Sicilia

Cosa vedere a Palermo: i luoghi da non perdere quartiere per quartiere

Palermu, Palièmmu o Palìaimmu. Città antichissima, solare, il cui brusio persiste giorno e notte a ricordare che è una città che non dorme mai. Vi siete sempre chiesti cosa vedere a Palermo? In questa guida vi racconto un quali sono le attrazioni da non perdere, i quartieri da visitare e vi do qualche spunto su cosa assaporare. Palermo si estende per diversi chilometri ed è ricca di monumenti, attrazioni, palazzi, giardini e preziosità nascoste. In linea di massima, vi suggerirei di passarci almeno quattro giorni completi per vedere tutto. Il mio consiglio spassionato è, in realtà, passeggiare per i quartieri della città e guardare tutto ciò che vi circonda. Tuttavia, ho voluto selezionare e raccontarvi i luoghi che ritengo assolutamente imperdibili.

Tra i molti pregi di Palermo c’è quello di essere una città estremamente lowcost! Tutto è decisamente molto economico: dal pernottamento al cibo, il cui rapporto qualità/prezzo è eccezionale. Per questo, se vi stavate ancora domandando se partire, vi dico: comprate subito un biglietto per raggiungere Palermo, non ve ne pentirete!

Sono stata a Palermo tre volte finora e, ogni volta, mi innamoro. Quando mi trovavo in uno dei tanti giardini della città, tra palme e fontane, mi sembrava quasi di essere in una città dell’Oriente; ed è questo, del resto, uno degli aspetti di Palermo. Dominata nei secoli dai Fenici, poi dai Greci e dai Romani, dai Bizantini, dagli Arabi, e ancora dai Normanni e dagli Spagnoli, la città presenta un incredibile e meraviglioso mix di culture, architetture, tradizioni artistiche e culinarie!

Il mio consiglio, come in premessa, è quello di vagare per la città e di perdervi un po’ tra le viuzze, arrivare ai mercati senza rendervene conto (al Mercato del Capo, alla Vucciria, a Ballarò…), di passeggiare verso il porto e ritrovarvi nel silenzio immobile di Santa Maria dello Spasimo. Ma voglio anche darvi delle indicazioni di massima, così da sfruttare appieno il tempo trascorso in questa splendida città.

Ecco quindi cosa troverete in questo articolo:

Cosa vedere a Palermo: zone e attrazioni

Ho deciso di strutturare questa guida di cosa vedere a Palermo raggruppando le attrazioni per vicinanza, in modo da consentirvi di visitarle senza dover correre qui e lì per la città. Vi segnalerò anche dove fermarvi per uno spuntino tutto siciliano a base di arancine (attenzione! A Palermo l’arancina è “fimmina” e dire “arancino” vi farà ricevere un gran numero di occhiatacce dai locali), pane e panelle, panino con la meusa, sfincione e altro ancora.

Cosa vedere a Palermo: Zona Zisa-Cuba

Le prime tre attrazioni che vi consiglio di non perdere sono lievemente più spostate rispetto al centro storico, ma vi assicuro che vale assolutamente la pena prendere un bus o farsi un po’ di passeggiata a piedi per visitarle!

Castello della Zisa

Il meraviglioso Castello della Zisa fu costruito nel 1165 come residenza estiva della famiglia reale normanna. L’edificio maestoso, decorato alla maniera islamica, è circondato da un bellissimo parco con piscine d’acqua e fontane zampillanti, giardini e pergolati dove godersi un momento in cui sembra quasi di non essere più a Palermo, ma in qualche lontana città dell’Oriente.

L’interno della struttura, invece, al giorno d’oggi è spoglio; dal 1991 ospita il Museo d’arte islamica. Le stanze sono comunque caratterizzate da architetture arabe, studiate per garantire areazione, fresco e umidità. Vi segnalo in particolare la Sala della Fontana: una splendida sala anticipata da un vestibolo in cui si trovano le raffigurazioni di divinità antiche. Secondo le voci popolari, però, queste divinità sono in realtà dei diavoli, custodi di un prezioso tesoro. La leggenda dice che solo chi riuscirà a contarli per due volte di seguito correttamente troverà il tesoro. Ma nessuno (o quasi) ci riesce, perché le figure sembrano rimescolarsi. E chi c’è riuscito non lo ha mai rivelato.


  • Orari di apertura
    • Dal Lunedì al Sabato: / 09:00- 18:30 /;
    • Domenica e festivi: / 09:00-13:30 /;
  • Costo dell’ingresso:
    • Biglietto intero: 6€;
    • Biglietto ridotto: 3€;
  • Durata della visita: 1 ora e 30 minuti
  • Come arrivareDa piazza Castelnuovo (di fronte al Politeama) prendere l’autobus n. 124, 108 0 106 per 8 fermate;
  • Sito web ufficiale: https://www.palermoviva.it/la-zisa/

La Cuba

Due immagini separate. Una mostra catacombe, teschi e resti di ossa. L'altra mostra un palazzo squadrato, al crepuscolo, illuminato da luce artificiale.
Le Catacombe dei Cappuccini e l’esterno della Cuba

La Cuba è, assieme alla Zisa, la rappresentazione dell’architettura fatimita in Sicilia. La sua costruzione si deve al re Guglielmo II, che nel 1180 volle far erigere un palazzo poco distante dalla sede reale, Palazzo dei Normanni, per godere della frescura nelle ore estive più calde. La struttura è rettangolare e presenta quattro torri; le finestre e gli archi lasciano pensare che l’architettura fosse stata studiata appositamente per convogliare i venti freschi verso l’interno e offrire il riparo dal caldo siciliano. L’edificio diventò lazzaretto per gli appestati nel XVI secolo e caserma durante il periodo borbonico. All’interno del complesso e dei giardini troverete anche un capannoncino contenente reperti staccatisi nel tempo: iscrizioni arabe, resti di colonne e altro ancora, con traduzione e spiegazione.


  • Orari di apertura
    • Da martedì a giovedì: / 09:00- 13:30 / venerdì e sabato / 09:00 – 18:30 / (ultimo ingresso);
    • Lunedì, domenica e festivi chiusura;
    • Prima domenica del mese apertura con ingresso gratuito: / 09:00-13:00 / (ultimo ingresso);
  • Costo dell’ingresso:
    • Biglietto intero: 2€;
    • Biglietto ridotto: 1€;
    • Gratuito: under 18;
  • Durata della visita: 1 ora e 30;
  • Come arrivare: Corso Calatafimi 100, 90129. Dalla stazione centrale prendere linee 118, 704 (fermata Sciuti – Principe di Paternò), 389 (fermata C.so Calatifimi);
  • Sito web ufficiale: https://www.arte.it/guida-arte/palermo/da-vedere/museo/la-cuba-3292

Catacombe dei Cappuccini

Se sotto sotto avete un po’ di gusto per il macabro e interesse per la scienza, vi consiglio assolutamente di visitare le Catacombe dei Cappuccini: sotterranei annessi alla Chiesa di Santa Maria della Pace, contenenti la bellezza di circa 8000 salme mummificate, molte delle quali esposte al pubblico in un lungo corridoio. Certo non una passeggiata per i facilmente impressionabili, ma vi assicuro che si tratta di un’esperienza veramente intensa e impattante. La prima sepoltura nelle Catacombe è avvenuta nel 1599. Una delle “star” di questo complesso è la mummia di Rosalia Lombardo, bimba di appena due anni morta nel 1920 a causa della polmonite e considerata uno dei migliori esempi al mondo di mummificazione.


  • Orari di apertura
    • Da lunedì a giovedì e il sabato: / 9:00-13:00 /;
    • Venerdì e domenica: / 11:00-13:00 /;
  • Costo dell’ingresso: 3€;
  • Durata della visita: 1 ora;
  • Come arrivare: Piazza Cappuccini, 1 – 90135 Palermo dalla stazione centrale prendere il bus numero 109 o 318 fino a Giardino dei Piazza Indipendenza, proseguire poi a piedi lungo via Cappuccini;
  • Sito web ufficiale: Non c’è un vero e proprio sito ufficiale, ma qui potete prenotare dei tour.

Cosa vedere a Palermo: Zona Palazzo Reale e via Vittorio Emanuele

Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina

Palazzo reale, squadrato, decorato con motivi geometrici tipicamente orientali. sullo sfondo cielo azzurro e alberi
La facciata “normanna” del Palazzo Reale

Se vi siete chiesti cosa vedere a Palermo, sicuramente tappa imprescindibile è il palazzo reale della dinastia normanna! Si tratta di un edificio imponente, dall’aspetto austero, riconoscibile e visibile da diversi punti della città. Era in origine una reggia sontuosa, completamente affrescata e mosaicata. Il piano inferiore del Palazzo ospita, oggi, mostre temporanee ed esposizioni (io ho visitato una delle ultime mostre, poco prima della pandemia: “CASTRUM SUPERIUS. IL PALAZZO DEI RE NORMANNI“).

L’edificio è stato costruito sulle fondamenta dei primi insediamenti fenicio-punici dell’VIII fino al V secolo a.C.; vanta quindi un’origine antichissima. Prima ancora che dai normanni, sulle stratificazioni precedenti edificarono gli Arabi: il Qasr, ossia “palazzo” o “castello”, fu costruito attorno al IX secolo d.C. Divenne poi dimora della famiglia reale normanna quando Ruggero II, primo re di Sicilia, volle trasformarlo in un complesso polifunzionale composto da edifici a forma di torre, collegati tra loro da quadriportici e giardini. Gli edifici, oltre alle stanze private e pubbliche del Re, ospitavano anche laboratori di oreficeria e di stoffe.

La Cappella Palatina, la “chiesa più bella del mondo” secondo Guy Maupassant

Interno di chiesa completamente ricoperta da mosaico, colore oro e legno
Gli interni della Cappella Palatina. Le pareti mosaicate e il celebre soffitto in legno a mùqarnas.

Nel 1132 fu fondata la Cappella Palatina, votata a san Pietro Apostolo e originariamente chiesa privata della famiglia reale. Le pareti della chiesa cristiana sono completamente decorate da mosaici che rappresentano scene della vita di san Pietro e della vita di Cristo. La cappella, però, presenta anche un meraviglioso soffitto a muqarnas, soluzione decorativa tipica dell’architettura islamica, decorata da tantissimi, piccoli dipinti che mostrano danzatori, pavoni, scene di vita cortese, mostri della tradizione islamica. Mosaici e soffitto sono la testimonianza di una perfetta coesione tra gli stili artistici e culturali di due popoli.

Chiedo scusa se mi sono lasciata trascinare in questa descrizione, ma io sono una super appassionata della dinastia Normanna, tant’è vero che ho scelto di scrivere la tesi magistrale in Storia dell’arte proprio su una chiesa bizantina di epoca normanna a Palermo! Più avanti scoprirete anche quale. Sicuramente questa attrazione è fondamentale per la domanda su cosa vedere in un weekend a Palermo.


  • Orari di apertura:
    • Dal lunedì al sabato: / 8:15 -17:40 / ;
    • Domenica e festivi: / 8:15 – 13:00/ ;
  • Costo dell’ingresso:
    • Biglietto intero: 12€;
    • Biglietto ridotto: 10€;
  • Durata della visita: 2 ore e 30 minuti;
  • Come arrivare: Piazza Indipendenza 1. Dalla Stazione Centrale prendere l’autobus 109 fino a Indipendenza;
  • Sito web ufficiale: https://www.ars.sicilia.it/visita-il-palazzo-reale

San Giovanni degli Eremiti

Chiesa vista dall'esterno, due torri piccole e una più alta, campanile con cupola piccola, tonda e rossa, alberi e cielo azzurro e luminoso
L’esterno di San Giovanni degli Eremiti, vista da via Benedettini.

A pochi passi dal Palazzo dei Normanni, virando lievemente a destra in via dei Benedettini, troverete una piccola ma splendida chiesa medievale normanna, riconoscibilissima dall’esterno per le sue tonde e alte cupole rosse, in stile moresco. Si tratta della chiesa di San Giovanni degli Eremiti, edificata per volere del re Ruggero II tra il 1132 e il 1148, su antiche preesistenze. Il convento e la chiesa adiacente furono affidati ai padri benedettini di Montevergine; il complesso merita senza dubbio una visita per i suoi meravigliosi giardini e il chiostro, che presenta una perfetta commistione di stile arabo e normanno, con le sue esili colonne che, a gruppi di due o quattro, reggono gli svettanti archi acuti.


La Cattedrale di Palermo

Facciata e ingresso principale di cattedrale. Ingresso con tre archi. Decorazioni geometriche, ponti e cupole.
L’ingresso della maestosa Cattedrale di Palermo

Tornando verso via Vittorio Emanuele, attraversati i giardini di Villa Bonanno, vi ritroverete sulla sinistra uno dei luoghi più affascinanti di questo itinerario di un weekend a Palermo. La Cattedrale di Palermo è stata costruita nel 1184 per volere dell’arcivescovo Gualtiero Offamilio e dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta. La sua enorme struttura, caratterizzata da un insieme di diversi stili e architetture, archi, colonne, decorazioni, mostra tutte le dominazioni che si sono susseguite nel tempo. E’ stata infatti moschea durante il periodo arabo, poi riconvertita al culto cristiano dopo la cacciata dei saraceni e la reggenza normanna; risente dell’influsso di romani, normanni, greci, arabi e perfino del barocco siciliano. Tutto ciò ha portato alla decisione di inserirla nel patrimonio Unesco e nell’Itinerario Arabo-Normanno di Palermo dal 2015; itinerario che comprende anche Cefalù e Monreale, di cui vi parlerò sicuramente in futuro.

Nel XIV secolo furono costruite le quattro torri campanarie e tra il XV e il XVI secolo i portici meridionali e settentrionali. All’interno della chiesa troverete le tombe imperiali e reali di Enrico VI, l’imperatrice Costanza, Ruggero II e soprattutto di Federico II di Svevia, imperatore illuminato, colto e sensibile alle arti, conosciuto come “stupor mundi. Ancora potrete visitare la stanza del Tesoro, i paramenti sacri dal XVI al XVIII secolo e la tiara d’oro dell’imperatrice Costanza d’Aragona.
Dai tetti della cattedrale, inoltre, vi si stenderà davanti una visuale meravigliosa su tutta la città. Attualmente, a causa dell’emergenza Covid-19, sul sito ufficiale della cattedrale è possibile fare una visita virtuale.

  • Orari di apertura:
    • Da lunedì al sabato: / 09:00 -17:30 / ;
    • Domenica: / 09:00 – 13:00 /;
  • Costo dell’ingresso:
    • Accesso gratuito;
    • 2€ per salire sui tetti;
  • Durata della visita: 1 ora, inclusa la salita sui tetti;
  • Come arrivare: via Vittorio Emanuele. Dalla stazione centrale Prendere l’autobus 101 per 4 fermate, scendere all’altezza di Via Vittorio Emanuele e procedere a piedi per circa 800 metri;
  • Sito web ufficiale: http://www.cattedrale.palermo.it/

Cosa vedere a Palermo: zona Quattro Canti e via Maqueda

Casa Professa

Due immagini distinte, nella prima c'è un baldacchino e una tomba in porfido rosso che assomiglia a una nave. Nella seconda l'interno di una biblioteca con pavimenti in marmo e scaffali in legno pregiato
A sinistra, la tomba in porfido rosso di Federico II di Svevia, conservata nella Cattedrale. A destra, l’interno della Biblioteca di Casa Professa.

Proseguendo per via Vittorio Emanuele ed immergendosi nuovamente nel quartiere dell’Albergheria, ai margini del mercato di Ballarò, si trova la chiesa barocca più importante di Palermo, che ospita anche la meravigliosa biblioteca di Casa Professa. Gli interni sono riccamente decorati, con stucchi, affreschi e marmi, realizzati dai principali artisti e cultori del Seicento siciliano: nomi come Serpotta, Vitagliano, Paolo Amato, Camilliani, Pietro Novelli e Marabitti. La chiesa del Gesù e Casa Professa sono state dichiarate Monumento Nazionale nel 1892.


  • Orari di apertura:
    • Da Lunedì a sabato: / 09:30 – 15:30 / ;
    • In Agosto: / 09:30 – 18:30 / ;
  • Costo dell’ingresso: 2€ per tutti ;
  • Durata della visita: 45 minuti chiesa e biblioteca;
  • Come arrivare: piazza Casa Professa 21, autobus n° 104 o Linea Verde;
  • Sito web ufficiale: https://www.casaprofessa.com/

Quattro Canti

Palazzo grigio dalla facciata concava con tre ordini di statue, in angolo della strada
Uno dei palazzi di Quattro Canti, scorcio su via Maqueda e su Piazza Pretoria

Si torna nel pieno cuore del centro storico. Il crocevia di Piazza Vigliena è noto a tutti col nome di “Quattro Canti” (la maggior parte dei siciliani conoscerà solo questo nome e non l’originario della piazza!). L’incrocio è contraddistinto da tre ordini di statue barocche, rispettivamente dal basso verso l’alto: le quattro stagioni dell’anno, i vicerè spagnoli e Carlo V, e le quattro sante patrone di Palermo prima di santa Rosalia.

Piazza Pretoria

Dai Quattro Canti si prende una delle strade della crocevia, via Maqueda. Poco dopo, sulla destra, troverete la Piazza Pretoria, anche nota come Piazza della Vergogna: infatti, proprio di fronte al monastero di Clausura di Santa Caterina, è stata costruita un’enorme fontana adornata da statue raffiguranti personaggi nudi.

Piazza Bellini e chiesa di San Cataldo

Poco più avanti troverete, sempre sulla destra, Piazza Bellini. Qui, su una piccola altura, troneggiano la chiesa di San Cataldo: una piccola chiesa arabo-normanna, dalla forma squadrata e la caratteristica cupola moresca in alto. Dietro, una delle più splendide architetture di Palermo: la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, nota come la Martorana.

Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, detta La Martorana

Interno di chiesa con pitture barocche e mosaici, con cristo pantocratore assiso in trono all'interno della cupola principale, circondato da angeli e santi
Gli spettacolari interni di Santa Maria dell’Ammiraglio, gli inserti di pittura barocca e i mosaici bizantini raffiguranti Cristo Pantocratore al sommo della cupola, circondato da angeli, profeti e santi.

La chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio ha un fascino tutto particolare e, pur occupando uno spazio relativamente piccolo del tessuto urbano panormita, è, a mio parere, uno dei gioielli più preziosi della città e tra le più affascinanti chiese bizantine in Italia. Forse avrete capito che la mia tesi magistrale presenta proprio un capitolo tutto dedicato a lei, alla Martorana, alla chiesa dell’incredibile ammiraglio Giorgio d’Antiochia, fedele servitore e amico del re Ruggero II. Per questo sono fortemente legata alla chiesa, il cui nucleo originario ha una pianta a croce greca ed è completamente ricoperto di mosaici della tradizione bizantina. Addirittura si pensa che Giorgio, siriaco cristiano di cultura araba, chiamò a raccolta maestranze di Bisanzio per decorare il luogo scelto come custode del riposo eterno di sua madre, Teodula, fervente cristiana.

L’interno e l’esterno della chiesa presentano una commistione così perfettamente riuscita tra stile bizantino, arabo e addirittura il Barocco seicentesco che nel 2015 è stata di diritto inserita nella lista Unesco dell’Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale. Potrei passare ore e ore a descrivere il Cristo Pantocratore nella cupola, gli arcangeli intorno, i trentotto mezzibusti di santi, come anche i pannelli votivi l’uno raffigurante Giorgio d’Antiochia ai piedi della Vergine per chiedere l’intercessione, l’altro Ruggero II incoronato dal Cristo; ma mi limiterò a dirvi che questo meraviglioso esempio di arte normanna deve, e dico deve essere assolutamente una tappa imprescindibile del vostro itinerario di un weekend a Palermo.

Ma perché Santa Maria dell’Ammiraglio è conosciuta soprattutto col nome di “Martorana”?

Nel 1433 Alfonso d’Aragona concesse la chiesa all’adiacente monastero benedettino fondato nel 1194 da Eloisa Martorana, moglie di Goffredo. All’inizio del Cinquecento giunse a Palermo l’imperatore Carlo V; ma poiché era settembre, l’aranceto della chiesa era spoglio e le suore decisero di creare dei frutti fatti di marzapane. Nacquero così i frutti di martorana, specialità palermitana conosciuta in tutto il mondo. Ho un’amica della provincia di Palermo che mi rivelò che ancora prima di conoscere la chiesa, lei conosceva solo i dolcetti. Insomma, la chiesa entra di diritto nella lista delle attrazioni che rispondono alla domanda “cosa vedere a Palermo”, e i dolcetti sono decisamente da provare!



Piazza Marina e Giardino Garibaldi

In fondo al Corso Vittorio Emanuele, in direzione del porto, si incontra una caratteristica piazza, una delle più belle di Palermo, Piazza Marina. Qui crescono gli enormi Ficus Magnolides nel Giardino Garibaldi, così grandi che ombreggiano tutta la piazza. La domenica mattina qui si svolge un mercato dell’antiquariato molto bello, con pezzi da collezionismo e articoli pregiati.

Cosa vedere a Palermo: Zona Kalsa

La Kalsa (dall’arabo al-Khalisa), un tempo, era uno dei quartieri più importanti della città, luogo privilegiato per la cultura, la finanza e la politica di Palermo. Qui infatti si concentrano una serie di edifici di importanza storica fondamentale per la città: Palazzo Mirto, Palazzo Abatellis e l’Oratorio dei Bianchi, Palazzo Galletti di san Cataldo. In particolare, Palazzo Abatellis è attualmente la sede della Galleria Regionale Siciliana, che ospita l’Annunziata di Antonello da Messina.

Altro edificio decisamente degno di nota è il Palazzo Chiaramonte-Steri, il quale sembra quasi un’austera fortezza. È stato costruito nel 1320 per volontà del conte Manfredi Chiaramonte e oggi è sede del rettorato dell’Università di Palermo. Il palazzo è aperto al pubblico e all’interno è possibile ammirare il dipinto di Renato Guttuso, “La Vucciria”. La Kalsa è nota anche per essere il quartiere dove nacquero Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

La Street art dei quartieri Kalsa e Ballarò

Se volete vedere delle stupende opere di street art, la Kalsa è sicuramente uno dei quartieri “giusti”. Sugli edifici diroccati, infatti, potrete ammirare una serie di murales affascinanti, grandiosi, un vero e proprio studio d’arte all’aria aperta. In particolare vi segnalo quelli in via dello Spasimo, realizzati recentemente per promuovere l’integrazione e la multiculturalità del quartiere. Inoltre, per ammirare altre opere di street art, fate un bel giro per Ballarò! Anche lì potrete spalancare gli occhi dalla meraviglia. Tantissimi artisti palermitani hanno dato il loro meglio per decorare il quartiere dopo una recente riqualifica; vi consiglio soprattutto di fare un giro nella piazza chiamata “Ecce Homo”. Il quartiere di Ballarò ospita di giorno uno dei più antichi mercati di Palermo, mentre di sera è centro della movida palermitana. Bar, locali, luoghi di ritrovo: se volete passare una notte “giovane” a Palermo, dovete certamente andare a Ballarò.

Piazza e Chiesa della Magione

Due immagini raffiguranti due chiese. Una dalla facciata a forma di baita, l'altra senza tetto, con un albero che cresce all'interno.
A sinistra, la facciata della Chiesa della Magione. A destra, visuale dall’interno della navata principale di Santa Maria dello Spasimo.

Tornando al quartiere Kalsa, che è bellissimo come luogo in cui perdersi durante una passeggiata, si trova anche Piazza Magione: una piazza ricoperta d’erba, tutta circondata da edifici diroccati, resti del bombardamento della Seconda Guerra Mondiale. Qui, la sera, si ritrovano i giovani a bere una birretta e fare quattro chiacchiere, accanto a quella che è un’altra delle chiese bizantine di epoca normanna più famose, la Chiesa della Magione. L’interno è un po’ spoglio, anche perché è stata fortemente modificata durante l’epoca barocca e successivamente restaurata in modo abbastanza invasivo dall’architetto Francesco Valenti, che all’inizio del Novecento era tra i più attivi a Palermo.

Valenti è divenuto famoso in tutta Palermo per aver operato una serie di restauri “in stile”, nel tentativo di riportare gli edifici e le chiese di epoca normanna a quello che (secondo lui) era il loro aspetto originale; ha attuato anche una serie di operazioni non propriamente ortodosse, tipo aggredire un altare con una piccozza


  • Orari di apertura della chiesa:
    • Lunedì: / 15:00 – 18:30 ;
    • Dal martedì al sabato: / 8:45 – 12:00 / e / 15:00 – 18:30 /.
  • Orari di apertura della sala, del chiostro e della cappella:
    • Dal martedì al sabato: / 10:00 – 13:30/ e / 14:30 – 18:00 /;
    • Domenica e festivi: / 9:30 -13,30 /.
  • Costo dell’ingresso:
    • Accesso gratuito.
    • Biglietto intero per l’ingresso alla cappella e al chiostro chiostro: 4€.
    • Biglietto ridotto per gruppi (minimo 10): 3€.
  • Durata della visita: 45 minuti.
  • Come arrivare: Piazza Magione 44. Dalla stazione centrale, otto minuti a piedi percorrendo via Lincoln e via Carlo Rao (600 mt).
  • Sito web ufficiale: https://turismo.comune.palermo.it/palermo-welcome-luogo-dettaglio.php?tp=68&det=16&id=225

Santa Maria dello Spasimo

Non sono molte le parole giuste per descrivere Santa Maria dello Spasimo. Io ne userei alcune: nostalgia, vento tra gli alberi, odore di fieno, di mare, di sole, malinconia, speranza, meraviglia, stupore.

Santa Maria dello Spasimo non è solo una chiesa: è un’esperienza da vivere. Una struttura a croce latina a tre navate, la cui navata principale è totalmente scoperta, a cielo aperto. In fondo, lì dove un tempo c’era l’ingresso della chiesa, ora c’è un albero che è cresciuto all’interno delle mura. Il giardino, tutt’attorno, è una bellezza malinconica di aranceti e resti di colonne, tetti, rocce. Non credo di poterle dare la dignità che merita solo descrivendola: per questo vi consiglio davvero dal cuore di andare a vederla. Anzi, di andare a viverla.

Oggi gli interni di Santa Maria dello Spasimo ospitano rassegne musicali e cinematografiche e sono sede del Brass Group di Palermo.


  • Orari di apertura: tutti i giorni / 08:00-20:00 /;
  • Costo dell’ingresso:
    • Biglietto intero: 2€;
    • Biglietto ridotto: 1€;
  • Durata della visita: 1 ora;
  • Come arrivare: Via Dello Spasimo, 10. Da Piazza della Magione proseguire lungo via dello Spasimo. L’ingresso è a destra.

Cosa vedere a Palermo: Zona Politeama

Ma torniamo un po’ verso la zona interna della città. Dopo aver visitato la Kalsa, non potete perdervi un giretto nei pressi del Politeama. Di questa zona, che comunque è molto ampia da visitare e presenta molti angolini e scorci, vi segnalo tre “stop” fondamentali: il Teatro Politeama, il Museo Salinas e il Teatro Massimo.

Teatro Politeama

Teatro a forma di tempio greco, di notte, illuminato,al centro di una piazza
Il Teatro Politeama illuminato, nell’omonima piazza

Il Teatro Politeama si trova in Piazza Ruggero Settimo, ma quasi nessuno la conosce così: la maggior parte dei locali la chiama “Piazza Politeama”. Questo perché il mastodontico teatro è veramente affascinante: si tratta di una struttura che ricorda un po’ il Pantheon. In cima al tamburo che adorna l’ingresso, si può ammirare la quadriga bronzea con il dio Apollo. La sala interna è molto caratteristica, da una struttura a ferro di cavallo che può ospitare fino a 5000 spettatori, con una doppia fila di palchi e una galleria composta da due ordini. Inizialmente il teatro era all’aperto, ma dopo due anni dall’inaugurazione (avvenuta nel 1874) si decise di costruire il tetto. Oggi il Politeama è sede dell’Orchestra Sinfonica Siciliana.


  • Orari di apertura:
    • Da martedì a domenica: / 09:30 – 14:00 /;
    • Lunedì e festivi: chiuso;
  • Costo dell’ingresso:
    • Biglietto intero: 5€;
    • Biglietto ridotto: 3€;
  • Durata della visita: 1 ora e mezza;
  • Come arrivare: Piazza Ruggero Settimo 15. Dalla Stazione Centrale prendere l’autobus (104, 101 o 108) fino a “Politeama”;
  • Sito web ufficiale: https://orchestrasinfonicasiciliana.it/it

Museo Archeologico Regionale Salinas

Ingresso di palazzo con statua greca nel cortile. Nella seconda immagine, opera di street art su facciata di palazzo con frase in lingua islamica e in siciliano
A sinistra, l’ingresso del Museo Salinas. A destra, un’opera di Street art di Emily Jacir in via Cantavespri.

Il Museo Salinas è uno dei musei più importanti della Sicilia. Si trova all’interno del Collegio dei Padri della Congregazione di san Filippo Neri e raccoglie un’ampissima collezione di reperti, dalla preistoria al Medioevo, che raccontano la storia della Sicilia. Troverete, però, anche reperti di epoca fenicia, greca e romana, ma anche resti di storia egizia ed etrusca. Vale assolutamente la pena fare un giro al museo; io ho avuto anche la fortuna di poter entrare e consultare alcuni volumi dell’Archivio, dei veri pezzi di importanza fondamentale per la storia e l’architettura siciliana.


  • Orari di apertura:
    • Da martedì a sabato: / 09:00-18:00 /;
    • Domenica: / 09:00 – 13:30 /;
  • Costo dell’ingresso:
    • Biglietto intero: 4€;
    • Biglietto ridotto: 2€;
  • Durata della visita: 2 ore;
  • Come arrivare: Via Bara dell’Olivella 24. Dalla Stazione Centrale prendere l’autobus 101 fino alla fermata “Poste”;
  • Sito web ufficiale: http://www.regione.sicilia.it/bbccaa/salinas/

Teatro Massimo

Esterno di teatro dalla forma di enorme tempio greco, al centro di una piazza, con alberi e cielo azzurro
Il grandioso Teatro Massimo, visto lateralmente da Piazza Verdi.

Il Teatro Massimo, il cui nome completo è Teatro Massimo Vittorio Emanuele, si trova in piazza Giuseppe Verdi. Riconoscibilissimo per la sua forma in stile neoclassico che ricorda un enorme tempio greco, preceduto da una scalinata alla cui sommità si trovano due leoni che sorreggono le allegorie della tragedia e della lirica. Si dice che l’acustica del Massimo sia una delle migliori al mondo: è il più grande teatro lirico d’Italia e al terzo posto in Europa, preceduto solo dall’Opéra di Parigi e dalla Staatsoper di Vienna. L’interno è decorato con stucchi e lacche in oro, specchi e tendaggi; nel cafè, aperto al pubblico, è possibile consumare ottimi aperitivi. La sera il teatro è totalmente illuminato.

Sul frontone del teatro è presente il motto che recita “L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire”. E all’autore, anonimo, non possiamo che dare ragione.


  • Orari di apertura:
    • Da lunedì al venerdì: / 09:30-18:00 /;
    • Sabato e domenica chiuso ;
  • Costo dell’ingresso:
    • Biglietto intero: 4€;
    • Biglietto ridotto: 2€;
  • Durata della visita: 30 minuti;
  • Come arrivare: Piazza Verdi. Dalla Stazione Centrale prendere l’autobus 101 per 6 fermate. Procedere poi a piedi su via Bara all’Olivella per 500 mt circa;
  • Sito web ufficiale: https://www.teatromassimo.it/

I mercati: Ballarò, Vucciria, Mercato del Capo

In un weekend a Palermo non potete davvero mancare di visitare i tre mercati principali: Ballarò, Vucciria e il Mercato del Capo. Si tratta non di semplici mercati, ma di poesia popolare: suoni, colori, sapori, odori non solo siciliani, ma di tutto il mondo. Qui, oltre ai classici banchi di frutta, verdura, carne e pesce, potrete trovare i migliori banchetti di street food! Vi rimando qui alla sezione “Cosa mangiare“. Il Mercato di Ballarò si svolge tutt’attorno Piazza Ballarò, a pochi passi da Casa Professa; il quartiere, come dicevo, è anche molto famoso per la recente riqualificazione e le opere di street art. Il mercato di Vucciria, conosciuto semplicemente come “La Vucciria” parte da Piazza S. Domenico fino a via Cassari-Argenteria: copre la maggior parte del quartiere conosciuto con lo stesso nome, che di sera diventa il luogo perfetto per bere una birra e conoscere la movida palermitana! Il Mercato del Capo, infine, è lievemente più decentrato ma offre una vastissima scelta di prodotti locali freschissimi, deliziosi ed economici. Qui, con i miei amici, abbiamo fatto la spesa per i nostri giorni a Palermo e non potrei mai dimenticare le loro facce sconvolte nello scoprire i prezzi al chilo della frutta e della verdura (abituati ai prezzi di Padova!).


  • Occorrenza del mercato di Ballarò:
    • Orari: dal lunedì al sabato: / 7:30 – 20:00 /.
    • Come arrivare: Piazza Ballarò. Dalla stazione centrale in 10 minuti a piedi tramite via delle Pergole.
  • Occorrenza del mercato di Vucciria:
    • Orari: dal lunedì al sabato: / 7:30 – 14:00 /.
    • Come arrivare: da via Cassari-Argenteria fino a piazza S. Domenico. Dalla stazione centrale a piedi in 11 minuti, seguendo via Roma.
  • Occorrenza di Mercato del Capo:
    • Orari: dal lunedì al martedì e dal giovedì al sabato: / 7:30 – 20:00 /;
    • Mercoledì e domenica: / 7:30 – 13:00 /.
    • Come arrivare: Via Cappuccinelle. Dalla stazione centrale a piedi in 23 minuti, seguendo via Maqueda.

Cosa vedere a Palermo: Mondello

Anche se molti pensano che Mondello sia il nome di un paese a sé, in realtà si tratta di un quartiere di Palermo ed è una zona moderna ed elegante, ricca di ville in stile liberty (di cui una si racconta sia infestata!), viali ombreggiati da grandi alberi, una splendida spiaggia dalla sabbia bianca. D’estate questa zona letteralmente esplode di persone, ma vale decisamente la pena andare a fare un bagno nell’acqua cristallina di Mondello soprattutto a giugno e a settembre, quando la ressa è minore ed è possibile godersi la tranquillità di questa zona, che dista 12,5 km circa dal centro. In auto potete raggiungerla percorrendo la SS113 oppure la E90, ma anche attraversando il Parco della Favorita fino a giungere a Viale Margherita di Savoia.

Il santuario di Santa Rosalia

E se proprio (non so come!) vi avanzasse del tempo, potete spingervi fino al Santuario di Santa Rosalia, sul Monte Pellegrino. La protettrice di Palermo morì in una grotta che ora è stata inglobata dal santuario; secondo la leggenda, le sue ossa vennero ritrovate da un cacciatore e proprio in quell’occasione terminò la peste del 1624. Ogni anno, tra il 14 e il 15 luglio, si svolge il festino di Santa Rosalia con una serie impressionante di carri e processioni; la festa liturgica cade però il 4 settembre, e anche quel giorno la città di Palermo si riempie di persone pronte a festeggiare la loro patrona, a cui sono profondamente affezionati.


  • Orari di apertura:
    • Da martedì al sabato: / 09:30 alle 19:00 / ;
    • Lunedì: chiuso;
  • Costo dell’ingresso: gratuito ;
  • Durata della visita: 3 ore incluso il tempo di percorrenza per raggiungere il sito ;
  • Come arrivare: Via Pietro Bonanno. Trovandosi abbastanza lontano dal centro e in un posto difficilmente raggiungibile dal centro, vi consiglio di noleggiare un’auto appositamente. Si tratta di 34 minuti di percorrenza per 12,8 km;
  • Sito web ufficiale: https://www.santuariosantarosalia.it/

Il periodo migliore per visitare Palermo

Palermo è una città molto calda in estate e resterà sempre temperata in inverno. Personalmente sono stata in città a novembre, a gennaio e a maggio: ho preferito di gran lunga maggio poiché è stato possibile anche andare al mare (il meraviglioso mare di Cefalù, cittadina a mezz’ora di treno dalla capitale) ma le temperature sono miti anche a novembre. Dotatevi di un bel paio di scarpe comode e qualche vestito svolazzante, per vivere appieno l’esperienza sicula (e perché no, una giacchetta per il vento che a volte tira dal mare!)

Come arrivare in città

Tra tutti i mezzi possibili per arrivare a Palermo, sicuramente il migliore resta l’aereo. L’aeroporto di Palermo, Punta Raisi, è collegato con tutti gli scali aeroportuali italiani. Si trova a 35 km dal centro città e un bus navetta, che parte ogni 30 minuti, dà la possibilità di arrivare al piazzale della stazione centrale. In alternativa è possibile anche prendere un treno, il Trinacria Express (“Trinacria” è l’antico nome della Sicilia) qui gli orari. Alcuni voli low cost atterrano anche a Trapani, che però si trova decisamente più lontano.

Vi sconsiglio fermamente di noleggiare un’auto in città. Palermo è abbastanza famosa per il traffico che spesso causa code lunghissime per le vie del centro. Se, invece, avete necessità di noleggiare un’auto per partire per un Grand Tour della Sicilia, troverete diverse compagnie di autonoleggio direttamente negli aeroporti.

Cosa mangiare a Palermo

Tre foto raffiguranti cibo. La prima mostra un'arancina di riso, la seconda un panino ripieno di milza e ricotta salata, la terza una brioche dolce con gelato al pistacchio e al cioccolato
Un’arancina melanzane e pesce spada di Ke Palle, il pani ca meusa dell’Antica Focacceria S. Francesco e una tipica brioche col gelato al pistacchio e coccolato.

Cosa vedere a Palermo è importante, ma, trattandosi di una città e di una religione dalla fortissima cultura gastronomica, decisamente lo è anche cosa mangiare! Non abbiate paura di restare a stomaco vuoto. La Sicilia non è proprio il posto giusto per portare avanti una dieta (e diciamocelo, durante un viaggio a Palermo chi la seguirebbe?). In città potrete gustare pietanze che non dimenticherete più: pane, panelle e cazzilli, arancine di tutti i tipi (ma soprattutto “abburro” e al ragù!) polpo e patate bollite, pannocchie e soprattutto il gustosissimo “pani ca meusa”. Cos’è? Ebbene, si tratta di un panino morbido ripieno di milza bollita, condito a piacere con parmigiano e/o ricotta salata. Vi assicuro che sarà una delle cose più deliziose che avrete mai assaggiato nella vostra vita. E soprattutto, tutto sarà super economico! Un’arancina enorme da Ke Palle avrà un costo di tre euro. Stessa cosa per il pane con la meusa: per cinque euro avrete un pasto completo. E per chiudere, nessuno potrà togliervi una brioche col gelato, anche questa acquistabile praticamente ovunque al costo di 2-3 euro.

Vi state chiedendo dove potete assaggiare non solo le arancine classiche, ma anche quelle super particolari come quelle ripiene di melanzane e pesce spada, o pistacchio e gamberetti? Andate da Ke Palle, in via Maqueda 270 e sbizzarritevi nella scelta!

Per il perfetto panino con la meusa e un assaggio nel paradisiaco mondo del pane e panelle, invece, vi consiglio di correre all’Antica Focacceria S. Francesco in via Alessandro Paternostro 58: vi sembrerà di toccare il cielo con un dito.

Dove dormire a Palermo

Uno dei posti migliori dove dormire a Palermo è sicuramente il centro storico, in modo da consentirvi di girare la città completamente a piedi. Palermo è una citta meravigliosa, ricca di storia e cultura, ma è anche una città piena di contraddizioni e non è rara la presenza di borseggiatori. Per evitare problemi di questo tipo, evitate di lasciare i vostri oggetti personali incustoditi e non usate borse dall’apertura non troppo sicura. Detto questo, godetevi l’animo della città.

La migliore zona dove dormire a Palermo è, probabilmente, il quartiere Libertà, diviso al centro da via Libertà. Si tratta di un quartiere nuovo ed elegante, dove si trovano disponibili strutture a qualsiasi prezzo. È una zona abbastanza sicura e si trova comunque a ridosso del centro, cosa decisamente importante perché i mezzi pubblici in città non sono dei migliori. Inoltre in quartiere c’è una lunga serie di bar, locali e ristoranti da poter visitare.

Un suggerimento:

Personalmente sono stata due volte ospite di amici a Palermo e solo una volta ho potuto soggiornare in un b&b; eravamo un gruppo di 12 persone e abbiamo affittato l’intera struttura “La Querencia”, in via Trabia. La posizione della struttura è ottimale: a due passi dal Teatro Massimo e da Via Maqueda, comodissima a praticamente tutto il centro storico di Palermo. La struttura ha un punteggio di 9,3/10 su Booking, offre la possibilità di usufruire della navetta aeroportuale e ha in comune a tutte le stanze una cucina che affaccia su una meravigliosa terrazza dove passare le sere più calde, a godersi la città.


Spero di aver reso abbastanza onore a questa splendida città. Spero anche di aver suscitato nel lettore e nel viaggiatore la curiosità di scoprire con i propri occhi quello che può offrire Palermo; una città di contraddizioni, di bello e di brutto, di storia millenaria, di cultura e tradizione, di radici profonde. Che dire: Palermo è una meta perfetta per un viaggio lowcost e ricco di soddisfazioni!

Siete mai stati a Palermo? Avete già visto qualche città della Sicilia? Avete qualche altro luogo da consigliarci? Raccontatelo nei commenti, lo apprezzeremmo moltissimo!


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