Napoli

Cosa vedere a Napoli in un giorno: itinerario a piedi con mappa

Chiesa di San Francesco da Paola a Napoli.

Colorata, luminosa, caotica, misteriosa. È Napoli, la città delle mille contraddizioni, quella da osservare e da comprendere. Napoli resta sempre fedele a se stessa, strettamente legata alle sue radici e tradizioni. Celebrata nei secoli da alcune delle più belle canzoni e poesie della musica italiana, questa città vanta un patrimonio culturale e artistico immenso, nascosto addirittura sotto terra. Anche se non basterebbe una vita intera per conoscere ogni sfaccettatura di questo posto meraviglioso, nell’eventualità in cui abbiate solo un giorno a disposizione per visitarla ho creato per voi un itinerario a piedi con mappa che vi svelerà cosa vedere a Napoli in un giorno, con suggerimenti su esperienze, cose da fare (e da non fare) e dove mangiare.

Riuscirete, in poche ore, a sentirvi immersi nel caos di Napoli, a percepire i profumi, i sapori e l’atmosfera dei vicoli e delle strade. E vi prometto che ve ne innamorerete, tanto da non vedere l’ora di tornarci.

Ecco che cosa troverete continuate a leggere:

Itinerario di un giorno a Napoli

L’itinerario a piedi è pensato per chi arriva in treno alla stazione di Napoli Centrale oppure in aereo dall’aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino, collegato comodamente alla stazione tramite il servizio navetta Alibus. Per questo motivo il percorso partirà dalle zone limitrofe alla stazione e toccherà tutto il centro storico. Non preoccupatevi se, a un certo punto, dovreste imboccare la strada sbagliata. Mio nonno, nato in via Gennaro Serra, appena dietro Piazza del Plebiscito, mi ha sempre detto che se mai mi fossi persa per Napoli avrei dovuto imboccare tutte le strade in discesa e sarei arrivata direttamente al porto. Niente paura, quindi! Al più, vi ritroverete al Molo Beverello.

Abbiamo raccolto l’itinerario di Napoli in un giorno nella mappa sottostante. La passeggiata si snoda attraverso la città in un percorso di 9 Km percorribili in 2 ore di cammino continuativo (se non consideriamo le strade affollate del centro). Non vi preoccupate delle distanze: avrete tempo a sufficienza per godervi la città e respirare la sua straordinaria cultura!

Come spostarsi a Napoli

Il miglior modo per spostarsi nel centro storico di Napoli è sicuramente a piedi, perché le distanze non sono eccessive da un punto di interesse all’altro.

In ogni caso Napoli conta di due linee della metropolitana (la linea 1 e la linea 6), quattro linee della funicolare (Chiaia, Montesanto, Centrale e Mergellina) e un servizio di autobus che però vi sconsiglio di considerare, essendo il traffico di Napoli spesso congestionato.

Tutti i mezzi di trasporto sono gestiti dall’ANM, l’Azienda Napoletana Mobilità e un singolo biglietto, per 1 corsa su una qualsiasi delle linee di ANM costa 1.10 euro (urbano) o 1.30 (suburbano).

Potete acquistare i biglietti alle macchinette, al desk delle fermate in metropolitana o a bordo, pagando 1.50 euro. Il biglietto giornaliero, valido fino alle ore 24:00 del giorno della convalida, costa 3.50 euro e può essere una buona opzione per coprire lunghe distanze.

Da Piazza Garibaldi a Via Duomo

Galleria di Piazza Garibaldi a Napoli.

Il punto di partenza del nostro itinerario a piedi di Napoli è la stazione di Napoli Centrale, la cui uscita principale dà direttamente su una delle piazze più caotiche e rappresentative della città: Piazza Garibaldi.

Il nome, ovviamente, si deve all’enorme statua dedicata a Giuseppe Garibaldi, proprio di fronte all’iconico palazzo riportante l’insegna pubblicitaria storica della “Kimbo“, la marca di caffè napoletano. Dal 2015 la piazza ospita a pieno ritmo la Galleria Piazza Garibaldi, una galleria commerciale scoperta arricchita da opere di Michelangelo Pistoletto, con ristoranti e negozi all’aperto. Vi passerete solo velocemente, diretti a Corso Umberto I, conosciuto dai napoletani (mio nonno incluso) semplicemente come “Rettifilo“. L’imbocco di questa lunga strada, a un certo punto, vi porterà con una svolta a destra lungo via Duomo, lì dove iniziano davvero le cose da visitare a Napoli in un giorno.

Percorrete la via per qualche centinaio di metri e vi troverete sulla destra il duomo di Napoli.

Il duomo di Napoli e la Cappella del Tesoro di San Gennaro

Facciata del Duomo di Napoli.

Il duomo di Napoli è quel mistero ancora più grande del miracolo di san Gennaro: non si sa mai quando è aperto. Ufficialmente, gli orari segnalati lo danno chiuso a orario di pranzo, ma non sono state rare le volte in cui mi sia trovata sul gradini del sagrato a guardare sconsolata il portone inesorabilmente chiuso della cattedrale. Eppure, se avete la fortuna di entrarvi, troverete un esempio di vera bellezza.

A dispetto di quanto molti credono, il duomo non è dedicato a san Gennaro: il nome completo è, infatti, cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta. L’attuale basilica monumentale ha inglobato, in realtà, due edifici preesistenti. Entrando, a sinistra si torva la basilica di Santa Restituta, che preserva al suo interno il battistero di San Giovanni in Fonte, il più antico d’Occidente; a destra la cappella del Tesoro di San Gennaro, con le reliquie del santo patrono della città.

Il duomo è stato consacrato nel XIII secolo ed è ora un intricato insieme di stili architettonici: dal gotico al barocco, fino al Neogotico, con la basilica-cappella di Santa Restituta risalente all’epoca paleocristiana (IV secolo).

Al duomo, tre volte l’anno il Vescovo di Napoli si riunisce con i fedeli per celebrare il miracolo di San Gennaro, ovvero la liquefazione del sangue del Santo, custodito all’interno di un’ampolla. La tradizione e la superstizione napoletana prevede che, se il sangue non si scioglierà, allora la città dovrà aspettarsi qualche conseguenza negativa. Che si creda o meno, il momento del miracolo di San Gennaro è molto solenne e sentito dai napoletani.

Avevo già raccontato qualcosa su questo santo molto amato in Campania nell’articolo Puteoli sacra: informazioni per la visita al Rione Terra di Pozzuoli.


Informazioni di visita al duomo di Napoli

  • Orari:
    • lunedì – venerdì: / 8:30 -13:30 / e / 14:30 – 19:30 /;
    • sabato – domenica: / 8:30 -13:30 / e / 16:30 – 19:30 /;
  • Costo:
    • Ingresso gratuito.
  • Durata della visita: 30 minuti;
  • Sito web ufficiale: link al sito.

Via dei Tribunali

Pizzeria presso via dei tribunali a Napoli.

Usciti dal Duomo tornate leggermente sui vostri passi prima di imboccare una laterale sulla destra: vi troverete in via dei Tribunali, uno dei centri nevralgici della città. Stretta, chiassosa e caotica, questa strada è tuttavia il paradiso dello street food napoletano, il totale di cosa mangiare a Napoli in un giorno: pizze a portafoglio, pizze fritte, frittatine di pasta, crocché e “palle di riso”, babbà in bicchiere, sfogliatelle ricce e frolle.

Passerete davanti al banco della pizzeria Di Matteo, dove la fermata è d’obbligo per assaggiare una delle sue inimitabili e strepitose frittatine di pasta fumanti. Fate qualche passo avanti per uno stop da Zia Esterina Sorbillo, dove mangiare una delle celebri “pizze fritte ricotta e cicoli“: con la vostra pizza avvolta nella classica carta marrone per fritti, tornate qualche metro indietro, fino alla basilica di San Paolo Maggiore. Proprio di fronte alla facciata della chiesa parte la celebre via San Gregorio Armeno.

Via San Gregorio Armeno

Via San Gregorio Armeno a Napoli.

San Gregorio Armeno è una delle strade più visitate di Napoli sotto il periodo natalizio ed è una delle esperienze da fare a Napoli davvero immancabile. Qui, infatti, vengono realizzati i più bei presepi della tradizione napoletana. I negozi artigianali di presepi sono aperti tutto l’anno e io vi consiglio caldamente di visitare questa strada in un momento più tranquillo, così da godere appieno della bellezza e dei particolari dell’artigianato napoletano. In particolare, fate un salto dai F.lli Capuano – Presepi e Pastori: questo negozio, situato in un piccolo cortile all’aperto, cela dei veri e propri tesori. Con il contributo di 1 euro potrete inoltre visitare il presepe fatto a mano più grande del mondo.

Spaccanapoli

Via Spaccanapoli a Napoli.

Finita la visita di San Gregorio Armeno, proseguite scendendo e arriverete in quella porzione di Spaccanapoli che si chiama “Via San Biagio dei Librai“. Procedendo verso destra vi troverete nel cuore della strada chiamata Spaccanapoli proprio perché attraversa tutta la città, dividendola in due. Spaccanapoli è il luogo perfetto per mangiare a Napoli centro: anche qui incontrerete ogni forma di cibo possibile e immaginabile e potete fermarvi per la pausa pranzo in diversi locali o pizzerie, oppure prendere d’asporto. Proseguendo lungo Spaccanapoli (in realtà lungo via Benedetto Croce, vero nome della strada) vi ritroverete a osservare diversi capolavori. Passerete accanto alla sede storica dell’Orientale, una delle università di Napoli, attraverserete Piazza san Domenico Maggiore dove potrete vedere la splendida chiesa omonima. E proprio qui, a Piazza san Domenico, fate una piccola deviazione per recarvi alla Cappella Sansevero, che conserva una delle opere più straordinarie della scultura settecentesca: il Cristo Velato.

Cappella Sansevero e Cristo Velato

Il Cristo Velato di Napoli.

Il Cristo Velato è un’opera in marmo realizzata dallo scultore Giuseppe Sanmartino nel 1753 su richiesta dello scienziato Raimondo di Sangro. La sua bellezza e fama è tale da rendere impossibile la visita alla Cappella Sansevero a meno di non prenotarla con largo anticipo. La statua, a dimensioni naturali, rappresenta il Cristo avvolto nel sudario e il realismo con cui è stata realizzata è stupefacente: vene, muscoli, ogni piccolo dettaglio del corpo di Cristo è stato perfettamente riprodotto e traspare sotto il “velo” di marmo creato dallo stesso blocco di pietra della statua. Ai piedi del Cristo si trovano la corona di spine, i chiodi e una tenaglia.

Il mistero del Cristo Velato

Per molti anni la statua del Cristo Velato è stata avvolta nel mistero proprio a causa dell’estremo realismo con cui è stata realizzata. Era opinione comune che Raimondo di Sangro, alchimista affermato, avesse insegnato allo scultore Sanmartino la tecnica per calcificare i tessuti in cristalli di marmo, e ciò avrebbe spiegato l’incredibile risultato ottenuto dall’artista. In realtà recenti studi hanno dichiarato che il velo fa davvero parte del blocco di marmo con cui è stata realizzata la statua e il suo realismo è merito solo della bravura dello scultore napoletano.

I biglietti per accedere alla Cappella Sansevero sono disponibili con 60 giorni d’anticipo. Non fate l’errore di andare senza prenotare! Il Cristo Velato è una delle cose da vedere assolutamente a Napoli e senza prenotazione, difficilmente riuscirete a entrarci.


Informazioni di visita alla Cappella Sansevero e Cristo Velato

  • Orari:
    • Mercoledì – lunedì: / 9:00 – 19:00 /;
    • Martedì: chiuso.
  • Costo:
    • Intero: 10 euro;
    • Soci FAI: 8 euro;
    • Ridotto (10-25 anni): 7 euro;
    • Gratuito: minori di 9 anni;
    • Disabili con accompagnatore: 7 euro;
  • Durata della visita: 30 minuti;
  • Sito web ufficiale: link al sito.

Complesso Monumentale di Santa Chiara

Dopo lo stop al Cristo Velato tornate a Spaccanapoli e seguite la strada fino ad arrivare al Complesso Monumentale di Santa Chiara. Il Complesso è stato costruito a più riprese a partire dal 1310 per volere del re di Napoli Roberto d’Angiò e della moglie Sancia di Maiorca. Fanno parte del Complesso la chiesa gotica dedicata a Santa Chiara, il convento e il monastero, al cui interno si sviluppa un meraviglioso chiostro maiolicato con scene vegetali e scene tratte dalla vita quotidiana risalente al 1742, a opera dell’architetto Domenico Antonio Vaccaro. Le pareti laterali del chiostro presentano affreschi seicenteschi con Santi ed episodi dell’Antico Testamento.

I chiostri di Santa Chiara a Napoli.

Dal chiostro si accede anche al Museo che collega direttamente agli scavi di uno stabilimento termale romano risalente al I secolo d.C. da poco portato alla luce. La basilica è altrettanto bella: distrutta quasi completamente durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, è stata ricostruita seguendo l’originale stile gotico. Perfino Giotto, durante il suo periodo a Napoli, aveva lavorato in questo cantiere, ma dei suoi affreschi restano solo pochi resti nel coro delle clarisse.


Informazioni di visita al Complesso Monumentale di Santa Chiara

  • Orari:
    • Chiostro Maiolicato e Museo
      • lunedì – sabato: / 9:30 – 17:30 /;
      • domenica: / 10:00 – 14:30 /;
    • Basilica di Santa Chiara
      • lunedì – sabato: / 8:00 – 12:45 / e / 16:30 – 20:00 /;
      • domenica: / 9:00 – 12:45 / e / 16:30 – 20:00 /;
  • Costo:
    • Intero: 6 euro;
    • Ridotto (insegnanti, universitari under 30, 65+): 4,50 euro;
    • Tariffa speciale (8-18 anni): 3,50 euro.
  • Durata della visita: 1 ora;
  • Sito web ufficiale: link al sito.

Piazza e Chiesa del Gesù Nuovo

L'obelisco di Piazza del Gesù a Napoli.

Dopo la visita al Complesso Monumentale di Santa Chiara uscite verso la piazza del Gesù Nuovo. Qui vedrete il grande obelisco barocco dell’Immacolata, uno dei tre obelischi di Napoli assieme a quello di San Gennaro e di San Domenico. Un lato della piazza è occupato dalla Chiesa del Gesù Nuovo, una monumentale costruzione con la facciata a bugnato risalente al 1470. Se la trovate aperta (è attualmente in restauro) vi consiglio di entrare qualche minuto a osservare le magnifiche decorazioni marmoree barocche dell’interno. La Chiesa del Gesù Nuovo è ad accesso libero ed è sicuramente un’immancabile cosa da vedere a Napoli gratis.

Il soffitto della Chiesa del Gesù a Napoli.
La cupola della Chiesa del Gesù nuovo.

Informazioni di visita alla Chiesa del Gesù Nuovo

  • Orari:
    • lunedì – sabato: / 08:00 – 13:00 / e / 16:00 – 19:30 /;
    • domenica: / 08:00 – 13:45 / e / 16:00 – 20:00 /;
  • Costo:
    • Gratuito.
  • Durata della visita: 20 minuti;
  • Sito web ufficiale: link al sito.

Dopo la breve visita alla Chiesa del Gesù Nuovo proseguite lungo Spaccanapoli fino ad arrivare a una delle strade più percorse, grandi e celebri di Napoli: via Toledo, il cuore del centro storico partenopeo.

Via Toledo

Nessun nonno napoletano vi dirà mai che la lunga strada che unisce Piazza Dante a Piazza Trieste e Trento si chiama “via Toledo”. Mio nonno, almeno, l’ha sempre chiamata “via Roma“, così come era conosciuta dal 1870 al 1980, in onore della capitale del Regno d’Italia. E il nome Via Roma è rimasto nel cuore dei napoletani che ancora la ricordano così e faticano ad accettare il “nuovo” toponimo, dedicato al viceré Pedro Àlvarez de Toledo che ne aveva richiesto la costruzione nel 1536. È una strada larga e ariosa, in parte pedonale (cercate comunque di camminare sui marciapiedi), che passa proprio accanto a una zona molto famosa di Napoli, i Quartieri Spagnoli. I Quartieri sono davvero caratteristici, con i loro vestiti stesi tra casa a casa, le locande tipiche e i venditori ambulanti di “muss e call’ e trippa” con sale e limone.

I quartieri spagnoli di Napoli

Via Toledo (o via Roma, come preferite) è la strada dello shopping del centro storico. Qui si trovano le principali catene di negozi, palazzi d’importanza storica, musei minori e gallerie (come le Gallerie d’Italia), oltre a ottimi locali di street food napoletano. In via Toledo si trova anche la metropolitana dichiarata ” tra le più belle al mondo: per entrarvi è ovviamente necessario il biglietto, ma se avete modo di spostarvi in metro1 vi consiglio di scendere alla fermata Toledo e ammirare l’architettura e le installazioni all’interno.

La metropolitana alla fermata Toledo di Napoli.

Proseguendo lungo via Toledo vi troverete a un bivio “morale”. Sulla destra svetterà l’insegna di Pintauro, una delle pasticcerie più antiche e caratteristiche di Napoli, specializzata nella sfogliatella riccia e frolla. Sulla sinistra, invece, si presenterà via Santa Brigida che, nel mezzo, ospita la seconda sede di Poppella, pasticceria nata nel quartiere Sanità e ufficiale creatrice dei “Fiocchi di Neve“, deliziosi dolcetti di pasta brioche ripieni di crema al latte. Il dubbio è amletico: sfogliatella o fiocco? Io vi rispondo: entrambi, senza alcun dubbio.

Galleria Umberto I

Galleria Umberto I a Napoli

Dopo aver divorato la sfogliatella calda di Pintauro e aver sognato il paradiso con la crema al latte di Poppella, tornate con i piedi sulla terraferma ed entrate nella vicina Galleria Umberto I. La galleria è stata costruita tra il 1887 e il 1890, durante il periodo del “risanamento” di Napoli: un periodo in cui si andò a modificare completamente l’assetto della zona di Santa Brigida, fino a quel momento caratterizzata da case di malaffare, taverne dalle pessime condizioni igieniche e un numero altissimo di delitti e omicidi, oltre a essere stata il centro di ben 9 epidemie di colera.

La zona fu completamente rinnovata e oggi Santa Brigida è uno dei quartieri più frequentati e “alla moda” del centro storico. La Galleria ospita, oltre a negozi di vario genere, il Salone Margherita, il cafè-chantant di proprietà della famiglia Barbaro, la quale un tempo possedeva la maggioranza dei locali della galleria commerciale.

Lo sapevi che… ?

Per oltre cinquant’anni la Galleria Umberto I ha ospitato gli “sciuscià”, i lustrascarpe. “Sciuscià” è una storpiatura della parola inglese “shoeshine” usata dai soldati americani stanziati in Italia meridionale durante la Seconda Guerra Mondiale. La maggior parte degli sciuscià erano bambini e ragazzini in cerca di qualche soldo da portare alla famiglia. L’ultimo tradizionale sciuscià, Zì Tonino (soprannome di Antonio Vespa) è stato in attività fino alla sua morte, avvenuta nel 2018.

Teatro San Carlo

Il Teatro San Carlo di Napoli.

Posizionatevi al centro della Galleria Umberto e date un’occhiata alle varie uscite. Una di queste vi condurrà dritti davanti alla facciata del Real Teatro San Carlo, uno dei teatri lirici più prestigiosi e famosi al mondo. Fondato nel 1737, il San Carlo è stato il primo teatro nel globo a dare vita alla propria scuola di danza classica. Sul suo palco si sono esibiti grandi compositori, direttori d’orchestra e ballerini, tra cui Gioacchino Rossini, Arturo Toscanini, Stravinskij. Al Teatro San Carlo ogni anno vanno in scena i più bei balletti della musica classica. Nel 2020 ho avuto la fortuna di assistere a “Lo Schiaccianoci”, talmente toccante da piangere tutto il tempo.

Il Gran Caffè Gambrinus

Caffè Gambrinus a Napoli.

Il Teatro San Carlo si affaccia su Piazza Trieste e Trento, una piazzetta al cui centro svetta la Fontana del Carciofo. Qui si trova il celebre Gran Caffè Gambrinus di Napoli, dove dal 2010 è stata riportata in vita la tradizione del “caffè sospeso“. L’usanza nacque durante la Seconda Guerra Mondiale nel quartiere Sanità, caratterizzato dalla presenza di venditori ambulanti di caffè. I clienti ne pagavano due: uno per se stessi, l’altro restava “sospeso” e veniva messo a disposizione di chi non poteva permetterselo. Ora l’usanza è tornata al Gambrinus per cui, se volete, potete prendere un caffè al banco al costo di 1 euro (seduti 3,50€) e potete pagare un altro caffè che resta “sospeso”.

Mi raccomando, non chiedete un “espresso”! Questa è una delle cose da non fare a Napoli. A Napoli il caffè è semplicemente “caffè”, non esiste “liscio, espresso, lungo, corto, in vetro, freddo”. Vi verrà servito in una tazzina bollente, assieme a un bicchiere d’acqua che andrà bevuto prima del caffè. Berlo dopo è un’offesa al barista!

Dal libro “Il caffè sospeso” di Luciano De Crescenzo:

Una volta a Napoli, nel quartiere Sanità, quando uno era allegro, perché qualcosa gli era andata bene, invece di pagare un caffè ne pagava due e lasciava il secondo caffè, quello già pagato, per il prossimo cliente. Il gesto si chiamava ‘caffè sospeso’. Poi, di tanto in tanto, si affacciava un povero per chiedere se c’era un ‘sospeso’. Era un modo come un altro per offrire un caffè all’umanità”

Finito di sorseggiare il vostro caffè che avrà la temperatura pari a quella della lava di un vulcano, uscite dal Gambrinus e, in pochi passi, vi troverete direttamente alla piazza più grande di Napoli e una delle più grandi d’Italia: Piazza del Plebiscito.

Vista della cupola della Galleria Umberto I a Napoli da Piazza del Plebiscito.

Piazza del Plebiscito

Piazza del Plebiscito a Napoli.

Chiamata così in onore del plebiscito del 21 ottobre 1860 che dichiarò il Regno delle due Sicilie annesso al Regno d’Italia, Piazza del Plebiscito è uno dei punti chiave del centro di Napoli. Usata per manifestazioni e concerti (soprattutto quello di Capodanno), la piazza vede da un lato la mastodontica Basilica reale pontificia di San Francesco da Paola realizzata in stile neoclassico e, dall’altro lato, il Palazzo Reale di Napoli.

Palazzo Reale di Napoli

Facciata del Palazzo Reale a Napoli.

Costruito a partire dal 1604 con il progetto di Domenico Fontana su richiesta del viceré Fernando Ruiz de Castro, il palazzo è in piperno e pietra vulcanica dei Campi Flegrei ed è in stile tardo-rinascimentale. È possibile visitarlo acquistando un biglietto sul sito ufficiale, ma durante questo itinerario a piedi di Napoli in un giorno non è previsto l’ingresso. Gli interni, comunque, sono splendidi. Oltre ai bellissimi e appena restaurati appartamenti reali, il Palazzo ospita mostre temporanee (in questo momento è disponibile una mostra su Caravaggio) e collezioni permanenti. La facciata esterna ospita otto statue di otto sovrani celebri di Napoli. Da sinistra a destra: Ruggero II di Sicilia, Federico II di Svevia, Carlo d’Angiò, Alfonso V di Aragona, Carlo V d’Asburgo, Carlo III di Spagna, Gioacchino Murat e Vittorio Emanuele II di Savoia.

La barzelletta delle statue del Palazzo Reale di Napoli

Sulle ultime quattro statue della facciata, a causa della loro particolare posizione e delle loro movenze, è nata una storiella che gli anziani di Napoli amano raccontare (mio nonno incluso, ovviamente). Carlo V d’Asburgo indica una pozza d’acqua a terra e domanda: “chi ha fatto la pipì qua a terra?!”. Carlo III di Borbone, indifferente e altezzoso, risponde: “Io non so niente!”, ma Gioacchino Murat si poggia la mano destra sul petto ed esclama: “sono stato io, e quindi?”. L’ultimo, Vittorio Emanuele II, sguaina la spada e urla indignato: “Tagliamoglielo!”

Informazioni di visita al Palazzo Reale di Napoli

  • Orari Appartamento storico
    • giovedì- martedì: / 9:00 – 20:00 /;
    • mercoledì: chiuso.
  • Orari Galleria del Tempo
    • giovedì- martedì: / 9:00 – 20:00 /;
    • mercoledì: chiuso
  • Costo biglietto Appartamento + Galleria del Tempo + Mostre temporanee:
    • Intero: 10 euro;
    • Ridotto (18-25 anni): 2 euro;
    • Gratuito: minori di 18 anni.
  • Durata della visita: 2 ore;
  • Sito web ufficiale: link ufficiale.

Punto panoramico di via Nazario Sauro e Fontana del Gigante

Vista panoramica da Via Sauro a Napoli.

Proseguite appena dopo il Palazzo Reale prendendo la strada in discesa che porta al mare, via Acton. Lì arriverete al punto panoramico di via Nazario Sauro. Davanti a voi si staglierà magnifico il Vesuvio e tutto il Golfo di Napoli. Al vostro arrivo, se state seguendo questo itinerario in primavera/estate, sarà ormai vicina la golden hour: godetevi perciò i riflessi dorati del sole sul mare del golfo, dirigendovi verso la Fontana del Gigante. Una bellissima e decoratissima fontana in marmo, risalente al XVII secolo e progettata da Pietro Bernini. Da qui gli scugnizzi di un tempo si lanciavano direttamente per fare i tuffi nel mare all’epoca cristallino (testimone e protagonista: sempre mio nonno).

La fontana del gigante a Napoli.

Castel dell’Ovo

Castel dell'ovo a Napoli.

Poco oltre la fontana, superato il porticciolo di barche a vela con annesso circolo dei canottieri, vi troverete Castel dell’Ovo. Attualmente chiuso (“fino a data da destinarsi”) per lavori di ristrutturazione, il Castel dell’Ovo sorge sull’antico isolotto di Megaride. È così chiamato perché si dice che Virgilio, il Sommo poeta, vi nascose nei sotterranei un uovo in una gabbia. Da quell’uovo, dicevano i superstiziosi, sarebbero dipese le fortune e le sfortune del castello e di tutta la città di Napoli. Pare che l’uovo sia ancora da qualche parte, nascosto nei sotterranei (anche se le cronache raccontano che fu sostituito dalla Regina Giovanna I dopo il crollo di una parte del castello, su insistenza dei napoletani timorosi di tremende sciagure).

Piazza del Municipio

Il viaggio di ritorno in Stazione a Piazza Garibaldi è decisamente più breve. Tornate sui vostri passi, percorrendo nuovamente via Sario e via Acton in senso opposto. Attraversate nuovamente Piazza del Plebiscito dando un’ultima occhiata verso il colle che sovrasta la città di Napoli, con l’imponente Castel Sant’Elmo e la celebre Certosa di San Martino a dominare il cielo.

Vista di Castel Sant'Elmo da Piazza del Plebiscito a Napoli.

Proseguite sulla strada che divide il San Carlo dalla Galleria Umberto I e, dopo qualche minuto di cammino, vi ritroverete prima in via Medina, poi in Piazza del Municipio. Fermatevi qualche minuto ad ammirare il Castel Nuovo, meglio conosciuto come Maschio Angioino, con il Molo Beverello sullo sfondo. Vicina alla Fontana del Nettuno che decora i giardini della piazza troverete l’inconfondibile cartello della metropolitana. Prendete la metro linea 1 (molto recente: la stazione “Municipio” è stata inaugurata nel 2015) e tornate alla stazione di Napoli Centrale.

Maschio Angioino di Napoli.

Sarete stanchi e probabilmente affamati. Questo è quindi il momento migliore per fermarsi a rifornirvi di sfogliatelle salate da Cuori di Sfogliatella o per fermarvi al volo a mangiare una pizza (o meglio, un bel tris di frittatine di pasta) da “Franco Gallifuoco Pizzeria“.

Dove mangiare a Napoli centro

Vetrina di una pasticceria con dolci napoletani, come babà, sfogliatelle e pastiere.

Napoli è una città che vanta un enorme patrimonio culinario. Riconosciuta in tutto il mondo come la patria della pizza e del mangiar bene, a Napoli è quasi impossibile entrare in un ristorante o in una pizzeria e uscirne insoddisfatti. Le ricette tipiche sono così tante da non poter essere contate, anche perché ogni famiglia ne conserva gelosamente le varianti. Dal ragù di carne alla parmigiana di melanzane indorate e fritte, dal gateaux (detto “gattò”) di patate al cuoppo di frittura fino polipo alla luciana: troverete opzioni perfette per ogni palato e, soprattutto, per ogni tasca. Se volete trovare ottimi spunti su dove mangiare a Napoli spendendo poco, seguite i consigli del mio articolo Mangiare a Napoli lowcost: i 10 luoghi migliori secondo noi. E poi, ovviamente, fatemi sapere cosa sceglierete per pranzo!

Dove dormire a Napoli: zone e consigli

Trovare alloggi turistici economici a Napoli non è molto difficile. Nel centro storico troverete molte soluzioni comode ed essenziali, sia stanze, sia b&b che hotel. Personalmente vi consiglio di alloggiare nella zona di via dei Tribunali o Decumani per semplice comodità, perché sarete in centro e vi sposterete facilmente a piedi. Delle buona possibilità sono anche Montesanto, Dante e nei pressi del Museo Archeologico Nazionale. Al limite potete spingervi al quartiere Stella (Rione Sanità), sempre un po’ bistrattato ma in realtà molto comodo e caratteristico.

Vi sconsiglio, invece, di prendere una stanza nei quartieri Vasto, Mercato o comunque nelle zone troppo vicine alla stazione centrale, notoriamente un posto non propriamente sicuro (come in tutte le città, del resto).

Cosa vedere nei dintorni di Napoli

In questa sezione di cosa vedere nei dintorni di Napoli ho deciso di consigliarvi delle mete un po’ diverse da quelle solitamente suggerite. Pur essendo Capri, Pompei e la Costiera Amalfitana bellissime, vorrei indirizzarvi verso tre destinazioni meno considerate perché più piccole e un po’ meno famose, ma, a mio parere, davvero stupende e interessanti.

  • Ercolano: è la “sorella minore” di Pompei. Città romana ugualmente distrutta durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., ha il vantaggio di essere molto più piccola e accessibile. Se Pompei è una distesa pressoché sterminata di strade, dove è facile perdersi e dove la guida è davvero necessaria (e dove in estate si muore dal caldo), Ercolano è piuttosto concentrata e conserva delle case romane anche a due piani, dove è quindi possibile ancora oggi entrare e farsi un’idea di come doveva essere la vita del tempo (e avere un po’ di ombra durante le giornate troppo soleggiate).
  • Procida: è la più piccola delle tre celebri isole (le altre due sono Capri, appunto, e Ischia). Nonostante sia piccola, Procida è una vera e propria punta di diamante della zona. Colorata, luminosa, bellissima, ricca di storia, di cultura e di natura, scelta da Massimo Troisi come sfondo del suo ultimo film, Il Postino. Le sue spiagge e i suoi promontori vi ammalieranno e vi faranno desiderare di aver prenotato almeno una settimana in quell’angolo di pace.
  • Pozzuoli: questa città portuale è la perla della costa. Pozzuoli è stata fondata nel 531 d.C. con il nome di “Dicearchia” (la città del giusto governo) e racconta ancora oggi secoli di storia e cultura greca, passando per quella romana (momento in cui fu chiamata Puteoli) ai giorni d’oggi. Su Pozzuoli ho scritto una guida dettagliata e approfondita che racconta di tutte le principali attrazioni della città oltre a quella già citata sulle informazioni di visita al Rione Terra di Pozzuoli. Se avete un giorno da spendere nei dintorni di Napoli, scegliete questa magnifica città (e vi troverete anche più vicini a Procida!).

Altre cose da vedere a Napoli

Dovendo scrivere un itinerario di un giorno a Napoli ho dovuto operare delle scelte per me molto difficili. Per ragioni di tempo ho preferito proporvi un giro a piedi piuttosto lineare che va a toccare alcuni tra i più importanti punti di interesse del centro della città. Tuttavia, Napoli ha tantissimo altro da offrire e proprio per questo tornerò a parlarne nel corso dei prossimi mesi. Se doveste avere altro tempo da spendere a Napoli, vi consiglio di visitare:

  • Museo Archeologico Nazionale
  • Museo MADRE
  • Rione Sanità con Palazzo Sanfelice e la casa natale di Totò
  • Catacombe di San Gaudioso
  • Piazza Dante e Portalba
  • Quartiere del Vomero con Castel sant’Elmo e Certosa di San Martino
  • Quartiere Chiaia con il Lungomare di Mergellina e il Palazzo delle Arti di Napoli

L’itinerario di un giorno a Napoli è così concluso. Si tratta quasi di un tour de force in una città spesso denigrata o sottovalutata, oppure usata solo come appoggio temporaneo per visitare le più ricche Capri o la Costiera Amalfitana. Il mio consiglio è di prendervi del tempo vero per visitare Napoli, per immergervi nella sua storia e cultura. Fermatevi e cercate di capirla almeno un po’, per apprezzarla e sentirvi parte di questo mondo un po’ caotico, melodrammatico, vivace e allegro, come solo Napoli e i napoletani possono essere.

Per chiudere, se aveste interesse a scoprire altre bellezze in Campania, vi posso suggerire:

Per altre informazioni sulla visita di Napoli e sulla tradizione partenopea, vi consiglio invece:

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