Cornovaglia

Escursioni in Cornovaglia: hiking tra le miniere della Tin Coast

La miniera di Levant Mine, sulla Tin Coast in Cornovaglia

Tra le più antiche tradizioni che hanno segnato la storia e l’identità del popolo della Cornovaglia va ricordata quella dell’estrazione mineraria, che per centinaia di anni ha portato lavoro e ricchezza ai cittadini cornish. Di questo antico mestiere rimangono oggi racconti e rovine sparse per il paese, alcune inserite in scenari naturalistici da lasciare veramente senza fiato.

Tra i vari siti minerari sparsi sul territorio, i più belli sono quelli sulla Tin Coast, una striscia di sette miglia che sulla penisola di Penwith va da Cape Cornwall al villaggio di Pendeen. Qui troviamo i resti di alcune delle antiche costruzioni utilizzate per l’estrazione di rame e stagno, taluni visitabili con una delle escursioni più belle della Cornovaglia, tra percorsi costieri e paesaggi mozzafiato.

Con questo articolo voglio presentarvi l’itinerario ad anello che, partendo dalle miniere di Botallack, si districa su uno dei tratti costieri più belli della contea, passando per la Levant Tine Mine fino raggiungere il villaggio di Pendeen, famoso per la produzione di ceramica artigianale.

Di facile difficoltà, questa passeggiata di 6 Km in Cornovaglia, percorribile in 2 ore e 30 minuti, ci ha impegnato in un caldo pomeriggio d’estate, diventando fin da subito l’escursione più bella in Cornovaglia mai fatta fin’ora.

In questo articolo troverete tutte le informazioni per seguire il tragitto, con molte curiosità sulla storia mineraria della Tin Coast e delle miniere che incontrerete lungo il percorso. Chiude il blog post una raccolta di itinerari e percorsi che, collegandosi al percorso ad anello, vi permettono di approfondire la visita alla zona.

Ecco quindi quali sono i contenuti di questo post:

Escursioni in Cornovaglia: l’itinerario ad anello tra le miniere della Tin Coast in località Pendeen

Vista della Tin Coast attraverso un arco in mattoni rossi di un vecchio edificio abbandonato.
Vista dal piano superiore di uno degli edifici della Levant Mine

Eravamo a metà del nostro viaggio on the road in Cornovaglia dell’estate 2021. Subito dopo una stancante tappa terminata a St Ives e a un fortunato fish and chips alle 23:00 (tutto era chiuso a parte quel posto), avevamo arrancato verso il nostro albergo a Hayle, per cadere distrutti a letto.

L’estate del 2021 era stata particolarmente calda, anche per una regione tanto fresca, quando imprevedibile dal punto di vista meterologico, come la Cornovaglia. Ancora non lo sapevamo, ma da lì a pochi giorni una lunga perturbazione avrebbe sferzato le coste rovinando le vacanze a molti viaggiatori. Sta di fatto, che da quando c’eravamo noi faceva caldo, fin troppo caldo.

Per questo motivo, la mattina successiva siamo partiti presto e, dopo una veloce colazione con annessa passeggiata tra i second hand shops sulla collina di St Ives, abbiamo imboccato l’Atlantic Highway in direzione della Tin Coast.

Situata tra i villaggi di Pendeen e St Just, la Tin Coast è un luogo definito dall’industria mineraria della Cornovaglia e dallo sforzo umano di trasportare stagno e rame dalla terra per oltre 2000 anni. Si estende per circa 7 miglia, dal faro di Pendeen Lighthouse fino a Cape Cornwall e le strette valli più a sud. C’erano una volta migliaia di pozzi minerari e centinaia di sale macchine fumanti qui, con tunnel che si estendevano fino a un miglio sotto il mare.

Ai nostri giorni, l’area è molto diversa da come appariva nel corso del passato industriale. Le sale macchine e i camini in rovina, in passato brulicanti di uomini e di rumori, ora sono taciti e incorniciano il paesaggio, creando un’atmosfera speciale.

Fin dal Neolitico la Cornovaglia era una regione ricca di minerali, in particolar modo di stagno e di rame, la cui estrazione dal 1800 fino agli anni ’90 del XX secolo ne hanno contraddistinto la principale fonte di reddito. Non a caso la contea era nota come la miniera della Corona. A seguito della chiusura dei giacimenti, molti dei quali costruiti a picco sulle coste ripide, la regione ha subito una forte decrescita economica, fino alla rivalutazione a seguito della riqualificazion grazie anche al patrocinio UNESCO, che ha reso le ex miniere sede di musei o ha proposto percorsi turistici per poter scoprire più a fondo come avveniva l’estrazione dei minerali.

Nell’articolo troverete un misto di foto tra le due visite, la prima nell’estate del 2020 con una passeggiata più lunga fino a Pendeen Lighthouse, la seconda nell’estate del 2021, con il tragitto più breve descritto in questo articolo.


Informazioni sul giro ad anello di Pendeen tra le Botallack Mine, Levant Tin Mine e Geevor Mine

  • Punto di partenza/arrivo: The Botallack Count House car park;
  • Attrazioni intermedie: The Botallack Count House car park;
  • Lunghezza del percorso: 6 Km;
  • Tempo totale di percorrenza (soste escluse): 2 ore e 30 minuti;
  • Dislivello: 100 m;
  • Difficoltà del percorso: facile – E (Escursionisti);
  • Attrezzatura consigliata: scarpe o scarponi da trekking, vestiti sportivi, molta acqua, crema solare (il sole scotta molto sulla costa);
  • Periodo migliore per l’escursione: da Maggio a Ottobre;
  • NB: L’escursione può essere estesa seguendo il sentiero che dalla miniera di Botallack porta fino a Cape Cornwall, a sud, o passando la Geevor Mine lungo il South West Coast Path fino al faro di Pendeen e a Portheras Cove, più a nord.
  • Percorso: la nostra escursione sulla Tin Coast ha seguito la “Botallack mining walk” lungo il South West Coast Path, partendo dal punto 3, per seguire l’itinerario in senso orario in direzione di Levent Mine, fino a Geevor Mine e Pendeen, prima di rientrare per la campagna.

Botallack Tin Mines

Che vogliate visitare le miniere o meno, l’Atlantic Highway, serpeggiante tra le verdissime colline rocciose della penisola di Penwith e tra i pochi villaggi sparsi, è una vera meraviglia ricca di panorami e paesaggi mozzaffiato sull’Oceano Atlantico. Sono in molti a visitare le zone di Cape Cornwall e di Land’s End prendendo le strade più veloci e dirette. Io ve lo sconsiglio: se provenite da nord prendete l’Atlantic Highway. Il tragitto sarà forse più lungo e impegnativo, ma vi donerà molto.

Siamo arrivati presso la miniera di Botallack a metà mattina. Nonostante gli sforzi per arrivare presto, il sole rera già alto e la temperatura scottante. Fortunatamente, il mare ci spingeva contro una brezza leggera e piacevolmente continua.

Abbiamo lasciato l’auto al parcheggio gratuito The Botallack Count House car park. Si trova proprio alle spalle della Count House, un edificio recentemente restaurato e adibito a museo.

In passato veniva utilizzato come ufficio e dimora del capitano della Botallack Mine. Era inoltre sede dei pagamenti agli operai, non che di feste e cene chiassose quando l’estrazione si rivelava particolarmente proficua!

Dopo una rapida occhiata, ci siamo incamminati lungo il South West Coast Path in direzione delle Crown Mines, le due sale macchine del giacimento costruite a ridosso delle onde. Fin da subito siamo rimasti colpiti dal panorama: una lunga distesa verde acceso, sali e scendi coperti di rocce scure e d’edera, con un cimitero di ruderi, sale macchine, antiche ciminiere, mura e archi sparsi lungo il percorso.

Il South West Coast Path

Il South West Coast Path, gestito dal National Trust, è un sentiero nazionale di 630 miglia (1014 km) e il sentiero pedonale più lungo della Gran Bretagna. Inizia a Minehead, nel Somerset e corre lungo la costa attraverso il Devon e la Cornovaglia, prima di terminare a Poole, nel Dorset.
Vista della Tin Coast e dell'oceano
Uno dei molti e meravigliosi punti panoramici sulla Tin Coast

Lo sapevi che…?

La miniera di Botallack ha prodotto 14.500 tonnellate di stagno, 20.000 tonnellate di minerale di rame e 1.500 tonnellate di arsenico raffinato. Era una miniera sottomarina e i suoi pozzi raggiungono una profondità di 570 m e si estendono per quasi mezzo miglio al largo.

Nell’avviarci lungo il percorso abbandoniamo presto il sentiero principale, per avventurarci tra i viottoli che vagano a zig zag tra le rovine. Il richiamo del mare è troppo forte, specialmente quando ci si trova davanti allo spettacolo dell’Oceano Atlantico visto dalla Tin Coast: una distesa d’onde dal colore e dalle sfumature mozzaffiato. Tra le insennature lungo la costa notiamo uno spettacolo naturale, con l’acqua che decora il paesaggio di tinte straordinariamente accese e brillanti: dal blu cobaldo allo smeraldo, fino allo schiumare delle onde sulla frastagliata sulla costa scura, ricca di rocce dalle forme particolari e da insennature davvero meravigliose.

Non per niente la Tin Coast è stata eletta Patrimonio Unesco nel 2006. C’è un sacco di storia qui, ma anche un patrimonio paesaggistico e naturale da tutelare e preservare.

Seguendo il ripido sentiero scosceso arriviamo alle Crown Mines, le due sale macchine costruite a ridosso della costa e probabilmente le più conosciute e scenografiche della Cornovaglia. Nello scendere, dai cartelli di visita apprendiamo qualcosa sulla storia di questi edifici.

Entrambi vennero costruiti attorno al 1724. L’edificio più basso, la sala macchine, venne creato con l’intento di pompare l’acqua fuori dal pozzo dei tunnel della miniera, profonda 500 m e che si dirama per mezzo miglio sotto la superficie del mare. Quello più alto, invece, conteneva un ascensore alimentato a energia eolica. Veniva utilizzato per trasportare il materiale, e i minatori, dai meandri della terra fino in superficie.

Com’era vivere ai tempi dell’estrazione?

Provo ad immaginare questi uomini intraprendere un viaggio tanto pericoloso, per il solo scopo di portare cibo alle loro famiglie. Nel guardare il mare mi risulta davvero difficile pensare come sotto a queste acque impetuouse si trovino un centinaio di tunnel. Le condizioni non erano facili: l’umidità, un’atmosfera carente di ossigeno, la mancanza di luce e il calore, nonchè il rischio di trovare del gas esplosivo. Non a caso, la triste verità narra come l’aspettativa di vita media di un minatore nel 1840 era di soli 24 anni. Sebbene ora la costa sia un luogo solare, tranquillo e pacifico, oltre un secolo fa sarebbe stato l’esatto contrario. L’aria sarebbe stata densa del rumore dei carrelli che sferragliavano sui binari sterrati, dei fabbri che lavorano nelle fucine e dei motori a vapore in funzione. Ci sarebbe stato del fumo dai motori a raggi e dal calcinatore di arsenico, e migliaia di litri di acqua sporca pompati in giro.

La miniera di Botallack venne chiusa nel 1814, a seguito del crollo dei prezzi del rame e dello stagno, che in pochi decenni portarono al fallimento dell’estrazione mineraria in Cornovaglia.

Risaliti verso la miniera di Botallack, abbiamo proseguito la nostra visita. Seguiamo lungo la costa, preferendo alla campagna la vicinanza e gli scorci sul mare. A tratti, a volte molto lunghi, il sentiero si allontana molto dalla costa per immergersi nella campagna, a esempio per dirigersi verso la vicina sede della Geevor Tin Mine, o per avvicinare i ruderi di antichi edifici: raffinerie e case di lavorazione, di cui rimangono oggi alcune pareti, arcate o stretti corridoi.

Alcuni edifici minerari sparsi sulla Tin Coast, a ridosso delle scogliere
Lungo il sentiero, costeggiato dai ruderi

Lo sapevi che…?

Alcune delle miniere sulla costa sono state protagoniste della premiata serie britannica Poldark. Botallack è comparsa come Wheal Leisure che Ross Poldark trova in rovina al suo ritorno in Cornovaglia, mentre Levant Tin Mine è stata trasformata in Tressiders Rolling Mill.

La nostra passeggiata sulle coste della Cornovaglia prosegue in uno scenario alquanto spettacolare. Nonostante seguiamo lo stretto sentiero sulla costa, questo rientra sempre nei pressi delle varie costruzioni disseminate, con la possibilità di avvicinarsi a tutte le miniere per una visita più approfondita. Nel seguire l’itinerario potrete scegliere il percorso più semplice, lungo la strada sterrata che si snoda nella campagna, o provare, come abbiamo fatto noi, il sentiero costiero.

Se seguire i passaggi costieri vi consiglio di prestate molta attenzione e dotatevi di scarpe da trekking o di scarponcini adatti! Per quanto molto più scenografico e adrenalinico, il sentiero sulla costa è anche più stretto e con vari sali scendi, con alcuni tratti pericolosi a ridosso della scogliera.

Il sentiero roccioso disseminato da blocchi di granito ci stanca molto, ma siamo ripagati dalla presenza costante dell’oceano e dal suono rilassante delle onde. Il percorso porta alla scoperta di molte insennature e panorami mozzaffiato, dove nidificano moltissimi volatili della zona.

Una delle rivelazioni piú sorprendenti é stata qualla di un pozzo gigantesco e profondissimo, ricoperto da una spessa grata di metallo. Come abbiamo poi scoperto, questa era una via di fuga per i minatori dalla rete di cunicoli sotterranei che si snodavano sotto ai nostri piedi.

Seguendo il percorso costiero, abbiamo camminato dalla miniera di Botallack fino a Levant Mine.

Levant Tin Mine

Levant Mint, in lontananza
Il complesso di Levant Mine, vista da lontano

I vecchi impianti della Levant Tin Mine, assieme agli altri edifici minerari lungo questo tratto di costa, fanno parte del Cornish Mining World Heritage Site.

Questa antica miniera, specialmente, venne aperta nel 1820 per rimanere operativa fino al 1930 nell’estrazione del rame e dello stagno, sotto la Trevithick Society.

Nel 1836 c’erano 320 uomini, 44 donne e 186 bambini impiegati nel sito, alcuni di appena 11 anni.

Oggi la Levant Mine è un museo gestito dal National Trust. Nel visitare la Levant Tin Mine potrete vedere all’opera l’antico motore a vapore utilizzato per estrarre l’acqua, il Levant Cornish Beam Engine, e scoprire molto sulla storia mineraria cornish. Pensate, si tratta dell’ultimo motore a vapore al mondo, funzionante, a trovarsi nel suo sito originario! Costruito da Harveys of Hayle nel 1840, è forse inoltre il più antico motore a vapore della Cornovaglia. Fu il primo ad essere salvato dalla Società Trevithick negli anni ’30 e successivamente restaurato dai suoi volontari affettuosamente conosciuti come “Greasy Gang“.

Il corridoio di un vecchio edificio, probabilmente usato come abitazione, presso la Levant Mine sulla Tin Coast
Visitando uno dei molti edifici antichi sparsi nei pressi della Levant Mine

Altre location dall’acclamata serie Poldark

Gli appassionati della serie britannica Poldark, che io stesso ho guardato e apprezzato, saranno felici di scoprire come il motore ad avvolgimento restaurato dal National Trust è stato come ambientazione del laminatoio di Tressider di Poldark.

Nel visitare la miniera è inoltre possibile scendere sottoterra e visitare uno dei tunnel d’igresso al reticolo di miniere.

Lo sapevi che…?

Il sito di Levant Tin Mine fu sede di uno dei pegiori disastri minerari della Cornovaglia. Il 20 Ottobre 1919, il motore adibito a trasportare i minatori in superficie crollò, precipitando nella miniera. Da questo incidente, 31 uomini furono uccisi e 19 gravemente feriti. Il crollo bloccò il tunnel principale, per cui i soccorritori dovettero scavare un tunnel laterale. Gli ci volle ben una settimana a raggiungere i sopravvissuti. Questa storia ha avuto un forte impatto sulla comunità locale, tale che ancora oggi echeggia nella memoria della popolazione. Questo incidente ha portato al lento declino della Levant Mine.

Passata Levant Tin Mine si raggiunge Geevor Tin Mine. In lontananza, la luminosa colonna bianca del faro di Pendeen si staglia in lontananza, sul promontorio dinanzi a noi.

Vista del faro di Pendeen da alcuni ruderi presso Levant Mine

Geevor Tin Mine

La miniera di Geevor sulla Tin Coast in Cornovaglia
La torre principale della Geevor Tin Mine

La miniera di Geevor porta con sè un importante primato: è il più grande sito minerario conservato sul territorio, ed è ai nostri giorni aperto e visitabile come attrazione, con un piccolo museo e la possibilità di scendare nei turni sotto la costa.

Fu l’ultima miniera della zona a essere chiusa per essere convertita, dopo qualche anno, nel museo odierno. Nel visitare la miniera potrete accedere al museo, dove imparare molto sulla storia mineraria cornish e sulle tecniche e strumenti utilizzati. Prendendo parte al tour guidato, potrete vedere alcuni macchinari in funzione e prendere l’ascensore, per scendere nei meandri della terra e visitare alcuni dei tunnel, rimodernati e messi in completa sicurezza.

Il sole cocente e i continui fatiscendi ci avevamo aperto una voragine nello stomaco che brontolava allegramente per la fame. Siccome avevamo altri piani per il pomeriggio, che includevano una rilassante nuotata alla spiaggia di Portchurno, decidiamo di non visitare questa miniera. Arrivati nei pressi della Geevor Mine, ci siamo affrettati in direzione del piccolo villaggio di Pendeen.

Il villaggio di Pendeen: le gallerie di ceramica e i pub caratteristici

Da piccola attività redditizia, a seguito della chiusura delle miniere Pendeen ha assunto il triste aspetto di villaggio inglese in declino. Come è accaduto per molti altri villaggi sulla costa cornish, Pendeen non è riuscita a crescere rimanendo un piccolo agglomerato di case: tutto ruota attorno al piccolo negozio del villaggio e al pub, The North Inn, dove tutti conoscono tutti e si ritrovano per scambiare due chiacchiere e una pinta di birra.

In passato The North Inn era il pub preferito dai minatori, almeno fino al 1990, quando la chiusura delle miniere ha richiesto una conversione. Oggi il pub ha una meravigliosa sala interna in mogano scuro con caminetto e bancone, e un ampio beer garden sul retro, con una fantastica vista mare.

The North Inn è stata la nostra soddisfacente pausa pranzo. Nonostante le curiose occhiate da parte degli anziani locali, intendi a chiacchierare vivacemente in uno strano accento cornish, il proprietario è stato molto gentile e ci ha portato due enormi hamburger, gustati con una pinta di birra fresca (ovviamento del birrificio St Austell, visitato verso la fine del viaggio) sotto gli ombrelloni del verde giardino.

Usciti ben ristorati e riposati dal pub, decidiamo di fare visita allo zio del mio coinquilino, esperto lavoratore di ceramica nel suo negozio e bottega: Pendeen Pottery & Gallery. Se vi piace questo genere di cose, fateci un giro: ogni giorno produce degli oggetti davvero unici! Da lui e dalla moglie, un’abilissima pittrice e decoratrici, abbiamo comperato un set di tazze e di tazzine da caffè ormai entrati a far parte della nostra vita di tutti i giorni!

Il cammino di ritorno verso Botallack Mine

Terminata la breve visita al villaggio di Pendeen, ci siamo incamminati lungo il sentiero di ritorno. Raggiunto facilmente l’ingresso alla Geevor Mine seguendo il marciapiedi lungo la strada, ci siamo trovati di fronte a due possibilità: seguire nuovamente l’itinerario di andata, lungo la costa, o completare l’itinerario ad anello attraverso la campagna.

Essendo già stati su queste coste per due volte, anzichè proseguire verso Pendeedn Lighthouse e Portheras Cove decidiamo la strada più breve e veloce, quella che taglia attraverso i campi.

Dopo un tratto di camminata raggiungiamo Levant Road, affiancando un gruppo di case. Lasciamo il sentiero, attraversiamo la strada e riprendiamo il percorso attraverso il viottolo che affianca, sulla destra, un paio di bassi cottage.

Proseguiamo quindi in direzione di Manor Farm e del sito di Botallack Mine, dove raggiungiamo Count House chiudendo così l’escursione ad anello sulle coste della Tin Coast in Cornovaglia.

Come arrivare a Pendeen per l’hiking lungo la Tin Coast

Per quanto l’itinerario completo abbia inizio da Cape Cornwall, per via della caldissima giornata di sole abbiamo deciso per un’escursione più breve, lasciando l’auto al parcheggio gratuito di  Botallack mine’s ‘Count House’ in the National Trust car park, nei pressi della Count House.

Potete facilmente raggiungere Pendeen e la Tin Coast in auto seguendo l’Atlantic Highway da St Ives, a nord, o l’A3071 da Penzance.

Per arrivare alla miniera di Botallack in autobus, prendete l’autobus numero 18 da Penzance o il bus della linea L9 da St Ives.

Cosa vedere nei dintorni di Pendeen: passeggiate, escursioni e attrazioni

Se avete tempo, potreste considerare di passare altro tempo ad esplorare questo incredibile tratto di costa, seguendo i tracciati del South West Coast Path.

Ecco due naturali continuazioni del tragitto che vi ho proposto:

Cape Cornwall e la Kenidjack Valley

Vista della verde valle di Kenidjack-Valley e del promontorio di Cape Cornwall, in lontananza
Vista di cape Cornwall dall’alto della Kenidjack Valley

Una delle passeggiate più belle è quella che, da Botallack Mine conduce a Cape Cornwall fino alla Kenidjack Valley. Questa zona è meno conosciuta ma altrettanto bella. Si rimane facilmente impressionati nel vedere questa stretta e brulla valle, percorsa da un vivace ruscello, costellata qua e là dai resti di antichi edifici minerari. Un perfetto esempio dell’impervia vita dei minatori!

Pendeen Lighthouse e il bagno a Portheras Cove

Un’ulteriore aggiunta al percorso ad anello sulla Tin Coast è quello che dal villaggio di Pendeen (o proseguendo verso nord sulla South West Coast Path, anzichè svoltare a destra verso la Geevor Mine e il centro di Pendeen) porta al faro di Pendeen e alla spiaggia nascosta di Portheras Cove.

La passeggiata, di circa 4 Km, può anch’essa essere intrapresa come un percorso ad anello, raggiungendo il faro di Pendeen, Portheras Cove, e poi rientrare verso il centro di Pendeen, per ritornare verso Geevor Mine e Botallack Mine. Si tratta di un percorso simile a quello attraverso le miniere sulla Tin Coast, con un tratto costiero iniziale che ritorna poi attraverso la verde campagna cornish.

Come primo step, raggiungiamo il faro di Pendeen.

Il faro di Pendeen, la Pendeen Lighthouse, venne costruito nel 1891 come ultima postazione di avvistamento e segnalazione lungo la costa a ovest, prima di raggiungere Land’s End. Ancora operativo, è stato automatizzato nel 1995.

Il faro della Pendeen Lighthouse
Pendeen Lighthouse

Da qui, si prosegue sulla costa per seguire in direzione di Portheras Cove, costeggiando la costa fino a Pendeen House. Questo antico edificio, risalente al 1570, è un perfetto esempio, uno dei pochi rimasti, di casa patronale cornish.

SI prosegue quindi ancora, seguendo una breve deviazione a sinistra che, dopo l’unico ruscello presente, scende fino a Portheras Cove.

Portheras Cove vista dalla Pendeen Lighthouse
Scorcio di Portheras Cove, sulla destra, dalla Boat Cove accanto alla Lighthouse, luogo dove sbarcavano i contrabbandieri

Affiancata da scogliere a strapiombo alla foce della valle poco profonda sotto Pendeen, la spiaggia di sabbia bianca di Portheras Cove è di proprietà del Ducato di Cornovaglia. Per molti anni, parti della spiaggia sono state vietate al pubblico a causa di pericolosi frammenti di una nave mercantile britannica naufragata qui nel 1963. Costruita nel 1940, la MV Alacrity stava trasportando un carico di antracite quando si è arenata sugli scogli e Rotto. La spiaggia è stata ripulita nel 2004.

Proprio per questo, Portheras Cove non è tra le spiaggie più conosciute, forse anche perchè difficilmente da raggiungere e dotata di pochi posti auto, anche questi ben lontani.

La spiaggia di Portheras Cove sulla Tin Coast in Cornovaglia
Portheras Cove vista dall’alto

Una volta lasciata la spiaggia, consigliata per una piacevole (ma gelida) nuotata tra le acque candide dell’oceano, si riprende il sentiero in direzione di Portheras Farm. Passata la fattoria, fiancheggiando la siepe, ignorate il sentiero di sinistra per prendere l’imbocco di destra proseguendo in direzione Boscaswell. Raggiunta la strada che porta al faro di Pendeen, prendete Leath Road sulla sinsitra per ricongiungervi al centro di Pendeen.

Per maggiori informazioni e una lista più dettagliata delle indicazioni, vi rilascio all’itinerario sul sito del South West Coast Path.

La zona della Penisola di Penwith e i dintorni di Pendeen sono ricche di attrazioni, alcune tra le più belle della Cornovaglia, facili da raggiungere in autobus o con un breve viaggio in auto.

Nelle vicinanze di Pendeen, potrete anche organizzarvi per visitare:

  • Kenidjack Carn, il cerchio di pietre che i locali superstiziosi avevano identificato come il parco giochi di giganti e spirti maligni;
  • Cape Cornwall, uno dei due unici promontori in Gran Bretagna. Si tratta del Land’s End originale, riconoscibile dall’iconico comignolo risalente al 1984. L’area è particolarmente famosa per i Brisons Rocks, una serie di scogli al largo la fonte di molti naufragi e ora un rifugio sicuro per gli uccelli marini; e per Kenidjack Valley, un antica sede d’estrazione mineraria dall’aspetto davvero spettrale! In cima a Cape Cornwall, nascosto alla vista, troverai il punto di osservazione della National Coastwatch Institution più occidentale del Regno Unito. C’è un parcheggio National Trust (gratuito per i membri) e un piccolo cafè.
  • St Ives: la più famosa cittadina cornish, riconosiuta come una tra le più premiate cittadine balneari del Regno Unito. Tra le strade acciottolate, i cottage bianchi e il porto storico troverete tutto ciò che si può volere da una meta turistica estiva: negozietti di ogni tipo, locali dove bere ottimo gin e mangiare del pesce freschissimo, musei e gallerie d’arte moderna e contemporanea, spiagge sabbiose e fari che hanno ispirato grandi scrittori del passato, come Virginia Woolf. Per maggiori informazioni, vi rimando al mio blog post di approfondimento su St Ives e dintorni.
  • Sennen Cove Beach: è una delle spiagge più belle di Cornovaglia, una lunga distesa di dune di sabbia dorata, sormontate da file d’erba verde, su di un tratto d’oceano davvero calmo e limpido.
  • Land’s End: il punto più a sud-ovest del paese, dove in passato si pensava che il mondo avesse fine. Per quanto sia uno dei luoghi che ho meno apprezzato dei miei viaggi in Cornovaglia (la ritengo troppo turistica), rimane comunque una location piacevole grazie alle meravigliose scogliere e dei percorsi escursionistici sulla costa. Per maggiori informazioni, vi rimando al mio blog post di approfondimento su Land’s End e dintorni.
  • Portchurno Beach e Minack Theatre: con le sue acque color turchese che approdano sulla stretta e lunga spiaggia di sabbia chiara protetta da alte scogliere, quella di Portchurno, tanto simile a una spiaggia tropicale, è un luogo unico nel suo genere. Proprio sopra la spiaggia si trova il Minack Theatre, un meraviglioso anfiteatro all’aperto con vista mare, famoso per essere costruito interamente in pietra e per ospitare una lunga serie di spettacoli di musica d’arte e d’opera. Il tutto accompagnato dal cullare delle onde.

Le altre miniere da visitare in Cornovaglia: le zone più famose

Concludo infine con una breve lista delle altre zone minerarie da visitare in Cornovaglia, una carrellata dei siti più scenografici e meglio conservati che vi permetteranno di completare la vostra scoperta della storia e della tradizione mineraria cornish:


Guida completa alla visita della Cornovaglia

Navigando nel blog, con il tag “#guida alla Cornovaglia”, potete trovare una serie di post utili per organizzare il vostro viaggio low cost in Cornovaglia.

La copertina di una guida completa alla visita della Cornovaglia

La guida include una vasta raccolta di informazioni, tra cui:

Troverete inoltre una guida ai migliori villaggi sul mare della Cornovaglia, raffigurati sulla mappa sottostante:

Una mappa della Cornovaglia, con sopra segnati alcuni dei villaggi più belli della Cornovaglia.

Spero che questo blog post abbia risposto a tutte le domande che stavate cercando, o vi abbia eventualmente permesso di scoprire una zona meravigliosa di cui non eravate a conoscenza.

L’area della Tin Coast ci è piaciuta davvero molto, tanto che ci sono tornato per due anni di fila. Di sicuro non mancherà una terza e una quarta, insomma, l’avete capito: ci tornerò per un’escursione ogni qualvolta viaggerò in Cornovaglia!

Se avete domande o curiosità da chiedermi, non esitate a lasciare un commento o a scrivermi un’email: vi leggo e rispondo sempre molto volentieri!

Nel frattempo, buona serata e buon viaggio!


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