Cosa ho imparato viaggiando

Mono no aware: l’insegnamento per apprezzare la bellezza del presente

Tramonto su di una pianura con un albero al centro.

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Mono no aware è un modo di dire giapponese che, come molti altri, non ha una tradizione in italiano.

Indica però qualcosa di davvero importante da esercitare in viaggio e che, per quanto molto difficile da raggiungere, farebbe bene mettere in pratica ogni giorno per portare avanti una vita consapevole:

Nulla è immutabile e sopravvivere allo scorrere del tempo, tutto ciò che esiste è unico e temporaneo, transitorio, ma non per questo deve essere pianto, ma accettato e apprezzato al tempo presente, con consapevolezza, perchè proprio da lì viene la sua bellezza.

Il significato di “mono no aware” è complesso e varia a seconda del contesto, ma viene da tempo utilizzato per rappresentare il sentimento di serena malinconia che si prova di fronte alla bellezza della temporaneità della vita: capace di sbocciare inaspettatamente in modo appariscente, e allo stesso tempo delicata e fragile, soggetta all’improvviso e imprevisto vento del cambiamento.

Si tratta di un concetto all’apparenza molto semplice ma alquanto difficile da mettere in pratica. Noi occidentali non siamo molto orientati a vivere il presente con consapevolezza e serinità, in quanto siamo frequentemente troppo impegnati a rimuginare sul passato e ad allontanare le preoccupazioni future.

Quando la nostra mente non è proiettata in un’altro tempo, capita spesso di essere troppo indaffarati a tenere in piedi i nostri impegni dimenticando di godere del presente nella nostra vita, l’unica cosa davvero importante e l’unica per cui non dobbiamo nulla a nessuno, ma che tristemente viene sempre messa in secondo piano.

L’idea di accettare e apprezzare lo scorrere naturale della vita, vivere il presente con presenza, senza aspettative e con consapevolezza, e quindi rimanere aperti e sorpresi di fronte al fiorire di bellezze inaspettate, sono concetti che ritornano spesso in molte culture orientali e offrono una lezione preziosa che, forse andata dimenticata da noi, possiamo riprendere da loro.

Mono no aware: acquisire consapevolezza sulla bellezza del presente

Fioritura dei ciliegi con vista sul monte Fuji

Mono no aware (da monocose” e aware pathos“) viene utilizzato per indicare una concezione estetica della realtà, della natura e del comportamento umano. Si riferisce al pathos, alla partecipazione emotiva, che si provano di fronte alle bellezze transitorie, delle cose e degli attimi che svaniscono in maniera incontrollabile, e che proprio perché temporanei generano in noi un misto di malinconia e di accettazione.

L’esempio più lampante di mono no aware è la celebrazione della fioritura dei ciliegi, l’hanami (ammirare i fiori), fioritura non particolarmente più bella di quelli di un melo o di un pesco, ma destinata a scomparire nel giro di due settimane, e per questo apprezzata in maniera malinconica. Esempi molto simili nella natura sono rivolti alle foglie d’autunno, l’alba e il tramonto, le fioriture di stagione.

C’è commozzione di fronte a un tramonto perchè ne percepiamo la bellezza, con la naturale consapevolezza che è un evento unico ogni sera, irripetibile, e che presto avrà fine.

Questi sono tutti esempi della fugacità della vita umana e dell’impermanenza della realtà. Con il concetto di mono no aware si vuole accettare lo scorrere del tempo e del suo fluire, in maniera irreversibile, in avanti, senza la possibilità di tornare indietro.

Mono no aware porta alla luce come ciò che manca e non fa più parte della nostra quotidianità, tanto frenetica e sempre più soffocata da obiettivi e aspettative che si fanno man mano più grandi e difficili da raggiungere, è la consapevolezza del presente a cui ormai non prestiamo più attenzione, dell’attimo di estrema bellezza che si può ricondurre non solo alle meraviglie temporanee come quelle del tramonto o dell’hanami, ma anche agli aspetti più profondi, flebili e per questo spesso sopravvalutati, della vita di tutti i giorni.

Il mutare delle stagioni, lo sbiadire del romanticismo, lo scorrere della vita non devono essere pianti, ma nemmeno vissuti da spettatore. Tutti questi attimi di vita vanno apprezzati, perchè proprio nella loro imprevedibilità e impermanenza sta la loro importanza e la loro bellezza.

Ogni attimo della nostra vita può essere un nuovo mono no aware, anche la semplice presenza di una persona nel nostro viaggio personale; bisogna avere il coraggio di riprendere consapevolezza della propria esistenza e dello scorrere del tempo a cui non c’è rimedio, se non riuscire a cogliere nel nostro presente l’aspetto particolare che lo rende tale.

Accettare lo scorrere del tempo è il primo passo per apprezzare il presente

Mono no aware è infatti empatia verso le cose, ossia la capacità di cogliere la bellezza nella fragilità e nell’imperfezione dell’esistenza destinata a durare poco, molto spesso anche un solo battito di ciglia, fino a sentirsi emotivamente partecipi di questa condizione e di sè stessi in quell’attimo.

Praticare il mono no aware significa accettare che tutto è transitorio e destinato a cambiare, osservare con malinconia ammirazione lo scorrere inevitabile del tempo su di un evento, una storia, uno spettacolo della natura che in questo momento è, ma in quello successivo non c’è più.

Se tutto questo porta a generare tristezza ci offre anche un importante insegnamento. È proprio il cambiamento, la transitorietà delle cose, a renderle uniche ed esaltarne la bellezza.

Accettare lo scorrere del tempo vi aiuterà ad accettare quello che non si può cambiare

Il presente va apprezzato e goduto per quello che è. Si tratta di un attimo fuggente, unico e irripetibile, che non avrà mai modo di ripetersi nello stesso modo. Ugualmente, nemmeno noi siamo e saremo gli stessi in due instanti diversi della nostra vita.

Capita spesso di essere troppo impegnati a costruire obbiettivi e ad immaginare traguardi che non ci rendiamo conto del tempo che scorre attorno a noi e del presente che se ne va. Per questo il cambiamento, in noi stessi e in ciò che ci circonda, spesso ci spaventa. Può coglierci impreparati, sorprenderci, perchè non siamo attenti a quello che accade nel nostro presente.

Gran parte della sofferenza umana deriva dall’incapacità di saper accettare il cambiamento, il distacco, la fine. La vita è un implacabile scorrere di avvenimenti, di inizi e di cessazioni. Accettarlo significa capire che non bisogna affannarsi nel tentativo opporsi allo scorrere della vita, ma quantomai adattarsi al flusso degli eventi.

La transitorietà delle cose, il cambiamento, non deve essere vissuto con angoscia, ma quantomai visto come un invito a godere del presente e degli attimi di autentica bellezza.

Proprio perchè irreversibile, di fronte all’accettazione che la vita è precaria ci si rende conto che non ha molto senso affannarsi troppo nel cercare di inseguirla e aggiustarla, ma è meglio adattarsi al cambiamento e saper godere al meglio della bellezza del presente.

Riflettere sulle esperienze passate non è sbagliato se lo si fa con l’intenzione di imparare qualcosa, diventarne coscienti, per poi lasciarla andare. Molti di noi si fanno però influenzare dal passato, diventano succubi dei ricordi, delle sensazioni e delle emozioni senza accettare che quello che è stato non si può cambiare, portando avanti un’esistenza assente dal presente.

Lo stesso vale per il futuro. E’ importante guardare al domani, fare progetti, programmare, ma senza la volontà di tenere tutto sotto controllo e trasformare i nostri pensieri in un’ossessione che ci rende infelici, angosciati e preoccupati.

Entrano in gioco fattori troppo grandi per essere controllati e anche se pianifichiamo sempre tutto, non abbiamo la certezza che ogni cosa andrà per il verso giusto, ma neanche che qualcosa andrà per quello sbagliato. Questa è la natura della vita, la realtà, che in quanto tale è imprevedibile, soggetta a cambiamenti e che abbiamo il dono di vivere in prima persona.

Piuttosto che arrendersi di fronte al cambiamento e all’imprevedibilità della vita, sarebbe giusto cercare di capire se una situazione inaspettata può insegnarci qualcosa di nuovo, cogliere la chiave di reazione e vivere da questa spinta motivazionale non tanto l’obbligo di risollevarsi, ma la volontà di rimanere partecipe della nostra vita e prendere noi le scelte e le decisioni che andranno a tracciare il nostro destino.


Da quando lotto contro la depressione, Vado in TheraTrip è diventato la mia volontà di rimanere partecipe alla vita e di fare pace con il passato. A volte si tratta solo di trovare la chiave di svolta. Il viaggio, fatto di esperienze e di tantissime persone meravigliose che hanno creduto in me, è stata la mia.


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