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Viaggiare col nuovo DPCM del 3 Dicembre: come tornare in Italia dall’UE e dal Regno Unito

Con l’entrata in vigore del nuovo decreto ministeriale, il 3 Dicembre sono cambiate nuovamente le regole per chi viaggia. Attivo fino al 15 Gennaio, il nuovo DPCM ha definito le nuove restrizioni legate agli arrivi in Italia e agli spostamenti tra regioni.

A seconda del periodo, sarà imposta la quarantena per chi ritorna in Italia mentre saranno stabilite limitazioni negli spostamenti tra regioni e comuni. Vediamo i singoli casi nel dettaglio.

  1. Cosa cambia per chi vive in Italia.
  2. Cosa cambia per chi vuole rientrare dall’estero a seguito del nuovo DPCM.
  3. Come rientrare in Italia dal Regno Unito.
  4. Come funziona per tornare nel Regno Unito.

Cosa cambia per chi vive in Italia

Il nuovo decreto ministeriale mantiene attivo i regolamenti delle singole regioni e la loro suddivisione in zone gialla, arancione o rossa a seconda del livello di allerta legato alla diffusione del virus COVID-19. Riassumendo, queste sono le restrizioni principali legate a viaggi e a spostamenti aggiunte a quelle già esistenti:

  • Coprifuoco alle 22:00 la vigilia di Natale;
  • Coprifuoco dalle 22:00 alle 7:00 a Capodanno;
  • Durante la restante durata del DPCM, il coprifuoco é in vigore dalle 22:00 alle 5:00 del giorno successivo, ad eccezione di comprovate esigenze lavorative e di salute;
  • Stop allo spostamento tra comuni il 25, 26 Dicembre e a Capodanno;
  • Stop allo spostamento tra regioni dal 21 Dicembre al 6 Gennaio, se non per tornare alla residenza o al domicilio;
  • Dal 21 Dicembre al 6 Gennaio divieto di spostarsi nelle seconde case che non siano nella provincia autonoma o regione di residenza. Il divieto viene esteso anche per seconde case in un comune diverso da quello di residenza il 25, 26 Dicembre e 1 Gennaio;
  • Alberghi e Hotel rimarranno aperti ma dovranno chiudere alle 18:00 con servizio in camera per chi rimane a dormire;
  • Stop delle crociere dal 21 Dicembre al 6 Gennaio.

Ció significa uno stop al turismo?

Le decisioni prese dal governo pongono paletti ben definiti sulle possibilità di viaggiare durante le feste di Natale. Questo peró non rappresenta uno stop al turismo: l’Italia é il paese con maggiore ricchezza e influenza culturale al mondo. Offre delle fantastiche esperienze a ogni tipo di viaggiatore, che amiate le escursioni naturalistiche o il turismo di città. Siamo lo stato piú invidiato per arte e cucina e credetemi, vivendo all’estero me ne convinco sempre di piú ogni giorno che passa. Diamo una possibilità al turismo di prossimità: scopriremo tanti luoghi fantastici proprio dietro casa mai considerati in precedenza, e aiuteremo gli enti e le attività locali a risollevarsi in questo periodo difficile per tutti. Questo peró non ci da motivo di comportarci in maniera sconsiderata. Spostatevi solo se siete in condizioni di salute idonee per farlo e senza comportare alcun rischio per voi e per gli altri. Evitate assembramenti e cercate di non recarvi in luoghi affollati. La salute vostra e degli altri viene prima di tutto.

Cosa cambia per chi vuole tornare in Italia a seguito del nuovo DPCM

Col nuovo decreto il governo ha fornito le direttive per i viaggiatori che entreranno nel territorio italiano. Secondo quanto riportato dal DPCM, é permesso il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza o “per raggiungere il domicilio, l’abitazione o la residenza di una persona, anche non convivente, con la quale vi è una comprovata e stabile relazione affettiva”.

Le regole e le restrizioni cambiano a seconda del periodo di arrivo. Vediamole nel dettaglio.

La legge in vigore dal 10 al 20 di Dicembre e dal 7 al 15 di Gennaio

Per chi ritornerà in Italia dal 10 al 20 di Dicembre o dal 7 al 15 Gennaio da uno dei paesi della lista C (inclusi i 27 Paesi dell’Unione Europea, Regno Unito, Liechtenstein, Svizzera, Norvegia, Islanda, Andorra, San Marino o principato di Monaco) verrà imposta la quarantena di 14 giorni presso il domicilio indicato nel modulo di autocertificazione. Oltre al modulo di autodichiarazione, l’arrivo dovrà essere segnalato al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria locale. Non é richiesto l’isolamento fiduciario nel caso si presenti all’atterraggio l’esito negativo di un tampone molecolare o antigenico fatto nelle 48 ore antecedenti l’ingresso in Italia. Il risultato dovrà essere presentato tramite un certificato da parte di una clinica attestante la negatività del tampone.

Rimane comunque l’obbligo di avvisare l’azienda sanitaria locale. Rivolgetevi alla vostra ULSS di riferimento per informazioni al riguardo. Nel mio caso personale, mi é necessario inviare un modulo a un indirizzo email da loro specificato una volta rientrato in territorio italiano.

Cosa succede se i risultati del mio test arrivano in ritardo?

Mi sono informato con il Ministero della Salute al riguardo, che mi ha confermato che nel caso al vostro arrivo in Italia non abbiate un certificato di negatività al coronavirus, la quarantena scatta in automatico, nessuna eccezione. Dovrete stare in isolamento per 14 giorni e questo non potrà essere interrotto in alcun modo, né con il certificato ricevuto in seguito, né tramite un tampone eseguito in Italia.

Cosa cambia a partire dal 21 Dicembre al 6 Gennaio

A partire dal 21 Dicembre un periodo di quarantena di 14 giorni sarà imposto a qualsiasi viaggiatore entrante nel paese, che sia proveniente dall’Unione Europea o meno. L’arrivo, accompagnato da autocertificazione, dovrà essere inoltre segnalato all’autorità sanitaria di competenza.

Quali sono le eccezione al nuovo regolamento

Sono previste delle eccezioni per seri motivi di lavoro, di studio o di salute. Vi rimando al sito Viaggiare Sicuri della Farnesina, nella sezione “ECCEZIONI”, per un controllo. Nel caso il motivo legato al vostro viaggio in Italia rientri nelle eccezioni, viene comunque richiesta un’autocertificazione e viene imposto isolamento fiduciario nel caso si verifichi l’insorgenza di sintomi legati al COVID-19.

Per togliere ogni dubbio potete compilare il questionario informativo fornito dal Ministero degli Esteri. Vi fornirà informazioni dettagliate a seconda del vostro paese di provenienza.

Come rientrare in Italia dal Regno Unito

Qualunque cittadino italiano volesse tornare in Italia da uno dei paesi facenti parti del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (inclusi Gibilterra, Isole del Canale, Isola di Man, basi britanniche nell’isola di Cipro; esclusi i territori al di fuori del continente europeo) dovrà seguire i regolamenti imposti dal DPCM dello scorso 3 Dicembre.

In particolar modo, nel caso viaggiate dal 10 al 20 di Dicembre o dal 7 al 15 di Gennaio, il risultato di negatività al COVID-19 presentato all’arrivo dovrà essere provato tramite certificato medico firmato da un dottore. Inoltre dovrà riguardare un test effettuato entro le 48 ore antecedenti l’ingresso in territorio italiano.

Per chi tornerà dal 21 di Dicembre al 6 di Gennaio, l’isolamento sarà obbligatorio per chiunque non faccia parte delle categorie nella lista delle eccezioni. In entrambi i periodi, l’ingresso va inoltre segnalato all’autorità sanitaria di competenza e accompagnato da autocertificazione

Quale certificato potete presentare al vostro rientro in Italia

Sfortunatamente i PCR & Swab test, ovvero i normali test molecolari o “tamponi” offerti gratuitamente dall’NHS, non sono accettati dal governo italiano.  L’ente nazionale britannico prevede la richiesta di un test gratuito solo in caso si verifichino sintomi legati al virus (rendendo l’individuo impossibilitato a viaggiare) e perció non rilascia alcun certificato di viaggio come prova dello stato di salute. La conferma mi é stata data dall’ Ambasciata Italiana a Londra e dalla Farnesina, i quali mi hanno comunicato di non accettare come documenti validi l’email, gli sms o la notifica di test negativo dall’app track and trace.

Questo porta all’unica alternativa di rivolgersi ad una clinica privata, la quale potrà rilasciare un certificato fit-to-fly comprovante il vostro stato di salute. Oltre al grande onere economico richiesto per un test in clinica privata, la necessità di un risultato in 48 ore rende la scelta ancora piú restrittiva. Sono molti gli ambulatori a fornire un delivery test a prezzi “piú vantaggiosi” (si parte dai 119£ in su) ma con risposta garantita entro 72 ore. Per non rischiare la mancanza di un certificato prima della partenza si puó optare per un test on site, con risultati entro 48 ore ma con prezzi che salgono spesso sopra i 150£. Esistono anche compagnie che garantiscono risultati entro 24 ore, ma con prezzi che toccano, in alcuni casi, i 450£.

Il mio consiglio é quello di fare un test on site recandovi direttamente ad una clinica nella vostra zona. Informatevi se i GP (General Practitioners) o i centri medici vicini a voi offrono questa possibilità. Spesso i prezzi sono piú bassi rispetto alle grandi compagnie e i risultati piú rapidi ad arrivare.

Nel caso scegliate per il test con consegna a domicilio o vi troviate comodi a Londra per prenotare un test in clinica, vi segnalo alcuni centri dove é possibile ottenere risultati in tempi brevi e ai prezzi piú bassi in circolazione. 

Test a domicilio

  • Vital, costo 149£, risultati solitamente in 48h;
  • Lloyds Pharmacy, costo 119£, risultatati entro 72 h;
  • Qured, costo 119£, risultati entro 24 h dalla ricezione del campione in laboratorio.

Test on site a Londra

  • Harley Street Health Centre, 175£, risultati entro le 8 pm del giorno successivo;
  • Doc Tap ha una rete di laboratori a Londra e offre varie opzioni, tra cui risultati entro 24 h a 149£;
  • Wren Healthcare , costo 145£ per risultati in 48 h, 170£ per risultati in 24 h.

Test on site in altre zone

  • Boots ha lanciato un servizio di PCR testing in 40 esercizi nell’intero paese al costo di 120£ e offre risultati entro 48 h;
  • Vivo Clinics offre test a Belfast, Birmingham, Cardiff, Edimburgo, Glasgow, Leeds, Liverpool, Londra, Manchester e Newcastle. Il servizio standard con risultati entro 48h/72 h costa 149£, entro 24 h ha un costo di 249£.

Come funziona per tornare nel Regno Unito

Se come me siete uno studente o un lavoratore di ritorno per passare il Natale con la famiglia, vi capisco bene se state già pianificando il ritorno in UK a Gennaio.

Ogni viaggiatore in ingresso nel Regno Unito dovrà essere sottoposto ad un periodo di quarantena di 14 giorni. Oltre a questo, bisognerà compilare un form online prima dell’ingresso nel territorio in cui specificare:

  • L’indirizzo esatto dove andrete a fare la quarantena;
  • Un numero di telefono a cui essere contattati.

É possibile rimanere nel Regno Unito per meno di 14 giorni ma questi dovranno essere spesi in isolamento. Amici e parenti possono venire a prendervi in aeroporto o alla stazione di arrivo indossando una mascherina o mantenendo la distanza di sicurezza di 2 metri. Loro non dovranno seguire le direttive di isolamento.

Il periodo di isolamento fiduciario puó essere ridotto da 14 a 5 giorni nel caso vengano verificate le seguenti condizioni:

  • Volontà di sottoporsi a un tampone al momento dell’arrivo nel Regno Unito o in un qualsiasi giorno successivo;
  • Completamento di 5 giorni di auto isolamento;
  • Richiesta di un test a pagamento presso il proprio domicilio o un centro medico privato;
  • Risultare negativi al test.

Anche in questo caso non sarà accettato un risultato fornito tramite il servizio sanitario britannico. Questo espediente é in atto per ridurre il carico di lavoro all’NHS, il quale sta attivamente operando per testare un elevato numero di individui affetti da sintomi da COVID-19.

Questa opzione per la riduzione della durate dell’isolamento, chiamata Test and release, non é ancora attiva in Scozia, Irlanda del Nord e Isola di Man, dove peró si sta facendo pressione affinché venga resa disponibile. Se viaggiate verso questi paesi l’isolamento di 14 giorni é quindi obbligatorio. 

Conviene quindi tornare?

Penso che ognuno di noi debba trovare una risposta a questa domanda personalmente a seconda dei motivi che lo spingono a tornare. Bisogna peró ammettere che la situazione corrente renda molto oneroso e complicato rientrare in Italia per queste festività. 

Da non sottovalutare é la questione economica. Una prima spesa di rilievo é data dal tampone a pagamento, che per molti paesi deve essere effettuato anche al ritorno per evitare l’isolamento. A seguito del nuovo decreto ministeriale é partita inoltre una corsa all’acquisto dei voli per rientrare prima del 21 Dicembre, con un aumento vertiginoso dei prezzi per ogni aeroporto italiano. Un volo di sola andata costa infatti un minimo di 250£ se volete rientrare prima dell’obbligo incondizionato di isolamento. I prezzi crollano a 40£ dopo il 24 di Dicembre quando la quarantena sarà obbligatoria.

Questo pone la situazione sotto una cattiva luce, in quanto sembra rendere il rientro a Natale per pochi eletti che se lo possono permettere.

Sono infatti molti i connazionali tra i miei conoscenti che hanno deciso di passare le feste in Regno Unito, sia per i costi che per la necessità di recarsi subito sul posto di lavoro una volta tornati al domicilio britannico. 

La seconda questione da considerare é infatti piú di natura logistica e psicologica. Per i lavoratori non in smart working, un isolamento in rientro non é un’opzione accettabile.

Il Regno Unito, come successo anche in altri paesi, é inoltre appena uscito da un periodo di quarantena in vigore dallo scorso 3 Novembre. Tornare in Italia dopo il 21 Dicembre significherebbe prestarsi a 14 giorni di isolamento fiduciario, da estendere ad almeno altri 5 nel caso possiate permettervi un test una volta rientrati in UK.  

Infine, molto importante, é la questione etica. Sinceramente ho fatto di tutto per tornare a casa ma non nego di sentirmi a disagio di fronte al rischio di risultare un pericolo per la mia famiglia. 

Per cui penso sia naturale che a tutti noi venga da chiederci: vale la pena tornare a casa? 

Non nego di aver pensato che con i soldi spesi potrei farmi una bella vacanza di Natale qui, dove la quarantena é stata rilasciata; o tornare piú avanti e tenere i soldi da parte per la prossima estate, quando tutto sarà piú tranquillo.

É vero che i soldi non sono tutto nella vita, ma fa riflettere come sembra che nella gestione del virus il lato economico abbia preso il sopravvento su ogni cosa. 

Io ho deciso di tornare, ma mi sono dovuto adattare a intraprendere un viaggio che si prospetta costoso, molto lungo e impegnativo. Ho dei validi motivi che vanno oltre le questioni economiche e faró tutto il necessario per non rappresentare un rischio per me e per la mia famiglia. 

L’importante é prendere la decisione che riteniamo piú giusta per noi e soprattutto per la nostra salute e per quella delle persone a noi care. Presto tutto questo avrà fine e potremo tornare a viaggiare e ad abbracciarci come prima. 

Tu cosa pensi di fare per questo Natale? Tornerai a casa?

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