Trip Therapy

Turismo accessibile in Italia: che cos’è e le iniziative per promuoverlo

Un uomo sta con una sedia a rotelle in spiaggia

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Oggi voglio parlarvi di un settore turistico che non ottiene mai la giusta visibilità e che difficilmente ogni viaggiatore considera quando è in viaggio, a meno che non vada a toccarlo personalmente.

Si tratta del turismo accessibile un argomento su cui, devo ammettere, fino a poco tempo fa ero molto ignorante anche io.

Viaggiare dovrebbe essere un diritto aperto a tutti. Per chi come noi ha la fortuna di poterlo fare risulta spesso come una cosa ovvia, legata principalmente a una questione economica o di responsabilità.

Svagarsi, divertirsi, scoprire luoghi e conoscere persone nuove. Ognuno di noi dovrebbe poter visitare il mondo senza doversi preoccupare delle difficoltà che potrebbero non solo svantaggiare, ma addirittura portare a rinunciare al viaggio.

Purtroppo, molto spesso le persone affette da disabilità o da problemi di salute devono affrontare città e strutture inadeguate alle loro necessità e ai principi di quello che dovrebbe essere un turismo accessibile.

Andiamo a vedere di che cosa si tratta quando parlo di turismo accessibile, di come potremmo impegnarci per rendere una località accessibile e scopriamo quali sono i luoghi accessibili in Italia; partendo dai piccoli comuni premiati dalla “bandiera lilla” fino alle grandi città accessibili nel nostro paese.

Che cos’è il turismo accessibile

Turismo accessibile, questo sconosciuto. Con la dicitura “turismo accessibile” si intende l’insieme di strutture e servizi che permettono alle persone con esigenze speciali di fruire di una vacanza o del tempo libero senza ostacoli e difficoltà.

Questa categoria include gli anziani, le persone con disabilità o persone con particolari esigenze dietetiche o di salute che necessitino un qualche tipo di agevolazione per potersi mettere in viaggio.

Come possiamo rendere una località accessibile?

Come si può però chiare il concetto di “accessibile”? In che modo possiamo, insomma, stabilire se una località, una struttura o un servizio è sufficientemente accessibile?

Si ottiene accessibilità quando viene concesso a ogni individuo una condizione di uguaglianza che gli consenta di prendere parte a un’esperienza liberamente nella società di cui fa parte.

Per rendere una località accessibile bisogna focalizzarsi sulle attività ricettive, sul trasporto e sulla mobilità, sulla ristorazione e sulle attività da portare avanti nel tempo libero.

Nel farlo c’è una continuo impegno nel voler rendere tutti questi servizi utilizzabili senza discontinuità, offrendo alle persone con necessità particolari e ai loro famigliari di poter vivere l’esperienza turistica in completa autonomia.

Dopotutto, la possibilità di accedere a tutte le strutture di una località è fondamentale affinché un potenziale viaggiatore possa prendere in considerazione una data destinazione.

Scopo di una destinazione che voglia aprirsi al turismo accessibile è quello di saper proporre trasporti, strutture ricettive accessibili durante l’intera durata della vacanza, non solo in parte, con itinerari e percorsi proposti per l’accessibilità.

Gli interventi possono essere di vario genere e non sempre economici.

Tra i più rilevanti portati all’attenzione degli esperti, ci sono:

  • assenza di barriere architettoniche, culturali e sensoriali nei luoghi pubblici;
  • presenza di aree parcheggio dedicate a tutti (includendo disabili, donne incinte o famiglie con bambini);
  • presenza di mezzi di trasporto pubblico accessibili in autonomia;
  • presenza di servizi igienici adeguati in tutti i luoghi pubblici;
  • trasparenza da parte delle strutture ricettive: dall’assenza di barriere architettoniche fino a una guida dettagliata sugli allergeni e le intolleranze legate agli ingredienti presenti nei piatti;
  • presenza di un’offerta culturale e di servizi ad accesso autonomo: dai musei, le biblioteche e i teatri, ma anche negozi e parchi divertimenti e naturalistici, spiagge e strutture sportive;
  • una guida dettagliata e precisa sui servizi della città e degli itinerari disponibili alle persone con maggiori necessità.

Si parte dall’installazione di rampi e ascensori, ma anche di attenzioni più semplici ed economiche, prese in fase di progettazione di nuove strutture e servizi, come prevedere cartelli informativi in braille.

È anche importante condividere e diffondere la conoscenza sull’accessibilità. Abbattere le barriere è sempre importante, ma creare una cultura sull’accessibilità aiuta a ridurre gli errori e rendere questo abbattimento qualcosa di veramente fruibile.

Le principali iniziative per promuovere il turismo accessibile in Italia

Fortunatamente in Italia sono presenti diverse iniziative per sensibilizzare e promuovere il turismo accessibile.

Vi segnalo di seguito le più grandi:

  • Il Manifesto per la produzione del Turismo Accessibile: nasce nel 2009, lo stesso anno in cui compare la Commissione per la Promozione e il Sostegno del Turismo Accessibile. Si suddivide in 30 articoli e include anche il diritto di viaggiare e svagarsi, riconosciuto come un’effettiva necessità. In alcuni dei suoi punti il Manifesto attesta che:
    • la persona ha diritto di usufruire dell’offerta turistica in maniera completa, in autonomia, e di ricevere servizi adeguati a un prezzo ritenuto giusto;
    • l’accessibilità deve far parte di un progetto ampio, che coinvolga enti e strutture locali e statali;
    • i turisti hanno diritto di scegliere una meta perché la apprezzano, non perché sono costretti dal fatto che essa rispetti o meno i criteri di accessibilità;
    • l’informazione sull’accessibilità deve essere completa e dettagliata e seguire i principi di una comunicazione positiva;
  • Il Libro Bianco sul Turismo Accessibile: è stato curato e pubblicato dal Consiglio dei Ministri nel 2013 con il titolo completo di “Accessibile è meglio, il primo Libro Bianco sul turismo accessibile“. La pubblicazione va ad analizzare tutti i progressi fatti al tempo attuale in materia del turismo accessibile e pone le basi per quello che sono i progetti in corso di svolgimento per il miglioramento dello stesso.
  • La Bandiera Lilla: un progetto nato nel 2012 per promuovere i comuni che favoriscono il turismo accessibile e che vi vado a spiegare più nel dettaglio nella sezione successiva.

Bandiera lilla: la bandiera disabilità assegnata alle località più accessibili nel nostro paese

Bandiera lilla” è un progetto innovativo e interessante volto a “certificare” i comuni con una predisposizione all’accessibilità.

Si tratta di comuni che offrono trattamenti e attenzioni nei confronti dell’accessibilità, con piani e progetti volti a equiparare i servizi offerti a tutte le persone.

Bandiera lilla nasce nel 2018 da un’iniziativa dell’odierno presidente, Roberto Bazzano, che ha deciso di legare l’idea al turismo per fondere il riconoscimento di diritto all’accessibilità a quello di poter viaggiare con maggiore libertà.

All’interno del loro sito web bandieralilla.it sono presenti tutti i criteri di valutazione e l’insieme delle informazioni sull’accessibilità dei comuni che, al giorno d’oggi, hanno ottenuto il riconoscimento.

Si tratta di un incentivo volto sia a istruire persone che cerchino un luogo dove passare le proprie vacanze, ma anche ai comuni stessi, che possono quindi prendere spunto per migliorare.

Aderendo al progetto, il comune si impegna sia a essere trasparente nei confronti dei cittadini, fornendo informazioni dettagliate sull’accessibilità a chiunque voglia visitare il territorio comunale, sia a migliorare tale accessibilità.

Aderire a Bandiere Lilla porta poi allo sviluppo di un turismo consapevole, contribuendo alla crescita sociale ed economica del territorio. Promuovere il turismo accessibile potrebbe garantire ai comuni italiani di conquistare una platea e una fama che notoriamente, da soli, non potrebbero raggiungere.

Il progetto sulla bandiera della disabilità non si propone di trovare i comuni perfetti, ma premia quelli che stanno lavorando attivamente e con cognizione per rendere il loro territorio accessibile, valutando e ponderando ogni caso in base alle caratteristiche geo-morfologiche dei comuni.

Ci sono comuni dai centri storici molto antichi, ma comunque accessibili, così come comuni moderni presentano difficoltà alla conversione.

Per il momento il progetto si è concentrato sui comuni fino ai 50.000 ambiti, ma si prefigge presto di allargare la valutazione a livello nazionale.

Le località in Italia “bandiera lilla”

Vista di Modica da un balcone panoramica
Il borgo di Modica in Sicilia

Con sole 45 bandiere lilla su oltre 8000 comuni, l’Italia non si dimostra una località particolarmente accessibile.

Si tratta infatti di un numero ancora basso considerando come ci siano 3.1 milioni di italiani che convivono con disabilità, molti dei quali desiderosi di godersi un’esperienza da turisti o da viaggiatori.

Vi lascio qui una lista delle 45 località che hanno ottenuto la bandiera lilla, divise per regione. Per ognuna di esse troverete un link alla pagina del portale bandieralilla.it.

Abruzzo

Basilicata

Calabria

Emilia Romagna

Lazio

Liguria

Lombardia

Marche

Toscana

Piemonte

Puglia

Sardegna

Sicilia

Trentino-Alto Adige

Veneto

Le città accessibili in Italia

Piazza del Duomo a Milano

Fortunatamente alcune delle grandi città italiane stanno procedendo con impegno e dedizione per garantire una maggiore accessibilità, con anche app e opuscoli contenenti una vera e propria guida dedicata ai visitatori con disabilità o altre limitazioni.

Nonostante ci sia ancora molto lavoro da fare, stanno aumentando le città accessibili nel nostro Bel paese.

Vediamo insieme quali sono alcune tra le grandi città accessibili d’Italia:

  • Alessandria: che nel 2019 si è distinta per il ricco programma dedicato all’accessibilità:
  • Asti: una delle città più bella delle Langhe che nel corso degli ultimi anni si è impegnata nella creazione di percorsi e servizi accessibili a tutti;
  • Bologna: che assieme all’EmilIa Romagna hanno dato vita ai progetto “Bologna, una per tutti” e “Appennino per tutti” proponendo diversi itinerari per visitare il centro storico di Bologna e le zone dell’Appennino che siano adatti a tutti, anche a chi ha esigenze di disabilità;
  • Milano: che nel 2016 ha vinto gli Access City Awards ottenendo il riconoscimento di città più accessibile d’Europa;
  • Padova: che tramite il suo progetto “Padova per tutti” fornisce opuscoli o itinerari digitali per visitare e scoprire la città di Giotto;
  • Roma: la capitale ha rilasciato “Roma Mobile Guide“, un’app accessibile a tutti e che permette di selezionare un percorso turistico personalizzato a seconda delle esigenze.

Queste sono solamente alcune delle tante città che si sono fatte distinguere per la loro accessibilità. Negli ultimi tempi si parlo molto di Moderna, Ravenna, Belluno e Firenze e di tante altre località che si sono fatte distinguere per il loro progetti volti all’accessibilità.

Si tratta dopotutto della punta di un iceberg che nasconde, sotto al pelo dell’acqua, gigantesche opportunità che spero verranno colte e sviluppate con cura e impegno.


Io e Martina ci teniamo molto a condividere una forma di viaggio che sia il più genuino, libero, semplice e sostenibile possibile.

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Mi auguro che questo articolo vi abbia aiutato nella vostra ricerca. Nel caso doveste avere qualche domanda lasciatela in un commento o mandatemi un’email, vi rispondono sempre molto volentieri!

Buona giornata e buon viaggio!


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Ringrazio Martina Varchetta per il suo prezioso contributo da web editor.