Cracovia

Visita al quartiere Podgórze: cosa vedere nel ghetto ebraico di Cracovia

Le sedie monumento agli ebrei caduti in Piazza degli Eroi a Cracovia.

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Podgórze è un interessante e storico quartiere poco lontano dal centro di Cracovia, in Polonia, ricco di storia e di significato culturale. Durante un viaggio alla meravigliosa Cracovia, tante persone si fermano a visitare solo Stare Miasto, la zona principale, e Kazimierz, il quartiere ebraico, entrambi posti dove sono disponibili una grande quantità di attrazioni e attività. Tuttavia, per capire veramente tutti gli avvenimenti che hanno definito la storia del Novecento correlati a Cracovia, è assolutamente necessario dedicare almeno mezza giornata di visita anche all’antico ghetto ebraico Podgórze. Un quartiere deputato, all’inizio degli anni Quaranta, a diventare la prigione di tutti gli ebrei polacchi che risiedevano al Kazimierz, ma che oggi, dopo un tremendo periodo di distruzione, ha ritrovato una nuova vita ed è diventato uno dei luoghi imperdibili della città, dove trovare opere di street art, locali e ristoranti.

In questo articolo vi racconterò cosa visitare nel ghetto di Cracovia, la sua storia e le sue caratteristiche principali, guidandovi verso un’esperienza davvero intensa, che sicuramente vi resterà scolpita nella mente.

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Storia del quartiere Podgórze

Alcune foto e video lungo la mostra all'interno della fabbrica di Oskar Schindler a Cracovia.

Nonostante molte persone confondano spesso Kazimierz, il quartiere ebraico, e Podgórze, il ghetto, in realtà queste sono due zone, pur confinanti, molto differenti e ben distinte, sia storicamente che architettonicamente. Infatti, Kazimierz risulta essere Patrimonio UNESCO, mentre Podgórze non rientra nella categoria; inoltre, dopo la fine della guerra il ghetto è stato un po’ lasciato a se stesso, e solo verso l’inizio degli anni Settanta sono iniziati i lavori per la riqualificazione della zona. Al giorno d’oggi, però, anche Podgórze è un quartiere ricco di vita, attività e proposte culturali, ma soprattutto pieno di quei monumenti e luoghi della memoria indispensabili da conoscere per chi è fortemente interessato agli eventi della Seconda guerra mondiale, ma anche solo per non perdere mai i ricordi di una tragedia che non deve essere dimenticata, per non ripetere gli stessi errori.

Dalla fondazione alla creazione del ghetto di Cracovia

Podgórze affonda le sue radici nel XIII secolo, quando fu fondata come una città indipendente, vicina alla più grande Cracovia e a Kazimierz. Nel corso dei secoli, ha attraversato periodi di prosperità e sviluppo, ma anche di trasformazioni: tuttavia, è solo durante il periodo dell’occupazione nazista che Podgórze divenne tristemente noto come il ghetto ebraico di Cracovia. Nel marzo del 1941, infatti, i nazisti istituirono il ghetto di Podgórze come un’area chiusa e isolata, dove 17.000 ebrei furono costretti a vivere in condizioni terribili e soffrire sotto la persecuzione tedesca. Le case sovraffollate, la mancanza di risorse e le atrocità commesse dalle autorità naziste creavano un ambiente di disperazione e paura. Tutte le finestre che davano verso l’esterno del ghetto furono murate: gli ebrei vennero, così, completamente tagliati dal resto del mondo.

La zona fu completamente murata e dotata di sole quattro entrate, controllate 24 ore su 24 dai nazisti, e solo un tram aveva il permesso di passare in mezzo al ghetto, ma non di fermarsi. I tentativi di fuga o di uscita dal ghetto erano puniti con la fucilazione immediata. L’unico collegamento tra il ghetto e la città di Cracovia era il Ponte di Ferro, oggi commemorato come monumento alle vittime dell’Olocausto. A Podgórze, inoltre, era stato istituito il campo di Krakow-Plaszov: prima campo di lavoro forzato, poi campo di concentramento, causò la morte di circa 8000 ebrei che venivano dal ghetto di Cracovia.

Alla fine, nel gennaio del 1942, i nazisti decisero di adottare la “soluzione finale”, sgomberando il ghetto nel marzo del 1943, deportando tutti gli abitanti nei campi di concentramento vicini, in particolare quello di Auschwitz-Birkenau. Coloro che potevano ancora lavorare furono mandati al vicino campo di concentramento di Plaszów, mentre chi fu considerato troppo anziano o debole venne fucilato in Piazza della Concordia.

Dagli anni Cinquanta a oggi

Dopo la guerra, il quartiere subì ulteriori cambiamenti e sviluppi: furono costruiti nuovi quartieri industriali, come quello di Nowa Huta negli anni Cinquanta, che diede lavoro a moltissime persone provenienti da tutti gli angoli della Polonia e dall’estero. Negli ultimi decenni, Podgórze è stato oggetto di un rinnovamento urbano che ha cercato di preservare la sua storia e il suo carattere unico. Oggi, Podgórze è diventato un luogo di memoria e di riflessione. Numerosi monumenti, tra cui il Memoriale dell’Olocausto di Plaszów e la fabbrica di Oskar Schindler, attirano visitatori da tutto il mondo.

Itinerario di visita del quartiere Podgórze (con mappa)

Vista panoramica di Cracovia dal Krakus Mound.

Come dicevo, una visita a Podgórze durante un viaggio a Cracovia è davvero immancabile: si tratta di uno dei luoghi più rappresentativi della città, che racchiude pezzi interi della storia europea dell’ultimo secolo. Destreggiarsi tra le strade del quartiere non è particolarmente difficile, ma per facilitarvi la visita vi propongo un itinerario che parte dal ponte Father Bernatek, che collega il quartiere Kazimierz a quello di Podgórze, passa da Piazza degli Eroi e si muove lungo le tappe principali da vedere della zona.

Per farlo tutto, vi consiglio di prendervi mezza giornata, partendo magari subito dopo pranzo, dopo aver visitato il quartiere ebraico di Kazimierz e aver mangiato in uno dei suoi locali o mercati tipici, in modo da imboccare direttamente il ponte che vi porterà dall’altra parte del fiume Vistola, verso Podgórze.

L’itinerario alla visita del quartire Podgórze è di circa 6 chilometri, percorribili in circa 90 minuti di passeggiata.

Ponte Kładka Ojca Bernatka, o Father Bernatek

Il pont Father Bernatek sul fiume Vistola di Cracovia.

Il ponte Father Bernatek di costruzione molto recente, risalente al 2010, collega oggi l’ex quartiere ebraico con l’ex ghetto di Cracovia. Riconoscibile da lunga distanza, si caratterizza per la meravigliosa opera dello scultore Jerzy Kędziora, che mostra degli acrobati in bronzo, leggerissimi, che si muovono e danzano grazie al soffio del vento. Inizialmente pensata come installazione temporanea, l’opera di Kędziora è stata infine lasciata su insistenza dei residenti.

Attraversando il ponte da Kazimierz a Podgórze, affacciatevi velocemente in ul. Wegierska: questa è una delle poche strade del Ghetto che ha mantenuto la sua conformazione dei tempi della guerra. Proseguite lungo Bolesława Limanowskiego e girando verso sinistra, dopo circa 5 minuti di cammino, vi ritroverete in Piazza degli Eroi, dove verrete immediatamente colpiti dalla singolare installazione che caratterizza il piazzale.

Plac Bohaterów Getta, o Piazza degli Eroi, con il memoriale all’Olocausto

Le sedie monumento agli ebrei caduti in Piazza degli Eroi a Cracovia.

Un tempo, Plac Bohaterów Getta era semplicemente un largo piazzale dove gli ebrei intrappolati nel ghetto ebraico avevano la possibilità, di tanto in tanto, di prendere un po’ di aria, di incontrarsi con amici e parenti, di sperare in un destino diverso. Quando, però, il 4 giugno del 1942 i nazisti decisero di iniziare le deportazioni verso i campi di concentramento, la piazza divenne un luogo di terrore: era il posto dove gli ebrei venivano chiamati a raccolta, privati dei loro oggetti personali e caricati sui carri bestiame diretti principalmente ad Auschwitz.

Fu qui che avvenne anche l’ultima, definitiva liquidazione del ghetto ebraico, nella terribile notte tra il 13 e il 14 marzo del 1943. Dopo anni di desolazione, nel 2005 nella piazza fu installato il monumento agli Eroi del Ghetto, che si compone di 70 grandi sedie in metallo, distanziate tra loro, a simboleggiare il vuoto lasciato dall’intera comunità ebraica di Cracovia distrutta. Su Piazza degli Eroi affaccia un edificio ad angolo, di colore giallo chiaro: è la farmacia di Tadeusz Pankiewicz.

Apteka pod Orłem, la farmacia di Tadeusz Pankiewicz

L'ingresso della farmacia Apteka pod Orlem, in Piazza degli Eroi a Cracovia.

Anche se meno celebre di Oskar Schindler, Tadeusz Pankiewicz fu uno degli eroi che salvò un grosso numero di ebrei polacchi dalla morte. Pankiewicz non era ebreo, ma fu l’unica persona a cui venne concesso di restare all’interno del ghetto di Podgórze: resistette, infatti, alle pressioni naziste riuscendo a conservare la sua farmacia (Farmacia sotto l’Aquila, questo il nome tradotto), e a dare di nascosto medicinali e cibo agli ebrei, aiutandoli talvolta anche a fuggire. Sopravvissuto alla guerra, Pankiewicz ha scritto un’autobiografia intitolata “Il farmacista del ghetto di Cracovia“, dove racconta del periodo della guerra e delle atrocità commesse dai nazisti. È un libro molto forte e toccante, da leggere almeno una volta nella vita. Adesso la farmacia è diventata un museo, con gli interni perfettamente ricostruiti che mostrano tutta l’attività di Tadeusz Pankiewicz e i suoi innumerevoli sforzi per salvare quanti più ebrei possibile.

Dalla Piazza degli Eroi dirigetevi verso sud, prendendo per un po’ la strada principale dove passano anche i binari del tram. Imboccando, a sinistra, prima la strada Jozefinska e poco dopo Lwowska, vi ritroverete davanti a un vero e proprio pezzo di storia.


Informazioni per la visita alla farmacia di Tadeusz Pankiewicz a Cracovia

  • Orari:
    • dal mercoledì alla domenica / 09:00 – 17:00 /;
  • Costo:
    • Adulti: 18 PNL (4,06 € circa);
    • Biglietti con concessione: 14 PNL (3,16€ circa);
    • Famiglia: 36 PNL (8,11€ circa);
    • Visite guidate: 125 PNL (28,17€ circa);
  • Indirizzo: plac Bohaterów Getta 18, 30-547 Kraków;
  • Sito web: link alla pagina dedicata alla mostra.

Fragment muru byłego Getta, o frammento del muro del Ghetto

Alcuni dei resti del muro del ghetto di Cracovia, nel quartiere Podgorze.

Una parete alta tre metri, grigia e tetra, composta da archi e pilastri: era il muro che circondava l’intero ghetto di Cracovia e che ricordava, in modo macabro e spregevole, le matzevah, le lapidi ebree. Pattugliato giorno e notte, rappresentava le pareti dell’affollatissima prigione dove gli ebrei furono costretti a vivere durante gli ultimi anni della guerra. Al giorno d’oggi, del muro sono rimasti alcuni frammenti sparsi per la città: questi vengono spesso omaggiati da mazzi di fiori, fotografie e ricordi dei discendenti degli ebrei di Cracovia. Oltre a questo di via Lwowska 25, i più celebri e che danno direttamente sulla strada, potrete trovare altri pezzi del muro in Bolesława Limanowskiego 62.

Ora fate un mezzo giro su voi stessi, verso destra: troverete un piccolo incrocio, di cui dovrete imboccare la strada Jana Henryka Dabrowskiego. Dopo pochi metri, sulla sinistra, ci sarà la via chiamata Romualda Traugutta. Imboccatela, prendete il sottopassaggio sulla destra e proseguite dritti fino a uno dei posti più interessanti e toccanti del quartiere Podgórze e di tutta Cracovia: la fabbrica di Oskar Schindler.

La fabbrica di Schindler: orari, prezzi, informazioni per la visita

L'ingresso alla fabbrica di Oskar Schindler a Cracovia.

Chiunque abbia visto almeno una volta nella vita il film di Steven Spielberg Schindler’s List non farà fatica a riconoscere quest’imponente edificio che si affaccia su via Lipowa 4. Oskar Schindler, un imprenditore tedesco appartenente al Partito Nazista, che però disapprovava completamente, acquistò la fabbrica, che produceva pentolame e utensili per l’esercito, nel 1939, poco dopo l’invasione tedesca, assumendo come contabile Itzhak Stern, un ebreo polacco conosciuto sul confine della Polonia. Già nel 1940 iniziò ad assumere operai ebrei, che nel frattempo venivano confinati man mano nel Ghetto. Quando poi, nel 1942, assistette in prima persona agli episodi in cui gli ebrei venivano picchiati selvaggiamente e portati nel campo di lavoro di Kraków-Płaszów per sfruttarli fino alla morte, decise di usare la sua autorità per salvarne il più possibile.

In virtù dei buoni rapporti che teneva con il nazista Amon Göth, feroce comandante del campo, riuscì a farsi dare circa 900 ebrei e a trasferirli nella sua fabbrica, dove furono protetti dai nazisti e dove fu concesso loro di praticare la loro religione. Per ragioni economiche e di convenienza, la fabbrica cambiò la sua produzione da pentolame ad armamenti. A causa di un’intensificarsi delle attività naziste, che uccidevano a sangue freddo gli ebrei del ghetto e del campo, ma anche delle zone limitrofe, Schindler decise di trasferire tutti i suoi operai al sicuro in Cecoslovacchia, nella sua patria, dove gli Schindlerjuden (ovvero “gli ebrei di Schindler”, come erano e sono ancora conosciuti) furono al sicuro.

Visita alla fabbrica di Oskar Schindler a Cracovia

La fabbrica di Schindler è ora un museo, inaugurato nel 2010, che offre ai visitatori un’esperienza molto coinvolgente e toccante sulla storia dell’Olocausto, sulle vita a Cracovia durante la Seconda guerra mondiale e sulle azioni di Schindler per salvare gli ebrei del ghetto dalla deportazione e dalla morte.

Nel museo troverete una combinazione di oggetti storici, vestiti, ricostruzioni di sale e ambienti, documenti, fotografie e video che rendono l’esperienza quanto più interattiva possibile. Quasi ogni sala mette a disposizione una macchina per timbrare dei cartoncini-ricordo a tema. Ci sono anche testimonianze personali di sopravvissuti che raccontano le loro esperienze durante l’Olocausto e la loro gratitudine verso Schindler. A colpirci di più durante la visita è stato lo studio di Schindler, con la sua scrivania originale e una copia della famosa lista di ebrei salvati, assieme a un’installazione in vetro contenente pentolame prodotto in fabbrica dai suoi operai.

È possibile prenotare i biglietti per la visita alla Fabbrica di Schindler online o presso la biglietteria in loco. Vi consigliamo caldamente di prenotare in anticipo, poiché il museo può essere molto affollato, specialmente durante i periodi di alta stagione turistica: noi ci siamo andati il 2 novembre e c’era una fila davvero lunga fuori dagli ingressi. Fortunatamente avevamo acquistato il biglietto online e siamo potuti entrare quasi subito.

Per chi non fosse interessato o non riuscisse, per questioni di tempo, a visitare tutto il quartiere di Podgórze, ci sono alcune soluzioni che permettono di visitare solo la fabbrica di Schindler. Per esempio, un gran numero di taxi è disponibile dal centro storico a portarvi direttamente all’ingresso della fabbrica; inoltre, alcune piattaforme come Civitatis propongono tour organizzati in Italiano o Inglese, da acquistare online, con cancellazione gratuita entro 24 ore, che non comprendono il biglietto di ingresso alla fabbrica (da acquistare separatamente).


Informazioni per la visita alla fabbrica di Oskar Schindler a Cracovia: orari, costi e altro

  • Orari:
    • Lunedì: / 10:00 – 14:00 /;
    • Da martedì a domenica: / 10:00 – 19:00 /;
    • Primo martedì del mese: chiusa.
  • Costo:
    • Adulti: 43,96 PNL (9,68 €);
    • Bambini sotto i quattro anni: gratuito.
    • Lunedì: biglietto gratuito (ticket limitati).
  • Indirizzo: ul. Lipowa 4, 30-702 Kraków.
  • Sito web: fabbrica di Oskar Schindler per le informazioni; cliccate qui per l’acquisto del biglietto saltafila con possibilità di visita guidata in italiano e inglese, qui per il tour con trasporto da Cracovia centro.

Dopo la visita alla fabbrica di Schindler, ci sono ancora alcune cose fondamentali da vedere nel quartiere di Podgórze: la tappa successiva è Szary Dom, chiamata anche “The Grey House”, ovvero l’ufficio di Amon Göth.

Szary Dom, o The Grey House

La Grey House, l'ufficio di Amon Goeth nei pressi dei resti del campo di Krakow-Plaszow a Cracovia.

The Grey House, la Casa Grigia: è così che viene chiamata la costruzione in mattoni che affacciava direttamente sul campo di lavoro di Kraków-Płaszów. Potete raggiungerla a piedi, in 25 minuti dalla fabbrica di Schindler, tornando sulla strada principale Wielicka e camminando per 2 chilometri fino a Jerozolimska 3, oppure tornare in Plac Bohaterów Getta e prendere le linee del tram 24 o 3, scendendo a Dworcowa. In realtà, andando in tram ci metterete circa 19 minuti di cui 14 a piedi, per questo vi consiglierei di camminare.

Qui, nella Grey House, aveva stabilito il suo ufficio e quartier generale il comandante nazista Amon Göth. Costui era un essere spregevole, che provava piacere nell’uccidere a sangue freddo gli operai ebrei. Anche se, in realtà, ufficialmente la sua casa era una villa in via Heltmana 22 (oggi restaurata e in vendita, benché nessuno la voglia comprare – chissà perché), passava molto tempo alla Grey House, sparando con il suo fucile agli ebrei direttamente dal balcone. Nei sotterranei, inoltre, le SS avevano allestito una stanza per le torture.

Dalla casa è possibile avere un’ampia visuale dell’adiacente campo di concentramento, che potrete raggiungere in pochi minuti a piedi.

Visita ai resti del campo di Kraków-Płaszów

Il monumento dei cuori strappati, nei pressi del resto del campo di Krakow-Plaszow.

A differenza del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, per il quale è necessario acquistare un biglietto per la visita o per una eventuale escursione guidata, al campo di Kraków-Płaszów è possibile accedere senza nessun biglietto e in totale autonomia. Costruito là dove un tempo sorgevano due cimiteri israelitici, fu inizialmente un campo di lavoro forzato con una cava di pietra (chiamata Kamieniolom Liban) e produzione di armamenti. Amon Göth ne divenne comandante nel 1943 e nella notte tra il 13 e il 14 marzo partecipò in prima persona alla liquidazione del ghetto di Podgórze, portando tutti gli abitanti sopravvissuti (circa 6000 ebrei) nel campo, che divenne di concentramento. La maggior parte di loro morì a causa delle fucilazioni di massa, altri per malattie e mancanza di cibo. Alla fine, i pochi prigionieri rimasti furono costretti a una “marcia della morte” fino ad Auschwitz e, quando l’Armata Rossa sovietica riuscì a raggiungere e liberare il campo, il 20 gennaio 1945, questo era ormai deserto.

Kraków-Płaszów è, ormai, di un semplice terreno con i resti delle fondamenta degli edifici, con un’unica opera commemorativa molto toccante: il Monumento dei cuori strappati, realizzato nel 1965 dedicato alle vittime delle esecuzioni che avvennero nel campo tra il 1943 e il 1945. Il campo può essere visitato più approfonditamente prenotando un tour guidato a piedi.

Dirigetevi ora verso l’ultima tappa della giornata: la Krakus Mound, in Italiano “il tumulo di Krakus”, una tumulo di epoca medievale, da cui godrete di una vista a 360° di Cracovia e sulla quale potrete riposarvi un po’ dopo le forti emozioni della giornata.

Krakus Mound si può raggiungere direttamente dal campo di Kraków-Płaszów, passando per un percorso di campagna interno lungo 1,3 km, per un totale di 18 minuti a piedi. Se non volete passare per la campagna, potete tornare sulla strada, percorrendo prima lungo via Jerozolimska, poi via Wielicka fino ad arrivare a uno degli ingressi del parco che anticipa la collina.

Krakus Mound, dove avere la migliore vista panoramica di Cracovia

La collinetta verde nota come Krakus Mound, situata a ridosso del quartiere Podgorze a Cracovia.

Krakus Mound è un tumulo che risale al VIII secolo d.C. e, secondo la leggenda, sarebbe la tomba del leggendario fondatore di Cracovia, il re Krak. In realtà, non si hanno prove storiche concrete sulla creazione di questo tumulo, alto 16 metri, a sua volta innalzato in cima a una collina calcarea, detta Krzemionki. Da qui si può ammirare tutta Cracovia ed è possibile vedere, dall’alto, la cava di pietra dove gli ebrei erano costretti a lavorare.

In realtà, Krakus Mound porta con sé anche una tradizione molto più allegra e piacevole, ovvero la festa Rekawka, che si celebra il martedì dopo Pasqua, ogni anno. Durante questo giorno si accendono falò, si organizzano giochi e gare, si fanno rievocazioni storiche; un tempo, ai meno abbienti veniva distribuito cibo e denaro, che erano fatti scivolare dalla cima del tumulo in onore del re Krak, come se lui stesso gettasse dall’alto monete, uova, mele e generi alimentari. Salendo sul Krakus Mound avrete modo di respirare un’aria pulita, rigenerante, che potrà vi darà sicuramente un momento di pace e serenità.

Il nostro itinerario di visita al ghetto ebraico di Cracovia finisce qui, con queste fondamentali tappe per ripercorrere la storia dell’Olocausto e delle vittime che, un tempo, avevano vissuto, dormito, mangiato e amato in quelle strade. Vi lasciamo ora alcune informazioni per aiutarvi a organizzare al meglio la vostra visita al quartiere Podgórze.

Come arrivare al quartiere Podgórze di Cracovia

Un tram bianco e blu nel centro di Cracovia.

Il quartiere di Podgórze è facilmente raggiungibile dal centro di Cracovia sia con il tram, sia a piedi. Noi personalmente abbiamo scelto il tram la prima volta, perché dal centro siamo arrivati direttamente a Piazza degli Eroi, mentre la seconda volta abbiamo camminato seguendo l’itinerario che vi abbiamo consigliato in questo blogpost, partendo da Kazimierz.

  • In tram: per arrivare al Ponte Father Bernatek potete prendere i tram numero 10, 13, 6 e 8 da św. Gertrudy (parte sud del quartiere centrale Stare Miasto) fino a Plac Wolnica, nel quartiere Kazimierz. Da qui poi camminerete per 6 minuti e vi troverete al ponte. Il biglietto singolo del tram costa 3 PNL, mentre il biglietto giornaliero costa 15 PNL e dura 24 ore. Potete acquistarli alle macchinette che si trovano presso alcune fermate del tram, oppure nelle tabaccherie.
  • A piedi: da Stare Miasto al Ponte Father Bernatek potete camminare per 2.1 km, circa 26 minuti, seguendo Grodzka e le indicazioni di google, ma si tratta di una strada piuttosto dritta e pianeggiante.

Per tornare indietro dal ghetto fino a Stare Miasto, potete poi prendere i tram tram 13 e 6 da Plac Bohaterów Getta.

Dove mangiare nel quartiere Podgórze di Cracovia

Così come tutto il resto della città, anche Podgórze offre una scelta culinaria piuttosto variegata, ma qui i locali turistici sono meno diffusi e troverete più facilment cucina autentica: pierogi, bigos, zurek, kielbasa, troverete tutti i piatti tradizionali polacchi a prezzi decisamente abbordabili. Seguendo la nostra filosofia su dove mangiare a Cracovia spendendo poco, anche in questo caso vi suggeriamo di preferire i milk bar e i piccoli ristorantini a cui da fuori non dareste uno złoty, ma che in realtà nascondono delle vere e proprie perle culinarie. Economici e sostanziosi, ne troverete alcuni ottimi anche a Podgorze, come il Bar Mleczny Poludniowy in ulica Kazimierza Brodzińskiego 2, specializzato in stufati di carne e frittelle di patate, e il Krakus, un ristorante polacco in ulica Limanowskiego 16, vicino Piazza degli Eroi, low cost e con cibo molto buono.


Visitare il quartiere Podgórze di Cracovia è semplicemente obbligatorio quando si passa un weekend nella splendida cittadina polacca. Se il Kazimierz, con le sue strade poetiche, i negozi vintage e le sinagoghe, vi farà immergere nella cultura ebraica, qui nel ghetto di Cracovia, invece, riuscirete davvero a sentire e a vivere la storia dell’Olocausto. Non una visita facile, né una delle più allegre, ma sicuramente indispensabile per comprendere appieno gli orrori della guerra e per assicurarsi che restino scolpiti nella memoria di tutti, affinché non si ripetano mai più.

Se state programmando un viaggio a Cracovia, vi consigliamo di guardare anche tutti gli altri contenuti del blog relativi alla città, che noi amiamo molto. Troverete:

Infine, se oltre a Cracovia volete spingervi nel visitare anche Poznan, un’altra cittadina meravigliosa di questa nazione che resta nel cuore, vi suggeriamo anche tutti i nostri altri contenuti:

Speriamo che questo articolo vi sia utile per organizzare la vostra visita al ghetto di Cracovia. Per qualsiasi domanda o informazione, sentitevi liberi di scriverci nei commenti o via email: siamo sempre molto felici di leggervi e di darvi una mano.

Buona giornata e buon viaggio.


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