori e da ringhiere riccamente decorate. All’incrocio con via Castello troviamo l’ingresso al Museo Naturalistico Nibbio.

Il Museo Naturalistico Nibbio

Situato nella parte alta del borgo, a pochi passi dal Castello, il museo racconta la flora e la fauna del Pollino attraverso un’accurata ricostruzione degli ambienti, con un insieme di pannelli didattico-illustrativi.

L’esibisizione è allestita all’interno di una serie distinte di unità abitative, dove gli habitat e gli ecosistemi del Pollino sono ricostruiti a grandezza naturale.

Salendo via Castello arriviamo all’ampio spiazzo che ospita il Castello Normanno Svevo di Morano Calabro.

Salendo verso il Castello

Informazioni di visita al Museo Nibbio

  • Orari di apertura:
    • da aprile a settembre (tutti i giorni): / 09:00 – 13:00 / e / 15:00 – 19:00 /;
    • da ottobre a marzo (tutti i giorni): / 10:00 – 13:00 / e / 15:00 – 18:00 /;
  • Costo dell’ingresso:
    • intero: 4 euro;
    • ragazzi: 3 euro;
    • gruppi (almeno 10 persone): 3 euro;
    • gratuito: insegnanti e accompagnatori di gruppi;
  • Durata della visita: da 1 a 2 ore;
  • Sito web ufficiale: https://www.ilnibbio.it/museo-naturalistico/.
  • NB: É preferibile prenotare la visita guidata al numero: 334.8803292.

Il Castello Normanno Svevo

Uno dei simboli indiscussi di Morano Calabro è il Castello Normanno Svevo che, dall’alto della cima del colle, svetta sui tetti delle abitazioni circostanti.

Costruito in epoca romana come rocca difensiva sulla strada di passaggio lungo la valle, venne ampliato più volte, la più importante nel 1546 seguendo il modello del Maschio Angioino di Napoli, quando divenne dimora estiva della famiglia Sanseverino. Col passare degli anni, il centro del borgo cominciò a svilupparsi attorno al castello, arrivando ad includere ben tre cinte difensive.

Come è accaduto spesso per questi avamposti difensivi, il Castello Normanno di Morano Calabro ha subito diversi ampliamenti e rifacimenti.

Nel corso dei secoli si è perso molto dell’antica conformazione originale. Venne bombardato dai francesi nel 1806, saccheggiato dagli Spinelli (principi di Scalea) tra il XV e il XVII secolo, che ne esportarono diverse travi e blocchi di tufo.

Dei ruderi del castello rimangono oggi il torrione e parte della cinta muraria, accuratamente restaurati e riportati a vita nuova alla fine degli anni Novanta.

Dalle mura, torri e dalle molte terrazze panoramiche godrete di una visuale spettacolare sul versante calabro del Massiccio del Pollino, a dominare tutta la valle del fiume Coscile, e sulle Cime della Sila, in lontananza.

La Festa della Bandiera

Al Castello Normanno Svevo di Morano Calabro e al Santo San Bernardino da Siena è legata la Festa della Bandiera, che si tiene ogni anno dal 1806. La bandiera del borgo veniva consegnata dal castello al Mastro Giurato che la teneva per tutta la celebrazione di San Bernardino. Ai nostri giorni, alla Festa della Bandiera partecipano i tre rioni del borgo in gara fra loro, per commemorare la liberazione dal dominio saraceno avvenuta nel 1076 con l’aiuto dei Normanni. Termina con una sfilata di dame e cavalieri in costumi d’epoca. La celebrazione cade nei giorni dal 19 al 20 di Maggio.

Informazioni di visita al Castello Normanno Svevo di Morano Calabro

  • Orari di apertura: tutti i giorni / 10:00 – 13:00 / e / 16:00 – 19:00 /;
  • Costo dell’ingresso: 2 euro;
  • Durata della visita: 30-45 minuti;

La Chiesa dell’Annunziata e la Chiesa di San Pietro e Paolo

La Chiesa dell’Annunziata

Scendendo lungo le strette strade del borgo incontrerete la Chiesa dell’Annunziata (risalente all’XI secolo) prima, e la Chiesa di San Pietro e Paolo, poi.

Quest’ultima, costruita in epoca normanna e successivamente rimaneggiata, è la chiesa più antica di Morano ed ha una pianta a croce latina divisa in tre navate. All’interno conserva importanti opere tra cui le statue in marmo bianco di Santa Lucia, Santa Caterina, San Pietro e San Paolo create da Pietro Bernini nel 1601, l’Immaccolata di Pedro Torres e le pale d’altare di Giovanni Battista Colimodio.

La Chiesa di San Pietro e Paolo

La ricca presenza di chiese e di importanti opere artistiche fa ben intendere quanto fosse importante Morano in passato, nonostante di questo rimanga poco più di un’ombra.

Camminando lungo le strade e i saliscendi del borgo si notano i segni del triste abbandono, iniziato negli ultimi anni dell’Ottocento. Se all’Unità dell’Italia si contavano ben 18000 abitanti, i numeri si sono ridotti a poco meno di 4000 nel 2022. L’assenza degli abitanti si nota e di fonte alla scarsa presenza di negozi e ai molti cartelli di “vendesi, affittasi” mi viene naturale chiedermi cosa sia necessario fare per risollevare il borgo.

Gli abitanti rimasti sembrano però continuare con gioia e passione la ricerca del bello, arricchendo ogni angolo di alberi, fiori, opere d’arte e decorazioni in grado di dare una nuova vita alle piazze e ai palazzi del borgo.

I comignoli di Morano Calabro

Sui tetti di alcune delle abitazioni di Morano si possno notare alcuni caratteristici tirafumo che, oltre a svolgere la loro funzione, sono stati costruiti con un evidente intento estetico.

Morano è anche ricca di palazzi gentilizi, costruiti per lo più tra il XVI e il XVII secolo dalle famiglie benestanti grazie alla proprietà della terra o all’esercizio delle professioni liberali. Nel ridiscendere verso l’auto ne incontriamo uno, il seicentesco palazzo Rocco, dall’aspetto austero e importante.

Siamo su Vicolo I Ferrante e la nostra visita alla parte alta del borgo è quasi terminata, se non fosse per un’ultima sopresa lungo la strada.


Informazioni di visita alla Chiesa di San Pietro e Paolo

  • Orari di apertura: non sono ancora riuscito a trovare informazioni sugli orari di apertura;
  • Costo dell’ingresso: gratuito;
  • Durata della visita: 20 minuti;
  • Sito web ufficiale: link al sito della chiesa.

La Bottega del Pollino

Lasciata la Bottega del Pollino abbiamo camminato un paio di minuti per raggiungere, davanti a noi, l’arco che ci ha riportato a Piazza Croce.

Poco prima di lasciare il borgo notiamo, sulla nostra destra, una piccola bottega riccamente decorata. Fuori dalla porta sedeva un ragazzo che ci invita a entrare e, con gentilezza e passione, ci accoglie e accetta di raccontarci della storia del borgo e del suo stretto legame con l’artigianato.

Strano ma vero, la storia di Nicola, il proprietario de “La Bottega del Pollino“, non è poi molto diversa da quella di molti altri giovani della zona. Fin da giovane ha a malincuore deciso di lasciare il borgo alla ricerca di un lavoro e una fortuna che le poche opportunità di questa terra potevano offrire.

Nicola viene da una famiglia di artigiani. Come ci ha raccontato, suo padre è uno degli ultimi rimasti nella Calabria a lavorare la pietra con mazzetta e scalpello e a intagliare il legno. Suo nonno faceva le fiscelle per il formaggio intrecciando il giunco che andava a raccogliere nei fiumi, tradizione che ha tramandato allo zio, il quale ancora la porta avanti. Questi manufatti in passato erano creati con una funzione specifica per aiutare a rendere il lavoro caseario più semplice.

Nel parlare con noi, Nicola ci conferma quella che è un po’ la mia visione di Morano Calabro. L’artigianato negli ultimi anni è stato emarginato, non ci sono progetti in grado di valorizzare questi antichi mestieri, non ci sono botteghe a portare avanti queste tradizioni.

La storia di Nicola è un racconto di coraggio. Durante la prima ondata del Covid, chiuso il ristorante dove lavorava in Olanda, ha avuto modo di riflettere molto e ha deciso così di rientrare e di investire nel suo piccolo borgo e di creare cosi la sua bottega in una delle strade del centro storico più antiche di Morano. La sua non è una semplice bottega dove si producono e si vendo oggetti ai turisti. L’obiettivo del suo progetto è quello di valorizzare, promuovere, far scoprire le nostre tradizioni ai visitatori di questo fantastico territorio: borghi antichi ricchi di storia, il Pollino, il parco nazionale più grande d’Italia, i due mari, lo Jonio e le perle del tirreno, il clima e le quattro stagioni, il cibo, l’ospitalità delle persone, l’aria pulita. Mostra le tecniche di lavorazione, promuove gli artigiani, i prodotti e i loro utilizzi nei tempi più antichi.

Nicola, proprietario e artigiano alla Bottega del Pollino

Chi visita la nostra bottega scopre un mondo, si immerge nei profumi e nelle sensazioni del passato e per me quella è la cosa fondamentale, quando riesco a lasciare un segno nella loro mente e questo mi sprona a fare ancora meglio.

All’interno del suo negozio Nicola vende tantissimi oggetti per noi forse inusuali e appariscenti, ma che fanno parte da secoli della tradizione calabrese: u mascu pa ricotta, scalda nduja in terracotta, mortai in pietra e in legno, i salaturi per le sarde e una collezione ampia e meravigliosa di oggetti in ceramica, legno e pietra.

Nicola è una persona aperta e molto disponibile. Ci ha raccontato tutto questo con gioia e il fuoco della passione negli occhi, fornendoci anche moltissimi consigli utili su dove mangiare e su quali attrazioni visitare a Morano Calabro.

Passate da Nicola alla Bottega del Pollino, sarà be felice di accogliervi. Se Morano fosse ancora troppo lontana per voi potrete ordinare comodamente da casa tramite l’ecommerce sul sito de La bottega del Pollino.

Seguendo gli utili consigli di Nicola siamo risaliti in auto per scendere la breve strada che, all’incrocio, si apre e ci mostra l’Agriturismo La Cantina, proprio davanti a noi.

Qui ci siamo seduti per gustarci un abbondante e rilssante pranzo a base di prodotti locali. Il cielo fuori aveva sfortunatamente cominciato a farsi più scuro, per cui siamo rimessi in auto per dirigerci verso la parta bassa del borgo.



Visita alla parte bassa del borgo

La visita alla parte bassa del borgo ha coperto tutte le attrazioni di Morano Calabro rimaste: la Chiesa di San Bernardino da Siena, il Rione di San Nicola, il MUSAP e la Collegiata della Maddalena.

Il Convento dei Capuccini

Il Convento dei Cappuccini

Morano Calabro è sempre bella da vedere e di certo non fatica farsi ammirare, specialmente nella sua interezza, da lontano. Seguendo i preziosi suggerimenti di Nicola, nel raggiungere la parte bassa di Morano Calabro deviamo fino al Covento dei Cappuccini. Da qui Morano Calabro sfoggia tutta la sua bellezza mostrando, nel suo insieme di case ed edifici arroccati, il fascino del borgo antico.

Il convento dei Cappuccini, con gli interessanti altari barocchi in legno intagliato della sua chiesa e il bel chiostro secentesco, cela ancora il vivo operare e la preghiera dei numerosi frati ed è attualmente sede del noviziato.

Il temporale si avvicina velocemente e il cielo si fa scuro, possiamo vederne gli scrosci d’acqua in lontananza. Risalti in auto torniamo verso la parte bassa del borgo, raggiungendo il Convento di San Bernardino da Siena, nei pressi della villa comunale.

Vista panoramica di Morano Calabro dal Convento dei Cappuccini

Informazioni per la visita al Convento dei Cappuccini

  • Orari di apertura: non sono ancora riuscito a trovare informazioni sugli orari di apertura;
  • Costo dell’ingresso: gratuito;
  • Durata della visita: 30 minuti;
  • Sito web ufficiale: link al sito del convento.

La chiesa di San Bernardino da Siena

Il Convento di San Bernardino da Siena

Per quanto piccola e all’apparenza semplice, la Chiesa di San Bernardino da Siena è uno degli esempi di architettura francescana del 400 meglio conservata in Calabria. In stile tardo-gotico, venne costruita (dal 1452) per volere del Principe Pietrantonio Sanseverino, uno dei più importanti feudatari di Morano.

Nel corso dei secoli, a seguito di numerosi interventi e rimaneggiamenti, la struttura perse gran parte dello stile originale, in favore del barocco. L’aspetto originario fu poi ripristinato a seguito di un lungo lavoro di restauro iniziato nel 1943 e terminato nel 1996.

La facciata è preceduta da un portico a quattro arcate, rifacimento seicentesco di quello originario, alle cui pareti interne rimangono frammenti di affreschi del 1499.

La chiesa di San Bernardino conserva comunque all’interno un cospicuo numero di pregevoli opere d’arte: un pulpito ligneo del 1611, una statua di San Bernardino scolpita e dorata nel XV secolo; una Vergine Immacolata dipinta da Daniele Russo nel XV secolo. Importante anche il coro ligneo, intagliato nel 1538.

Il Convento è visitabile solo su richiesta (trovo sotto le informazioni necessarie).

Proprio di fronte al convento si trova la Villa Comunale di Morano Calabro, un giardino pubblico solcato da molti viottoli che conduce alla fontana, centrale, e al secolare albero di cedro, poco più in là. Attraversando la Villa Comunale cominciamo a risalire verso il borgo fino a ritrovarci, dopo aver camminato un po’, all’arco d’ingresso al Rione San Nicola.


Informazioni per la visita al Convento di San Bernardino da Siena

  • Orari di apertura: non sono ancora riuscito a trovare informazioni sugli orari di apertura;
  • Costo dell’ingresso: 1 euro;
  • Durata della visita: da 30 a 60 minuti;
  • Sito web ufficiale: link al sito di san bernardino.
  • NB: Per la visita è necessario organizzare un tour guidato chiamando a 098131203.

Rione San Nicola e la Colleggiata di San Nicola

Nel visitare Morano Calabro non potete mancare una passeggiata al Rione San Nicola, una delle strade più belle e caratteristiche del borgo.

La bellezza delle case colorate, l’installazione delle bandiere, dei messaggi di speranza e il meraviglioso processo di abbellimento di Corso Fettuccia (così è chiamata via San Nicola) si deve all’inarrestabile impegno dell’Associazione San Nicola.

I volontari dell’Associazione sono riusciti a lasciarmi a bocca aperta davanti alle molte targhe decorative, gli oggetti e gli utensili appesi e decorati in memoria delle antiche usanze e tradizioni del borgo. Il rione si può facilmente raggiungere attraversando l’antico arco in pietra di accesso al borgo, direttamente dal giardino comunale.

Seguendo il Rione potete inoltre visitare la Chiesa di San Nicola, che è strutturata su due livelli: il superiore, edificato tra il 1450-60 d.c. ma successivamente barocchizzato, dedicato a San Nicola; quello inferiore, di epoca precedente, dedicato a Santa Maria delle Grazie.

Rione San Nicola era un tempo abitato da una fiorente comunità ebraica, tanto che il quartiere viene pure chiamato Giudea. Alla presenza ebraica nel paese è legato un piccolo segreto celato nella chiesa di San Nicola, nella quale si conserva una statuetta in alabastro bianco della Madonna di Trapani (fine XVI sec.), copia di quella che Nino Pisano eseguì verso il 1345 per la chiesa dell’Annunziata di Trapani.

Lo sapevi che…?

Sembra che in passato il livello inferiore della Chiesa di San Nicola fosse utilizzato dalla comunità ebraica come sinagoga segreta dove andare a pregare di nascosto, dopo aver transitato attraverso la parte superiore del tempio, mescolandosi fra i cattolici.

Giusto il tempo di visitare la chiesa che inizia una leggera pioggia che, inaspettatamente, si tramuta in un diluvio torrenziale che sferza le strade del borgo. Ci rintaniamo velocemente al di sotto dell’arco del Giardino Segreto del Rione San Nicola. Sediamo sulla comoda panchina godendoci la pace del borgo e lo scroscio della pioggia che scende la strada come un ruscello vivace.

Usciamo dal nostro nascondiglio aprofittando della pausa che il cielo ci concede e ci rimettiamo in cammino, su e giù per le scale, passando stradine e antiche porte che ci portano prima a salire verso la parte alta del borgo fino a Porta Ferrante, per poi ridiscendere verso via Sotto gli Olmi, a ridosso della Chiesa della Maddalena. Per la strada incontriamo il MUSAP, il Museo della Storia dell’Agricoltura e della Pastorizia.

Il MUSAP: il “Museo della Storia dell’Agricoltura e della Pastorizia”

Nato negli anni Ottanta dall’ampliamento di una mostra intitolata “Contadini e Pastori tra Passato e Presente” del Professor Manieri, il museo racconta l’arte, la tradizione, i costumi e l’artigianato della vita contadina, con forti rimandi agli avi di Morano e alla loro vita. All’interno del palazzo Salmena è allestita una mostra, divise in nove sezioni, contenenti materiali, arnesi e strumenti che raccontano il paesaggio agrario e le fasi storiche della comunità moranese.

Il museo riporta al presente alcune realtà che un po’ alla volta si stanno dimenticando, come il fatto che fino al secondo dopoguerra a Morano Calabro si lavoravano i tessuti: lana, lino, seta e canapa.

Vi sono anche diverse sale a ricostruire antiche case calabresi che mostrano come piccoli spazi venissero condivisi da grandi e piccini, riportando scene di vita comune.

La visita è quasi finita, per cui cominciamo a scendere verso l’auto. Il punti panoramici da Morano non si sprecano e, nello scendere, ci godiamo una serie infinita di visuali meravigliosi sulle case del borgo e sulla valle.


Informazioni per la visita al Museo della Storia dell’Agricoltura e della Pastorizia

  • Durata della visita: 45 minuti;
  • Sito web ufficiale: https://musap.it/.
  • NB: La visita va prenotata. Per informazioni su costi e orari rivolgetevi a perladelpollino@hotmail.com o 3896417021/3407067534.

La Collegiata di Santa Maria Maddalena

La Collegiata di Santa Maria Maddalena

Tornati verso i confini del borgo, alla vostra destra non vi sarà difficile notare la Colleggiata di Santa Maria Maddalena, una delle più belle chiese barocche calabresi. La chiesa si trova su Piazza Giovanni XXIII, nei pressi del palazzo del municipio.

La chiesa è stata probabilmente costruita sui resti di un’antica cappella all’interno di un boschetto di olmi fuori dalle mura, per essere più volte restaurata e rimaneggiata (nel XVI e nel XVIII secolo). Per quanto ricca di importanti reperti storici, alcuni provenienti dal Monastero di Colloreto (la fonte battesimale del 1579, la scultura della Maddalena di Michelangelo Naccherino, la Madonna degli Angeli di Antonello Gadini, i quattro dipinti dell’abdise e il soffitto ligneo a cassettoni risalenti al XV secolo), la chiesa stessa può essere considerato un reperto vero e proprio, un museo ricco di bellezze architettoniche e di opere d’arte dal valore innestimabile.

La chiesa è difatti ben riconoscibile per via del colore verde e giallo delle maioliche che rivestono la cupola e il campanile, visibili chiaramente da ogni punto del borgo.

Non posso infine non citare l’opera più ricca, maestosa e importante conservata all’interno della chiesa. Parlo del Polittico Sanseverino di Bartolomeo Vivarini, realizzato nel 1477. Si tratta, assieme del Trittico della Chiesa di San Giorgio a Zumpano, dell’unica opera dell’artista in Calabria.

Riscendiamo la strada asfaltata salutando questo meraviglioso borgo, fiancheggiando il muro addornato di bandiere che rappresenta l’ingresso in pompa magna alla parte storica, una giusta riconoscenza a un luogo che a mio parare meriterebbe maggiore visibilità.

La nostra visita alle zone di Morano Calabro non è ancora finita. Saliti in auto, in circa 20 minuti tra autostrada e una piccola stradina in mezzo ai campi raggiungiamo il Parco della Lavanda di Morano Calabro, in località Campotenese.


  • Orari di apertura: non sono ancora riuscito a trovare informazioni sugli orari di apertura;
  • Costo dell’ingresso: gratuito;
  • Durata della visita: da 30 a 45 minuti;
  • Sito web ufficiale: link al sito della maddalena.

Visita al Parco della Lavanda di Morano Calabro

Il Parco della Lavanda è una fattoria didattica situata in contrada Barbalonga, nei pressi dello svincolo autostradale di Campotenese.

Nasce nel 2007 da una coppia di cogniugi che hanno deciso di avviare la coltivazione di Loricanda, come è stata ribattezzata una rara specie autoctona di Lavanda Loricata, che cresce spontanea nelle pietraie del Parco Nazionale del Pollino tra i 900 e i 1700 metri.

Durante la visita potete camminare liberamente all’interno dei campi, prendere parte alle master class gratuite sulla preparazione dei distillati (incluse nel biglietto) e acquistare i derivati di loro produzione presso il piccolo negozio adiacente all’ingresso.

Il periodo migliore per visitare il Parco della Lavanda di Morano Calabro è tra il 20 Giugno e il 20 Agosto (meglio a Luglio), che corrisponde al periodo di fioritura della pianta e i campi di lavanda si tingono di una tonalità meravigliosa.

Lo sapevi che…?

Fino a metà del XX secolo la raccolta della lavanda spontanea era fonte di reddito per le popolazioni locali: raccolta con la falce era portata presso una fontana dove in parte veniva “cotta” (distillata) e in parte venduta direttamente a industrie farmaceutiche del Nord. In seguito ai rimboschimenti degli anni 50/60 era quasi scomparsa. Con l’idea di preservarla è nato il Parco della Lavanda dove ogni anno viene utilizzata per distilatti e decotti. Otto piantine, utilizzate per la selezione, sono state raccolte nel parco del Pollino in aree esposte a sud. Queste piantine sono state consegnate al Cnr dove sono stati selezionati i tre “capostipiti” con le caratteristiche migliori per ottenere nuove piantine che, moltiplicate in vitro, mantengono tutte le caratteristiche genetiche. La coltivazione in pieno campo nella Piana di Campotenese, a circa 1.100 metri sul mare, ha consentito di far nascere il Parco della lavanda.

Informazioni alla visita del Parco della Lavanda di Campotenese

  • Orari di apertura: ogni giorno / 08:30 – 13:00 / e / 15:30 – 20:00 /;
  • Orario di partenza delle visite guidate: 09:00, 10:15, 11:25, 16:00, 17:15, 18:25;
  • Costo dell’ingresso: 2 euro (gratuito per ragazzini fino ai 14 anni);
  • Durata della visita: 1 ora e 30 minuti;
  • Sito web ufficiale: https://parcodellalavanda.it/.
  • NB: Per le visite guidate seguite gli orari sopra indicati. Non è necessaria la prenotazione o il pagamento di un biglietto aggiuntivo. Vi basterà chiedere informazioni e aggregarvi al gruppo.

Cosa vedere nei dintorni di Morano Calabro

Con la possibilità di escursioni a cavallo, in mountain bike e trekking sul Pollino, assieme alla ricca presenza di borghi e cittadine ricche di cultura e tradizione, la zona che circonda Morano Calabro è disseminata di potenziale.

Ecco alcuni suggerimenti su che che cosa vedere nei dintorni di Morano Calabro:

  • Il Monastero di Colloreto: costruito nel 1546 dai monaci agostiniani per essere abbandonato nel 1806 a seguito delle leggi murattiana che chiedevano l’abolizione degli ordini monasti, si nota facilmente ai lati dell’austostrada A2.
  • Civita: a soli 30 minuti d’auto da Morano Calabro, anche Civita fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia. A pochi passi dalle Gole del Raganello, accessibili tramite il suggestivo Ponte del Diavolo, Civita è conosciuto con l’appellativo di Nido d’Acquila, per via della posizione arroccata del gruppo di case in roccia. Il centro storico, non moldo dissimile da quelle di Morano, sono un labirinto di archi, cunicoli e palazzi storici. Meravigliose sono le case Kroda, le chiese e i continui rimandi alla comunità albanese che abitava la zona.
  • Laino castello: un picccolo borgo storico arroccato sulle pareti dei colli del Pollino con chiese, palazzi storici e molti sentieri alla scoperta dei colli della zona.
  • Mormanno: di Mormanno colpisce in particolar modo la Cattedrale che, in stile barocco napoletano, ricorda un po’ le chiese siciliane. L’intero borgo è in sè una delle attrazioni migliori della Calabria. Alle spalle della piazza principale su per la collina si sviluppa un dedalo di vicoletti a salire, costeggiati da palazzetti dalle linee medioevali.
  • Altomonte: anche questo è uno dei borghi più belli d’Italia ed è sede dell’associazione “Città del pane”. Oltre che per la rinomata e ricercata bellezza architettonica, Altomonte è famoso fin dall’età romana con il nome di Balbia, per via del pregiato vino prodotto, il balbino. Di Altomonte consiglio la visita alla Chiesa di San Francesco di Paola, a Piazza Tommaso Campanella e al Museo Civico di Altomonte, dove sono conservate importanti opere di Simone Martini e di Bernardo Daddi.

Itinerari e percorsi nel Parco Nazionale del Pollino

Morano Calabro è un ottimo punto di partenza per trekking ed escursioi presso le valli e le montagne del Parco Nazionale del Pollino.

In una sola sezione è davvero difficile raccogliere tutti i sentieri e le escursioni da provare nel Parco Nazionale del Pollino. Ne parlerò di sicuro più avanti, dopo essere tornato a visitare le zone.

Nel frattempo vi consiglio gli itinerari a Morano Calabro proposti da outdooractive.

Uno spettacolo unico

Dal Massiccio del Pollino, la montagna più alta del sud, nelle giornate particolarmente limpide è possibile vedere i tre mari: Adriatico, Jonio e Tirreno.

Dove e cosa mangiare a Morano Calabro spendendo poco

Come accade per molte altre zone d’Italia, anche Morano Calabro annovera nella sua tradizione culinaria un’importante produzione di salumi, generosamente arricchiti di peperoncino (come la nduja, il capocollo, prosciutto crudo, filetto, salsiccia e soppressata), e di vini locali (come il Magliocco e il Rosso di Calabria).

Tra i molti piatti della cucina locale calabrese, vi suggerisco di assaggiare:

  • la pasta fresca (cavateddri – gnocchi , rascateddri – maccheroni con sugo di salsiccia, lagane – tagliolini con fagioli o ceci);
  • lo stoccu e pateni, ovvero stoccafisso preparato con patate e peperoni essiccati, una vera squisitezza!
  • i formaggi (caciocavallo, mozzarella, ricotta, pecorino) tutti derivati dalla lavorazione del latte proveniente dalle pecore autoctone.
  • un dolce tipico natalizio, i cannaritoli o cannarituli, a forma di piccoli cannoli e ricoperti di miele.

Per il nostro pranzo abbiamo ridisceso la parte alta del borgo per fermarci, poco dopo l’incrocio, all’Agriturismo La Cantina, specializzato in cucina locale calabrese. Questo agriturismo risponde perfettamente alla nostra usuale domanda “dove mangiare bene spendendo poco a Morano Calabro“.

Per soli 15 euro a testa abbiamo mangiato tanto e davvero bene! Il nostro menù ha incluso un enorme antipasto di prodotti tipici locali (salumi, formaggi, verdure e fritturine), seguite da due esorbitanti piatti di cavatelli (fatti al momento dalla mamma per proprietario, potevamo vederla lavorare l’impasto per ricavare i cavatelli in cucina), uno con nduja e ricotta, l’altro con porcini e salsiccia. Assieme al pasto abbiamo ordinato un litro d’acqua e mezzo litro di rosso locale, per finire due caffè.

Il menù de La Cantina racchiude tutti i principali piatti della tradizione calabra, incluso lo stoccu e pateni che torneremo a provare davvero volentieri!

La Cantina si annovera tra i nostri migliori agriturismi “low cost” provati fin’ora!

Come arrivare a Morano Calabro

Uno dei lati negativi che ho scoperto organizzando il viaggio a Morano Calabro è, complice molto l’ardue conformazione montuosa della regione, quanto sia mal collegato e difficile da raggiungere con i mezzi pubblici.

  • In treno e in bus: Le stazioni più vicine sono Sibari e Sapri dalle quali è necessario trovare un mezzo per coprire la distanza che porta al borgo. Da Sibari dovrete prendere il bus Busitalia (o di Simet Bus SPA) fino a Castrovillari, per poi prenderne un altro (Ferrovie della Calabria) fino a Morano Calabro. Da Sapri è ancora più dura arrivare a Morano Calabro, con almeno due cambi di bus.
  • In auto: Il mezzo migliore per raggiungere e spostarvi nelle zone di Morano Calabro sarà quindi la vostra auto, che risulta comunque essenziale per raggiungere il Parco della Lavanda di Campotenese o gli altri borghi nei dintorni. Alla strada a seguire il fiume Lao, molto più impegnativa e ricca di tornanti a tratti difficili, vi suggerisco di percorrere la E45 Salerno- Reggio Calabria fino all’uscita Morano Calabro-Campotenese (provenendo da nord) e Morano Calabro-Castrovillari (se viaggiate da sud).
  • In aereo: l’aeroporto più vicino è quello di Lamezia Terme, nei pressi di Catanzaro.

La zona del Pollino è un’area ricca di escursioni e borghi storici che siamo molto curiosi di scoprire. Con Morano Calabro abbiamo solo scalfito la punta dell’iceberg, cosa che siamo stati comunque contenti di fare perché ci ha permesso di scoprire una zona dell’Italia che non viene pubblicizzata abbastanza ma che ha davvero tanto da offrire. Spero, con il mio blog, di riuscire a portare più viaggiatori a visitarla, in modo da darle la visibilità e l’importanza che merita!

Spero inoltre che questo contenuto abbai risposto a tutte le vostre domande. Se così non fosse o aveste qualche domanda, lasciate un commento o scrivetemi un’email. Sono sempre molto contento di leggervi e rispondervi!

Buon viaggio e buona giornata!


Ci tengo molto a ringraziare Nicola de “La Bottega del Pollino” per il caloroso benvenuto e per tutte le curiosità che ci ha raccontato su Morano Calabro, sulle sue attrazioni e sulle sue importanti tradizioni. Non vedo l’ora di ripassare a trovarti e di farci una passeggiata insieme tra le montagne del Pollino!

Per le foto della sezione “Cosa vedere a Morano Calbro e dintorni” ringrazio:


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