Trentino Alto Adige, Veneto

Dolomiti on the road: itinerario di 2 giorni tra l’Alta Badia, Cortina e Misurina

Lago di Misurina.

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Sono cresciuto viaggiando tra le montagne di Veneto e Trentino Alto Adige, per cui tornare tra le Dolomiti mi regala sempre belle sensazioni. Scegliere un itinerario di due giorni perfetto tra le Dolomiti è impossibile e sarebbe quasi offensivo provarci. Dalla Marmolada, per passare attraverso l’Alta Badia, Cortina d’Ampezzo fino alle valli del Cadore. Dai primi geloni dell’inverno alle tiepide estati, le Dolomiti sono il paradiso per gli appassionati di montagna. Queste vette dalla forma e dalla colorazione straordinaria sono uno dei luoghi al mondo da vedere almeno una volta nella vita e la loro bellezza è tale che nessuna foto o descrizione sarebbe in grado di rendere loro giustizia.

Ho pensato a itinerario in auto di due giorni tra le Dolomiti del Veneto e del Trentino Alto Adige cercando di racogliere le zone che più, tra tutte, mi hanno fatto sgranare gli occhi dallo stupore e riempito il cuore di forti emozioni. Seguendo questa esperienza passerete una notte magica in un campeggio sotto ai pini in Alta Badia o in un rifugio dalla vista panoramica mozzafiato. Avrete modo di guidare attraverso i Passi Valparola e Falzarego, rinomati per essere due tra le strade panoramiche più belle in assoluto sulle nostre montagne. Passerete all’ombra dei massici del Lagazuoi, delle Cinque Torri, fino a Misurina e alla sua vista unica sulle Tre Cime di Lavaredo, raggiungibili per una passeggiata lungo il percorso ad anello.

Questo post apre però anche alla possibilità di una vacanza più lunga o con un itinerario leggermente diversi. Per ogni tappa ho aggiunto dei suggerimenti sulle più belle escursioni e attrazioni da non farsi mancare nei dintorni. Ho esteso l’articolo in modo tale che quando tornerete, perchè credetemi, vorrete farlo, abbiate delle basi da cui partire!

L’itinerario contiene informazioni sulle distanze coperte e sui tempi di spostamento, con anche i costi dei pernottamenti.

Ecco quindi che cosa vedere nella zona di San Cassiano e di Cortina d’Ampezzo in un itinerario di due giorni sulle Dolomiti!

Visitare le Dolomiti: il nostro itinerario on the road di 2 giorni

L’itinerario che vi propongo oggi tocca alcuni dei posti più belli sulle Dolomiti a confine tra il Veneto e il Trentino Alto Adige. Si parte dalla Var Cardevole passando per Alleghe e il maestoso Monte Civetta, proseguendo per i Passi Falzarego e Val Parola. Dall’ombra del Lagazuoi seguirete alla visita di San Cassiano, celebre località in Alta Badia per raggiungere Cortina d’Ampezzo, la Perla delle Dolomiti. Terminerete al Lago di Misurina e sulle maestose Tre Cime di Lavaredo.

Questo itinerario di viaggio può essere seguito sia in estate che in inverno, prestando attenzione a essere adeguatamente forniti di pneumatici invernali e di catene nei mesi invernali. Il percorso è adatto a chi vuole visitare le Dolomiti con l’intento di godersi la natura e di rigenerarsi tra la bellezza di questo territorio.

Ecco qui sotto la mappa del nostro percorso:

Il nostro tragitto non prevede strade a pedaggi.

Per riassumere questo itinerario di due giorni tra le Dolomiti venete e del Trentino Alto Adige, ecco qui sotto alcune informazioni aggiuntive.


  • Distanza percorsa (da Padova e ritorno): 420 Km;
  • Tempo di percorrenza: circa 6 ore;
  • Ora di partenza: 06:00 del sabato;
  • Ora di rientro: 20:00 della domenica.
  • Che cosa abbiamo visto: Lago di Alleghe, Castello d’Andraz, Passo Falzarego, Passo Valparola, San Cassiano, Cortina d’Ampezzo, Lago di Misurina, Lago d’Antorno, Tre Cime di Lavaredo.

Weekend sulle Dolomiti: giorno 1


  • Distanza percorsa (da Padova): 223 Km;
  • Tempo di percorrenza: 3 ore e 20 minuti;
  • Ora di partenza: 6:00;
  • Ora di arrivo a San Cassiano: 12:15;
  • Che cosa abbiamo visto: Lago di Alleghe, Monte Cristallo, Castello di Andraz, Passo Falzarego e il Lagazuoi Piccolo, Passo Valparola e il Museo dell Grande Guerra, San Cassiano.

Monte Lagazuoi visto da Passo Falzarego
Passo Falzarego e il Monte Lagazuoi

La prima giornata del nostro weekend sulle Dolomiti ci porta dalla pianura veneta fino all’Alta Badia e al paese di San Cassiano.

Seguendo la SR203 passerete per Agordo, incontrerete il Monte Civetta e goderete dello specchio color turchese del Lago di Alleghe. Salendo la zona del Cadore le strade si faranno leggermente più ripide ma il paesaggio comincerà a diventare ancora più bello, fino a quando raggiungerete la scala di Passo Falzarego dalla cui cima, all’ombra del massiccio del Lagazuoi, godrete di uno scorcio meraviglioso del Lago di Alleghe lasciato dietro di voi.

Imboccando Passa Valparola vi ritroverete in una piana brulla ma maestosa, alle cui estremità potrete ammirare la Valle del Cordevole, da un lato, e l’apertura all’Alta Badia, dall’altro. Passando le tristi zone protagoniste della Grande Guerra inizierete la rapida discesa fino a San Cassiano, destinazione del vostro primo giorno di viaggio.

Qui potrete scegliere se soggiornare tra le vette, all’interno del bellissimo rifugio Valparola, o se rimanere in Alta Badia, per una straordinaria notte in un campeggio tra i pini, sotto le stelle.

Alleghe e il suo rinomato lago


  • Distanza percorsa: 184 Km;
  • Tempo di percorrenza: 2 ore e 25 minuti;
  • Ora di partenza: 6:00;
  • Ora di arrivo: 8:30;
  • Tempo di visita: 45 minuti;
  • Che cosa abbiamo visto: Lago di Alleghe, Monte Cristallo.

Vista del Monte Civetta dal Lago di Alleghe

La prima tappa del vostro itinerario di viaggio è Alleghe e il suo rinomato lago, dove ci fermiamo per una rapida colazione e per sgranchirci le gambe.

Alleghe è tra le località più accoglienti delle Dolomiti durante l’intero periodo dell’anno. Il paesetto si trova sulle righe dell’omonimo lago, creato da una grande frana sul Monte Piz, e abbracciato dalla maestosa parete nord del Monte Civetta. Alleghe si trova a poche ore di macchina dalla pianura, rendendola una meta ideale per una giornata rinfrescante e rilassante tra le Dolomiti.

Se foste interessati a fermarvi per qualche giorno ad Alleghe, una delle attività che non potrete mancare di fare è una passeggiata attorno al lago. Il percorso consigliato è quello in direzione di Masarè, fino allo chalet del lago. Il giro completo vi richiederà circa due ore, ma vi suggerisco di dedicare più tempo alla zona dello chalet. Da qui si gode forse della vista migliore, specialmente durante l’ora del tramonto, a ritrarre il paese di Alleghe e il meraviglioso lago ai piedi del massiccio del Civetta.

Sappiate che si tratta di una località davvero comoda e meravigliosa da cui partire alla scoperta delle Dolomiti. Si trova in una posizione centrale, dalla quale si può facilmente raggiungere brevemente in auto tante altre località meravigliose come Arabba, Sottoguda, il ghiacciaio della Marmolada, Val di Zoldo, Falcade, Cortina e tante altre.

Cosa vedere ad Alleghe e dintorni durante una vacanza più lunga

Grazie alle strade ampie e ben tenute, è davvero facile spostarsi da Alleghe e scoprire le meraviglie nascoste nei suoi dintorni. Alleghe è anche un’ottima base da cui partire per fare trekking sulle Dolomiti.

Tra le principali attrazioni da vedere ed escursioni da provare nei dintorni di Alleghe, suggerisco:

  • I borghi di Caracoi e Bramezza: piccoli villaggi ormai quasi disabitati, dagli edifici dalla particolare architettura ottomana. Entrambi hanno un particolare passato di esilio e prigionia. Sono stati entrambi costruiti per accogliere priogionieri turchi, qui relegati dalla Repubblica Serenissima per far scontare la loro pena a seguito della Battaglia di Lepanto. Da Bramezza, in particolar modo, si gode di una vista meravigliosa sulle acque turchesi del Lago di Alleghe e sul Monte Civetta. Per visitarlo, suggerisco una passeggiata da Santa Maria delle Grazie, piccola località tra Alleghe e Caprile.
  • Il Lago Coldai e il Rifugio Tissi: una delle più belle escursioni dell’Agordino da cui potete ammirare una delle pareti migliori del Monte Civetta.
  • L’escursione al Rifugio Sassobianco: una salita di circa 3 ore che ripaga con il balcone panoramico di Rifugio Sassobianco, poco conosciuto ma con una vista mozzafiato sul Monte Civetta.
  • Sottoguda e i suoi meravigliosi Serrai: bastano pochi chilometri per raggiungere Sottoguda, poco prima di Malga Ciapela, inserito tra i borghi più belli d’Italia. Oltre all’arte della forgiatura del ferro artistico, Sottoguda è famoso per la Valle dei Serrai, un profondo canyon naturale plasmata dal Torrente Pettorina percoribile durante tutto l’anno. In inverno è una delle destinazioni più ricercate per gli amanti dell’ice climbing che vengono da tutto il mondo per scalare le pareti della valle, che si decorano da straordinarie cascate ghiacciate dall’aspetto inimitabile. Non per niente si tratta di una delle bellezze più apprezzate delle Dolomiti, sito Unesco famoso in tutto il mondo.
  • La Marmolada: sia d’estate che d’inverno potete prendere la funivia che parte da Malga Ciapela (non proprio economica) e raggiungere la cima, dalla cui terrazza panoramica di 3300 m si gode una vista spaziale sulle montagne del Triveneto e sul ghiacciaio, il più esteso dei Monti Pallidi. Poco più giù, alla fermata intermedia, suggerisco una visita al Museo Marmolada Grande Guerra 3000 M.
  • Selva di Cadore: dirigendovi verso Passo Staulanza ai piedi del Monte Pelmo, conosciuto anche come “Il Caregon del Padre Eterno”. Conosciuta specialmente d’inverno come nota località sciistica, Selva di Cadore d’estate diventa una valle soleggiata ideale per una serie di interessanti escursioni, come quella al sito dove è stato rinvenuto l’uomo di Mondeval.
  • Val di Zoldo: conosciuta come Terra dei Gelatieri per il grande numero di autoctoni che nel corso degli anni hanno lasciato la terra d’origine per esportare la loro arte in tutto il mondo. Insieme ad Alleghe e Selva di Cadore, Val di Zoldo fa parte dello Ski Civetta e ne è una porta di accesso.
  • Canale d’Agordo: picolo paese caratterizzato dalla Valle del Bios, conosciuto per essere il paese d’origine di Papa Luciani. Proseguindi lungo la valle potrete raggiungere la Valle di Gares, celebre località dove praticare lo sci di fondo, e Falcade, anche questa famosa per gli sport invernali ma anche per le escursioni in direzione di Passo San Pellegrino.

Castello di Andraz


  • Distanza percorsa: 20 Km;
  • Tempo di percorrenza: 23 minuti;
  • Ora di partenza: 9:15;
  • Ora di arrivo: 9:40;
  • Tempo di visita: solo di passaggio;
  • Che cosa abbiamo visto: Castello d’Andraz;

Il Castello di Andraz sulle Dolomiti venete.
Il castello di Andraz

Passando l’area di Alleghe la strada comincerà a salire e a farsi più impervia, fino a raggiungere il tratto di percorso che, con i suoi 17 tornati ad arrampicarsi sulla parete della montagna, vi porteranno al Passo Falzarego.

Poco prima, sul lato sinistro della valle, noterete il lontanzanza i resti del Castello di Andraz, una fortezza medievale andata pesantemente danneggiata nel corso della Grande Guerra.

Questo tratto di strada è davvero scenografico: la valle si stringe e ci si ritrova a scalare a zig zag la ripida parete del passo, mentre i boschi cominciano a farsi sempre più radi e ci avviciniamo alle vette rocciose che ci sovrastano. Man mano che si sale, la vista cambia continuamente come una partita di tennis, mostrandoci una volta il lato della montagna, per svoltare e ritrovarsi ad avere la lunga vallata alla nostra destra, con il Lago di Alleghe in lontananza.

Passo Falzarego


  • Distanza percorsa: 6 Km;
  • Tempo di percorrenza: 12 minuti;
  • Ora di partenza: 10:00;
  • Ora di arrivo: 10:12;
  • Tempo di visita: 45 minuti;
  • Che cosa abbiamo visto: Passo Falzarego, Rifugio Col Gallina, Piccolo Lagazuoi.

La chiesetta di Passo Falzarego con, sullo sfondo, il Monte Lagazuoi.

A un’altitudine superiore ai 2109 m, Passo Falzarego si trova in Veneto, a pochi Km dal confine con il Trentino Alto Adige.

Nato come importante punto di collegamento tra l’alto Agordino e la valle di Cortina d’Ampezzo, oggi è un’apprezzata meta turistica alpina per via dei meravigliosi panoramici e la vasta presenza di sentieri e vie ferrate a ripercorrere le importanti testimonianze storiche della Prima Guerra Mondiale.

Passo Falzarego è una delle attraversate montane più belle d’Italia, apprezzato dai cicloamatori e fortemente legato a questo sport. Nel corso della storia, la strada che conduce al passo è stata più volte percorsa dal Giro d’Italia (famosa la prima vittoria di Fausto Coppi su Gino Bartali nel 1946).

Raggiunto il passo, parcheggiamo l’auto presso la piccola Funivia e scendiamo per ammirare la spettacolare vista sulla vallata sottostante e sull’imponente montagna che ci sovrasta, il Monte Lagazuoi.

Monte Lagazuoi visto durante il tramonto da Passo Valparola
Il Monte Lagazuoi visto al tramonto

Si tratta di un luogo davvero intrinseco di storia, un imprenetrabile fortezza, oggi divenuta museo a cielo aperto, con guglie, torrioni e basi militari nascoste nel suo cuore. Al tempo del conflitto, il Lagazuoi era una zona di confine sotto al controllo dell’Impero Austro-ungarico e venne scelto come appostamento difensivo d’ingresso alla valle dell’Alta Badia. Tutto questo è assurdo, pensando come a pochissima distanza, a passo Falzarego, alla 5 Torri e Cengia Martini si trovavano gli italiani.

Di questi luoghi, oggi è possibile visitare le trincee e le postazioni restaurate dal Museo all’Aperto della Grande Guerra, seguire sentieri e percorsi riaperti e restaurati grazie all’aiuto di molti volontari.

Camminando tra le strette e impervie trincee scavate a mani nude tra la roccia è difficile non immedesimarsi con i soldati che hanno vissuto questi luoghi, decisi a sopravvivere a ogni costo e a difendere la libertà dei propri cari.

Proprio a Passo Falzarego troverete la funivia dalla piccola cabina rossa (al costo di 15 euro per una corsa) che conduce alla cima del Lagazuoi, nei pressi dell’omonimo rifugio (2750 m). Vi rimando al sito con tutte le informazioni sulla funivia da Passo Falzarego e Rifugio Lagazuoi: orari, costi e molto altro.

La funivia Lagazuoi sul Passo Falzarego.
La funivia che porta sulla cima del Monte Lagazuoi

In alternativa alla cabinovia potrete scegliere di intraprendere il Sentiero del Fronte, percorribile da tutti. Una buona idea potrebbe essere quella di salire in funivia, per dedicare le forze all’escursione desiderata e ridiscendere a Passo Falzarego a piedi (in circa 2 ore).

Il nostro itinerario tra le Dolomiti ha (come sempre d’altronde) una lista molto lunghe di fermate, per cui questa volte decidiamo di non salire, “accontentandoci” del meraviglioso panorama che si gode da Passo Falzarego.

Da visite passate vi posso confermare come la salita al Rifugio Lagazuoi valga comunque il vosto tempo e le vostre fatiche. L’edificio è rinomato per la sua ottima cucina casereccia e ha una terrazza panoramica con panche esterne da cui si gode di una vista eccezzionale sulle cime dolomitiche e sulla valle di Alleghe. La vista spazia dalla Marmolada, alle 5 torri, Sassongher e Odle.

Cosa fare in cima al Lagazuoi: sentieri ed escursioni

Da Rifugio Falzarego si diramano una serie di sentieri, trekking ed escursioni tra le più interessanti delle Dolomiti, che permettono di visitare il Lagazuoi e le Tofano seguendo semplici sentieri, vie ferrate o mulattiere.

Tra le escursioni a partire da Rifugio Lagazuoi adatte agli amanti della montagna e della storia vi suggerisco:

  • La croce di vetta del piccolo Lagazuoi: un sentiero facile, adatto a tutti, anche ai bambini, che porta alla piccola croce in soli 15 minuti di passeggiata.
  • Il Museo della Grande Guerra: un’altra escursione semplice che porta alle trincee scavate nella roccia, alle postazioni di mitragliatrici e ai ricoveri per i soldati e per il cibo. Per seguire questo percorso è indispensabile il noleggio del caschetto e della torcia.
  • Il sentiero Kaiserjager (ferrata): la salita che da passo Falzarego (anche percorribile da Passo Valparola) conduce al Rifugio Lagazuoi attraverso i percorsi e le gallerie tracciate dai soldati austriaci. In tempo di guerra, rappresentava la via di comunicazione tra il fondovalle e le postazioni austriache in quota sul Lagazuoi. Durante la salita si godono di fantastici panorami sulle principali vette Dolomitiche, in primi sul gruppo delle Tofane. L’escursione è abbastanza impegnativa ma è attrezzata da corde fisse. Nonostante siano solo 700 metri di dislivello, sono da non sottovalutare alcuni tratti molto esposti. Il sentiero conduce prima alla cresta, poi al Piccolo Lagazuoi e infine al Rifugio Lagazuoi.
  • Il percorso verso Averau, Nuvolau e le 5 Torri: l’escursione di cui parliamo qui sul nostro blog post che porta ai rifugi Nuvolau, Averau e Cinque Torri è senz’altro una tra le più belle escursioni che si possono fare nelle Dolomiti Ampezzane di Cortina. Il rifugio Nuvolau è il rifugio più antico delle Dolomiti, situato sulla sommità del Nuvulau a 2575 metri s.l.m. Questo offre uno dei panorami a 360 gradi più belli tra tutte le Dolomiti. Oltre al meraviglioso panorama, questo è un luogo ricco di storia. Ne potrete ripercorrere le testimonianze presso il museo all’aperto delle 5 Torri, dove si snoda sentieri, camminamenti e trincee percorribili da tutti.
  • Le falesie: gli appassionati di scalate e palestre di roccia possono provare i tracciati della Falesia del Lagazuoi e della Falesia del Sasso di Stria.
  • La Galleria dell’Anticima (per escursionisti esperti, percorribile in 3 ore con dislivello totale di 639 m);
  • Il sentiero 20 fino a Rifugio Scottoni (difficoltà facile, percorribile in 1 ora e 30 minuti, distanza 4.5 Km con un dislivello di 770 m in discesa);
  • I segnavia Cai 403, Cai 412, Cai 224 fino a Rifugio Dibona (difficoltà facile, percorribile in 3 ore con un dislivello di 350 m).

Passo Valparola


  • Distanza percorsa: 3 Km
  • Tempo di percorrenza: 5 minuti;
  • Ora di partenza: 11:00;
  • Ora di arrivo: 11:05;
  • Tempo di visita: 55 minuti;
  • Che cosa abbiamo visto: Passo Valparola, Museo della Grande Guerra, Rifugio Valparola, Monte Lagazuoi Piccolo.

Il museo della Grande Guerra del Passo Valparola.

Nel transitare lungo Passo Valparola facciamo una breve sosta al Museo dedicato alla Grande Guerra.

Allestito all’interno del forte austriaco Tre Sassi, il museo è un’importante memoriale storico degli avvenimenti accaduti durante la Prima Guerra Mondiale, di cui si vedono ancora ben vivi i segni delle battaglie combattute tra le vallate e le cime circostanti. La visita, a pagamento (un biglietto intero costa 8 euro), è un escurso tra cimeli e reperti, da divise di combattimento, resti di artiglieria e oggetti quotidiani appartenuti ai soldati.

Lasciando lo spiazzo che da sul museo seguiamo attraverso Passo Valparola fino al Rifugio Valparola, aperto tutti i giorni per pernottamenti e pasti a base di cucina casareccia di montagna (consiglio la prenotazione!)

Al rifugio ci prendiamo qualche minuto per godere la semplice bellezza naturale di questo posto. Siamo circondati da montagne in ogni dove, c’è anche un piccolo laghetto e davanti a noi si apre una lunga valle dai colori brillanti. Risaliti in auto, cominciamo a ridiscendere i tornanti che portano in Alta Badia e a San Cassiano, luogo dove passeremo il nostro pomeriggio e la nostra notte tra le Dolomiti.

Oltre alla cucina, il rifugio offre anche la possibilità di pernottamento presso una delle stanze con vista. Un’esperienza che suggeriamo e che non vediamo l’ora di ripetere!

Visita a San Cassiano in Alta Badia


  • Distanza percorsa: 10 Km;
  • Tempo di percorrenza: 14 minuti;
  • Ora di partenza: 12:00;
  • Ora di arrivo: 12:15;
  • Tempo di visita: tutto il pomeriggio, fino a sera;
  • Che cosa abbiamo visto: San Cassiano.

Parco di montagna con mucche al pascolo e vista su Col dell'Ocia da San Cassiano.

L’Alta Badia, con i paesi di San Cassiano, Colfosco, Corvara e La Villa, è una delle destinazioni più importanti e famose delle Dolomiti.

Essendo una zona tanto ricca di bellezze naturali e di percorsi escursionistici, l’idea di vedere l’Alta Badia in una sola vacanza è un’impresa un po’ ardua.

Per questo motivo, tra le tante meraviglie da visitare in Alta Badia abbiamo scelto San Cassiano, il paese forse più turistico, ma anche più caratteristico e romantico dell’Alta Badia.

San Cassiano è rinomato durante l’intero periodo dell’anno. D’estate è una meta apprezzata dagli escursionisti e dagli alpinisti che desiderano mettersi alla prova nella scalata delle famose vette del del Conturines, La Varella, del Settsass e del Lagazuoi.

D’inverno San Cassiano è una meta gettonata per gli amanti della neve e per chi pratica sci di fondo, con una comoda cabinovia a collegare direttamente agli impianti dell’Alta Badia, parte del Dolomiti Superski.

La zona ospita quattro delle nove baite dell’Alta Badia che, tramite la collaborazione di chef locali e di altre regioni italiane, propongono un itinerario gastronomico molto apprezzato e raffinato, denominato “i sapori del bosco“.

Guidare fino a qui è una piacevole avventura e la vista che si gode durante l’intera attraversata del Passo Falzarego e Val Parola è davvero spettacolare.

Vista panoramica dell'Alta Badia dal Rifugio Valparola.
Vista dell’Alta Badia dal Rifugio Valparola

Sceso il breve tratto di strada a tornanti che offre il benvenuto a Val Badia, abbiamo lasciato l’auto al Camping Sass Dlacia, dove abbiamo passato la notte in una meravigliosa capanna in legno sotto le fronde di una pineta, incasonata in una stretta valle al di sotto del Col dell’Ocia.

Vista del Col dell'Ocia dietro all'edificio principale del Camping Sass Dlacia di San Cassiano.
Vista dal parcheggio del campeggio Sass Dlacia a San Cassiano

Da qui abbiamo preso il sentiero cliclo pedonale di meditazione “Klaus e Dorothea von der Flüe” che, accostando la strada tra la pineta e i prati, raggiunge dopo circa 3.7 Km il centro del piccolo comune di San Cassiano.

Il Paese di San Cassiano si trova in Val Badia, a 1537 m, a pochi chilometri da Corvara e Colfosco. San Cassiano è un tipico borgo di montagna, con una piazzetta e un centro contenuto, ammodernato per ospitare appartamenti, bar, ristoranti e negozi per chi ama fare shopping.

Vista panoramica del paese di San Cassiano.

Molti degli hotel nel centro di San Cassiano sono l’ideale per chi vuole dedicarsi a una vacanza di relax e benssere con solarium, beauty farm, massaggi e cosmesi.

Quando ci siamo stati noi, San Cassiano era al di fuori della stagione turistica, una fortunata casualità che ci ha permesso di godere il piccolo ma carino centro storico con tranquillità. La principale attrazione di San Cassiano è la natura con i verdi prati e i pascoli, le vette del Lavarella e del Conturines, così straordinariamente vicine e imponenti da catturare sempre il nostro sguardo.

Vista delle Dolomiti da San Cassiano.

Il mercatino dei prodotti locali di San Cassiano

Ogni mercoledì da luglio a fine agosto si tiene a San Cassiano un simpatico mercatino, dove potrete trovare oggetti artigianali e tradizionali, prodotti biologici come miele, marmellate, speck e pane.

Oltre ai suoi meravigliosi itinerari dedicati alla Grande Guerra e agli appassionati di escursioni e di alpinismo, a San Cassiano troverete molto da fare e da vedere.

Eventi e gare a san Cassiano

Ogni anno San Cassiano ospita sifde e gare a cui prendono parte escursionisti e amatori da tutta Europa! Dall Ski World Cup Alta Badia, il Sella Ronda Bike Day, la Maratona dles Dolomites e il Tour de Sas. Se siete interessati, vi rimando al sito web del comune di San Cassiano, dove troverete tutte le informazioni su date, costi e come partecipare!

Tra le strade della zona pedonale non mancherete di notare la Chiesa dedicata a San Giovanni Cassiano, dalla tipica architettura in stile alpino e dalla vivace facciata bianco e verde che crea una forte armonia con l’ambiente naturale circostante. Al suo interno, di un’unica navata, si conserva il dipinto di Franz Rudiferia che rappresenta il Creatore dell’Universo.

La chiesa principale nel paese di San Cassiano.

Lo sapevi che…?

In Alta Badia si parla Ladino, termine che deriva da Ladinia, nome utilizzato per indicare un insieme di cinque valli montane caratterizzate principalmente dalla lingua parlata. Della tradizione ladina non fa parte solo la lingua, ma l’insieme di cultura, storia, natura, artigianato, racconti e leggende che accomunano Val Badia con Val Gardena, Val di Fassa, Val di Livinallongo e d’Ampezzo.

Nel visitare San Cassiano entrerete in contatto con gli aspetti più importanti del suo passato. Sempre nel centro del paese, proprio di fronte alla chiesa si trova un piccolo museo dedicato proprio alla formazione rocciosa delle Dolomiti e al popolo ladino, con una sezione contenente lo scheletro dell’ursus ladinicus, l’orso che popolava queste zone oltre 40 mila anni fa.

Uno dei molti verdi prati di San Cassiano.

L’esposizione, per quanto non molto grande, è piacevole da visitare e si è rivelata particolarmente interessante per via delle molte curiosità sulla cultura ladina, con un percorso interattivo dedicato alla formazione delle Dolomiti arricchito da una grande raccolta di fossili provenienti dalle montagne circostanti.

Imboccando la salita affianco alla chiesa e seguendo il breve tratto d’asfalto che conduce al di sopra del paese, è possibile raggiungere il segnavia numero 15 che, se sguito, conduce al Santuario e Rifugio Santa Croce a 2045 m, una passeggiata a tratti faticosa ma che ripaga con un paesaggio meraviglioso una volta raggiunta la vetta.

Cima Curtines vista da San Cassiano.

San Cassiano è ideale per il tramonto

Eh già, San Cassiano, così vicino all’imponente complesso del Sella è tra i luoghi migliori dove poter godere di uno splendido tramonto sulle montagne Patrimonio Unesco dell’Umanità. Complice è anche il fenomeno dell’Enrosadira, al tramonto le montagne si accendano di un colore rosso intenso, con sfumature che vanno dal giallo al rosso, per scomparire nei più tenui rosa e viola.
Monte Lagazuoi visto durante il tramonto da Passo Valparola

Comperati pane, formaggi e affettati per dei panini, siamo rientrati al campeggio dove, dopo una cena poco elegante ma deliziosa, abbiamo passato la serata a leggere il libro sotto le stelle.


Informazioni per la visita al Museum Ladin Ursus ladinicus

  • Orari di apertura: martedì – domenica / 10:00 – 18:00 /;
  • Costo dell’ingresso:
    • adulti: 6 euro;
    • famiglia (2 adulti+ bambino fino a 16 anni): 12 euro;
    • ridotto (studenti fino 27 anni, senior, persone con handicap, gruppi con oltre 15 persone): 4.50 euro;
    • scuole: 2 euro (per alunno);
    • gratis: bambini fino ai 6 anni,
  • Durata della visita: 40 minuti.
  • Sito web ufficiale: https://www.museumladin.it/.

Cosa vedere in Alta Badia nei dintorni di San Cassiano

Nel caso vogliate fermarvi per qualche giorno, l’alta Badia e la zona di San Cassiano sono ricche di sentieri ed escursioni capaci di intrattenervi e di stupirvi. Le chiesette alpine dell’Alta Badia sono adornate da statue e affreschi di artisti altoatesini. Molti sono i musei dedicati alla tradizione ladina, alla storia e alla formazione delle Dolomiti. Tra le principali bellezze da vedere in Alta Badia, i sentieri e le escursioni da percorrere a San Cassiano e dintorni consiglio:

  • La Grotta di Santa Croce in Val Badia, raggiungibile con una passeggiata di 30 minuti dal Santuario e Rifugio Santa Croce.
  • L’escursione al Rifugio Fanes, di media difficoltà, parte dal ristorante Capanna Alpina (dove potete lasciare l’auto un giorno intero per 5 euro) per salire, dopo un primo tratto particolarmente ripido, di 300 metri fino a raggiungere la piana che ospita il rifugio, da dove si gode di un panorama davvero apapgante.
  • La passeggiata fino a Rifugio Pralongià, di circa 2 ore ma di facile difficoltà, un percorso che attraversa boschi, prati costeggiati da qualche casolare e antico fienile, fino ad arrivare al rifugio, alla vista delle affascinati vette del Sella, del Monte Cavallo, del Lagazuoi, Sassongher e le Cunturines.
  • Tru di artisæ – il sentiero degli artisti: si tratta di una galleria d’arte all’aria aperta dove sono esposte le principali opere degli artisti di Val Badia. Per raggiungerla, seguite il percorso di 3.5 Km che segue lungo il fiume Gadera che da San Cassiano arriva fino a La Villa.
  • Il Lagazuoi e Passo Val Parola, un’area che colpisce non solo per le impressionanti pareti dolomitiche, ma anche per l’importante testimonianza storica legata alla Grande Guerra. Tra i molti itinerari escursionisitici, suggerisco quello delle gallerie del Lagazuoi, di partenza dal Paso o dal Rifugio Lagazuoi, raggiungibile in cabinovia. Si tratta di un percorso non adatto a tutti poichè umido, buio e in parte pericoloso. Gli escursionisti più esperti, dotati di caschetti, torce, guanti e attrezzatura da ferrata potranno intraprendere molti sentieri che fanno veramente capire le sofferenze patite dai soldati durante la Grande Guerra.
  • Il Lago Lagazuoi: raggiungibile dai rifugi Capanna Alpina e Scotoni (o da Rifugio Falzarego una volta raggiunto in cabinovia).
  • Il Rifugio Piz Sorega, facilmente raggiungibile in cabinovia dal centro di San Cassiano, è un meraviglioso punto panoramico e crocevia di montagna, da cui partono numerose escursione di diversa difficoltà, ben segnalati che permettono di visitare in tutte le sue parti il Piz SoregaPralongià e Piz la Ila.
  • Il Lago di Boè in Val Badia, un piccolo specchio d’acqua incastonato nel meraviglioso spettacolo del complesso Sella. Potete raggiungere il Lago di Boè da Corvara ,salendo con la cabinovia Boè fino ai 2.191 metri del Rifugio Piz Boè Alpin Lounge, per poi prosegure a piedi per altri 100-150 metri.
  • Le Cascate del Pisciadù, una delle poche cascate sulle Dolomiti, si trova poco lontano dal centro di Colfosco e si può raggiungere tramite una facile passeggiata adatta a ogni tipo di escursionista.
  • Passo Gardena, uno dei passi più scenografici delle Dolomiti si trova a una breve passeggiata da Colfosco, passando proprio per le Cascate del Pisciadù.
  • Il Museo Ladino Ciastel de Tor a San Martino di Badia: adibito all’interno di un magnifico castello medievale, propone un’esperienza di visita simile a quella del Museum Ladin Ursus Ladinicus a San Cassiano, con una mostra dedicata alla tradizione ladina e alla formazione rocciosa delle Dolomiti.
  • Il laghetto Lech Da Sompunt, raggiungibile con una breve camminata da La Villa, un piccolo paese di montagna a soli 5 Km da San Cassiano.
  • L’antica chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Corvara: nell’omonima località, è la chiesa più antica nella Val Badia, risalente al 1347.
  • La cappella di Santa Barbara a La Valle: una ricca cappella riccamente addornata costruita sulla parete della montagna, da cui si gode di una vista panoramica unica sulla valle sottostante. La cappella si raggiunge dopo un percorso meditativo in cinque stazione, in partenza proprio da La Valle.

Weekend sulle Dolomiti: giorno 2


  • Distanza percorsa (escluso il rientro a Padova): 45 Km;
  • Tempo di percorrenza: 1 ora e 15 minuti;
  • Ora di partenza: 09:00
  • Ora di arrivo: 12:06;
  • Che cosa abbiamo visto: Corina d’Ampezzo, Lago di Misurina, Lago d’Antorno, Tre Cime di Lavaredo.

Vista panoramica delle Tre Cime di Lavaredo e del Rifugio Locatelli dalla croce nei pressi del rifugio stesso.

Per quanto sia difficile lasciarci alle spalle lo spettacolo meraviglioso di San Cassiano, è tempo di rimettersi in viaggio. Ripercorrendo a ritroso il Passo Valparola fino a Passo Falzarego seguirete a sinistra in direzione di Cortina d’Ampezzo. Anche questa strada lascia spazio a vedute mozzafiato.

Man mano che scendiamo verso la Conca Appezzana ci fermiamo più e più volte sugli spiazzi lungo la SR 48 per ammirare lo spettacolo: le Tofane da un lato, il Pomagagnon e il Cristallo dall’altro, il Faloria, le Cinque Torri.

Arrivando a Cortina da Passo Falzarego si gode in particolar modo di una visuale davvero bella sulla cittadina di montagna, ai piedi delle Dolomiti. Suggerisco il punto panoramico del Parcheggio Belvedere.

Scendiamo poi lungo le strade del centro in direzione del parcheggio gratutio di Via dei Campi numero 8, a pochi passi dal corso centrale di Cortina.

Da qui, terminata la visita al centro storico, tornerete su strada dove, zigzagando tra le ultime curve, arriverete al Lago di Misurina e, in seguito, al Lago d’Antorno, con le loro viste uniche sulle Dolomiti, ombre possenti che vi circonderanno e vi riempiranno di meraviglia. Qui, tra tutte, noterete la vista laterale delle montagne più famose tra tutte, le Tre Cime di Lavaredo, raggiungibili in bus o con la vostra auto.

Cosa vedere a Cortina d’Ampezzo


  • Distanza percorsa: 30 Km;
  • Tempo di percorrenza: 46 minuti;
  • Ora di partenza: 09:00;
  • Ora di arrivo: 09:46;
  • Tempo di visita: 2 ore;
  • Che cosa abbiamo visto: Cortina d’Ampezzo.

Vista panoramica di Cortina d'Ampezzo.

Cortina d’Ampezzo è una star sulle Dolomiti. Conosciuta da sempre come “Regina delle Dolomiti“, è una delle località di villeggiatura più frequentate ed eleganti di tutta Europa, grazie soprattutto allo scenario delle Dolomiti che fanno da sfondo.

Tra i centri d’alpinismo più importanti d’Italia, Cortina d’Ampezzo è il luogo ideale da utilizzare come base da cui partire per passeggiate ad alta quota o escursioni alla scoperta dei borghi meravigliosi arroccate tra le pareti delle strette vallate montane.

Ovviamente le cose da fare e vedere a Cortina d’Ampezzo e dintorni sono davvero tante, a partire dalla grande quantità di sentieri ed escursioni che si diramano attraverso la valle a salire le meravigliose cime Dolomitiche che la circondano.

Visitare veramente Cortina D’Ampezzo richiede più di un giorno, di certo non ci aspettavamo di vedere tutto in poche ore come abbiamo fatto noi. Nonostante questo, sono più che sufficienti per una passeggiata tra le strade del centro, per prendere confidenza con questa località e ammirare il meraviglioso spettacolo delle cime rocciose che la circondano.

Di sicuro Cortina d’Ampezzo non è adatta ai viaggiatori low cost, difficilmente riuscirete a trovare un alloggio economico. Questo poi dipende da persona a persona, ma a chi come noi preferiscono esperienze low cost suggerisco di visitare Cortina d’Ampezzo di passaggio.

Molti dei miei amici appassioanti di montagna mi aveva descritto Cortina d’Ampezzo come un pesce for d’acqua, ma incuriosito ho comunque voluto dargli una possibilità. Purtroppo la mia visita ha confermato le mie aspettative, anche se voglio spezzare una lancia in suo favore.

Sfortunatamente Cortina d’Ampezzo ha abbandonato molta della sua tradizione e rusticità, di ciò che rende speciale e unico il tipicolo borgo e paese di montagna. Lo ha fatto per dare spazio al turismo, allo shopping e alle botique di alta moda. La visita non richiede molto tempo e si sviluppa attorno a Corso Italia dove troverete ancora antichi palazzi storici e monumenti alla sua storia montana come la Basilica dei Santi Filippo e Giacomo e gli edifici che affacciano sulla piazza intitolata ad Angelo Dibona. Purtroppo, tutto perde di valore e di interesse di fronte alle luccicanti e sfarzose delle vetrine e dei negozi, le colorate insegne dei bar e dei ristoranti, gli imponenti edifici dei lussuosi alberghi di montagna.

La facciata della Basilica dei Santi FIlippo e Giacomo di Cortina d'Ampezzo.

Bisogna però dire che Cortina d’Ampezza porta alla montagna molte persone che normalmente non ci andrebbero o che magari hanno un maggiore bisogno di relax, perchè alla ricerca di un’esperienza di benessere diversa da quella che gode chi apprezza normalmente la montagna, ma che molto spesso passa le vacanze lungo faticosi sentieri sulle vette.

Penso che Cortina abbia molto da insegnare, a modo suo, su come si vive la montagna. Aiuterà la gente a scoprire luoghi nuovi e meravigliosi e farà tornare a casa arricchiti, con una consapevolezza diversa su ciò che si vive in alta quota.

La passeggiata lungo Corso Italia è comunque un’esperienza piacevole e rilassante. Se volete rendere la vostra visita più interessante potete valutare una visita ai tre musei principali di Cortina d’Ampezzo. Parlo del Museo d’arte moderna Mario Rimoldi, il Museo Paleontologico e, forse il più interessante, il Museo delle regole d’Ampezzo, una mostra etnografica che ricorda gli usi e costumi dell’epoca.

Piazzetta con negozi, hotel e ristoranti a Cortina d'Ampezzo.

La Libreria Sovilla

La consigliano in molti e lo faccio anch’io molto volentieri, perchè rappresenta un antico baluardo di cultura e della Cortina che fu. Nel visitare Cortina d’Ampezzo vi suggerisco una breve sosta alla Libreria Sovilla, in Piazza Silvestro Franceschi numero 11. Si tratta di una libreria “ancora vecchio stampo”, di quelle dove potrete trovare delle bellissime sorprese di tempi passati e proposte letterarie davvero interessanti, a prezzi scontati (forse anche fin troppo per essere materiale di cultura!)

Terminata la sfilata lungo le strade del centro, ci rimettiamo in auto per risalire verso una delle attrazioni più belle nei dintorni di Cortina d’Ampezza, ma anche tra le migliori delle intere Dolomiti: il Lago di Misurina.

Cosa vedere nei dintorni di Cortina d’Ampezzo

Le escursioni da Cortina d’Ampezzo sono davvero tante e offrono la possibilità di riempire giorni interi di vacanza.

Tra le maggiori cose da vedere nei dintorni, i sentieri e le escursioni da Cortina d’Ampezzo, vi suggerisco:

  • Le Cinque Torri: sono facilmente raggiungibili in seggiovia, lasciando l’auto a Passo Falzarego in località Bai de Dones (potete raggiungere l’inizio percorso anche in bus) o nel corso di una bella passeggiata partendo dalla zona del Falzarego (sentiero 425) o del Passo Giau (sentiero 443). Le Cinque Torri sono un meraviglioso monumento naturale, composto da cinque torri in pietra (di diversa altezza) e dalla forma decisamente particolare. Una volta saliti di quota attraversando boschi e prati, è inoltre possibile seguire il sentiero della Grande Guerra, lungo un percorso ben tracciato, potendo camminare tra le trincee e le postazioni dei soldati perfettamente restaurati.
  • Il Lago di Misurina: uno dei simboli delle Dolomiti e tra migliori cose da vedere da Cortina d’Ampezzo. Si trova 20 Km di distanza e, oltre alla passeggiata attorno al lago, propono una visuale davvero particolare sulle Tre Cime di Lavaredo.
  • Le Tre Cime di Lavaredo: a pochi chilometri dal Lago di Misurina, una visita a questa fantastica località è immancabile. Sia che saliate in autobus o in auto, anche senza seguire il Giro ad Anello delle Tre Cime, la vista da Rifugio Auronzo è una delle vedute migliori di cui godrete nella vostra vita.
  • I panorami e sentieri da Passo Falzarego e dalla terrazza panoramica di Rifugio Lagazuoi (vedi sopra);
  • Lago Sorapiss: incastonato tra le Dolomiti a 1923 m di altitudine, questo lago dalle particolari sfumature color turchese è raggiungibile solo a piedi, seguendo un percorso di montagna dove impegno e attrezzatura adatta sono necessari. Si tratta difatti di un percorso con tratti pericolosi, non adatto a chi soffre di vertigini. Si parte dal passo Tre Croci e si prende il sentiero 215 per proseguire per due ore, fino ad arrivare al bacino dove si specchia l’imponente montagna omonima al lago. In alternativa, potete prendere il segnavia 217, meno esposto ma molto più impegnativo.
  • Il borgo di Cibiana di Cadore: un paesetto particolarmente famoso per la ricca presenza di murales che arricchiscono edifici e abitazioni creando una meravigliosa raccolta di affreschi a raccontare la storia del paese.
  • La salita al Rifugio Faloria e al Rifugio Capanna Ra Valles, sulla Tofana di Mezzo. In entrambi i casi potete salire in funivia praticamente dal centro del paese.

Visitare il Lago di Misurina e le Tre Cime di Lavaredo


  • Distanza percorsa: 15 Km;
  • Tempo di percorrenza: 21 minuti;
  • Ora di partenza: 11:45;
  • Ora di arrivo: 12:06;
  • Tempo di visita (passeggiata al Lago di Misurina e d’Antorno): 2 o 3 ore;
  • Tempo di visita (escursione a Rifugio Auronzo sulle Tre Cime di Lavaredo): 4 ore;
  • Tempo di visita (passeggiata ad anello attorno alle Tre Cime di Lavaredo): 6 ore;
  • Che cosa abbiamo visto: Lago di Misurina, Lago d’Antorno, Tre Cime di Lavaredo.

Vista delle Tre Cime di Lavaredo dal Lago di Misurina.

Misurina è una frazione di Auronzo di Cadore (BL) e si trova a 1756 m sul livello del mare.

Proprio nei confini di questa località si trova il Lago di Misurina, una delle attrazioni naturalistiche in assoluto più belle sulle Dolomiti. Per via della sua posizione riparata, il Lago di Misurina offre un vero e proprio spettacolo durante tutto l’anno. Se d’inverno la superficie si ricopre di uno strato di ghiaccio tanto spesso da poterci camminare sopra, d’estate il lago rispecchia il grandioso paesaggio montuoso che lo circonda. Nei pressi del lago sono presenti diversi bar e ristoranti, come anche il celebre hotel sul cui sfondo si trova l’imponente Monte Cristallo. Durante la stagione estiva, presso una delle passerelle in legno, è possibile noleggiare un pedalò.

Sulle placide acque del Lago di Misurina si specchiano alcuni dei più imponenti giganti di roccia delle Dolomiti. Fra questi, spiccano il Sorapiss, il Monte Piana, il Cristallo. Dalle sponde del lago potrete ammirare la parete laterale di una delle Tre Cime di Lavaredo, una visuale forse non completa ma di particolare impatto.

Il celebre hotel giallo del Lago di Misurina.

Proprio il Lago di Misurina è inoltre uno dei punti di partenza più comuni verso le Tre Cime di Lavaredo, uno dei simboli più celebri delle Dolomiti.

Da qui potrete prendere gli autobus o imboccare con la vostra auto la strada che conduce a Rifugio Auronzo, punto di partenza del celebre sentiero ad anello attorno alle Tre Cime, una passeggiata di 9.7 Km con 400 m di dislivello di difficoltà facile. L’intero percorse richiede circa 3 ore e 30 minuti e porta su alcuni dei migliori punti panoramici su questo simbolo indiscusso delle Alpi italiane.

Durante la stagione estiva Rifugio Auronzo può essere raggiunto in auto (al costo di 30 euro per la giornata) o con l’autobus (8 euro a/r). Durante il periodo invernale la strada rimane chiusa e il rifugio è raggiungibile solo a piedi o in motoslitta. Per maggiori informazioni sulla visita alle Tre Cime di Lavaredo vi rimando alla nostra guida dettagliata.

Al causa dell’arrivo in tarda mattinaa il tempo necessario a salire a Rifugio Auronzo, seguire l’itinerario ad anello attorno alle Tre Cime e scendere al Lago di Misurina non è sfortunatamente sufficiente per tornare a casa entro sera. Per questo vi suggerisco di considerare se limitarvi a salire in auto o in autobus per godere comunque dal panorama spettacolare che si gode da Rifugio Auronzo.

In alternativa vi suggerisco di valutare lil giro del Lago di Misurina a piedi (di circa 2.6 Km) o del vicino Lago d’Antorno (raggiungibile in auto o in 30 minuti a piedi), forse più piccolo ma che ho trovato molto tranquillo e pacifico.

Terminata la visita, vi suggerisco di avviarvi verso casa. Le Dolomiti nei weekend sono sempre molto frequentate e non è così inusuale rimanere imbottigliati nel traffico nella via del ritorno.

Cosa vedere nei dintorni di Misurina

Vista panoramica del Lago d'Antorno sulle Dolomiti.
Il Lago d’Antorno, nei pressi di Misurina.

Tra le migliori passeggiate ed escursioni da Misurina e il suo Lago, vi suggerisco:

  • Le Tre Cime di Lavaredo: immancabili, raggiungibili in 3 ore di cammino, in auto o in autobus. Trovate qui la nostra guida completa alla visita, al percorso ad anello e agli altri sentieri percorribili da Rifugio Auronzo.
  • Il Lago d’Antorno: si trova a soli 2 Km dal Lago di Misurina, sulla strada che porta alle Tre Cime di Lavaredo. Per quanto più piccolo, anche questo lago offre una serie di scorci panoramici mozzafiato e concede una rilassante passeggiata di 30 minuti attorno alle sue sponde.
  • L’escursione al Monte Piana: si trova a pochi chilometri dal lago e propone uno dei più tristemente celebri itinerari sulla Grande Guerra tra le cime dolomitiche. Il percorso offre diversi spunti storici e il paesaggio dalla cima è un punto panoramico di straordinaria bellezza.
  • L’escursione al Rifugio Col de Varda: raggiungibile con un sentiero di 350 m di dislivello o prendendo la seggiovia, Rifugio Città di Carpi vi darà anche accesso a uno dei punti di appoggio principali sull’Altavia delle Dolomiti. Da qui potrete ammirare in tutto il loro splendore il Sorapiss, le guglie dei Cadini di Misurina, le Marmarole, il Cristallo e le Tofane.
  • La zona del Cadore: un’area ricca di piccoli paesi e di paesaggi mozzafiato. A partire da Auronzo di Cadore con il suo straordinario lago color turchese, per passare per San Vito di Cadore e Pieve di Cadore, celebre per il suo legame con l’artista Tiziano. Come citavo in precedenza potrete visitare CIbiana di Cadore, il borgo alpino celebre per i suoi murales.
  • Cortina d’Ampezzo: la Perla delle Dolomiti, una cittadina forse non molto economica ma che offre un buon punto di partenza verso molte escursioni alpine favolose, come quella verso il Lago Sorapis e le Cinque Torri (vedere sopra).
  • Il Lago di Braies: questo rinomato lago trentino si trova a soli 35 Km da Misurina, distanza perfetta per una visita rapida.

Dove dormire in Alta Badia

Nel corso dei nostri ultimi viaggi sulle Dolomiti venete e trentine abbiamo seguito questo itinerario on the road di due giorni per due volte, rapiti dalla bellezze di queste zone.

Vi lascio l’indirizzo di due strutture che hanno contribuito a rendere l’esperienza straordinaria tanto quanto lo hanno fatto le montagne e le verdi vallate.

Se cercate dove dormire in Alta Badia e nei dintorni di San Cassiano, ecco alcune idee adatte a voi.

Il Campeggio Sass Dlacia a San Cassiano

L'edificio del ristorante del Camping Sass Dlacia di San Cassiano.

Situato proprio all’ingresso dell’Alta Badia, il Campeggio Sass Dlacia si trova in una bellissima pineta all’ombra del Col dell’Ocia. Dotato di un centro benessere, di un piccolo negozio e di un ristorante, il campeggio offre diverse sistemazioni a costi differenti. Per la nostra sistemazione abbiamo preferito una “utia“, un tipico bicavvo montano solitamente destinato a scalatori.

Un'utia in legno, la tipica capanna per scalatori, presso il Camping Sass Dlacia di San Cassiano.

Il costo di 28 per la notte (esatto, per tutti e due) comprendeva questa piccola capanna con un tavolino, qualche credenza e l’allacciamento alla corrente elettrica. Compreso nel prezzo erano inclusi l’accesso ai bagni pubblici (molto puliti) e il posto auto. Le utie non sono dotate di riscaldamento, per cui vi suggeriamo di sfruttarle solo nei mesi più caldi.

Il tavolo si può stendere per creare un comodo letto, su cui stendersi con i sacchi a pelo. Se dalla descrizione vi sembra spartano vi posso confermare che è stata una delle esperienze più belle della nostra vita. La quiete e il cielo di quella notte sono esperienze impossibili da replicare.

Il palazzo principale del Camping Sass Dlacia di notte.

Il Rifugio Valparola a San Cassiano

Il laghetto e il Rifugio Valparola durante l'ora del tramonto.

Se preferite maggiori comodità senza dover rinunciare allo stupore, vi suggeriamo di dormire presso il Rifugio Valparola. Questo piccolo rifugio a gestione casalinga si trova proprio nella zona di tranquillità e di estrema bellezza del Passo Valparola. Adagiato all’imbocco dell’Alta Badia, nei pressi di un piccolo laghetto montano, è spesso frequentato da alpinisti ed escursionisti.

La cucina offerta è la tipica proposta casalinga di montagna, forse semplice ma molto gustosa e nutriente. Le stanze sono state recentemente restaurate e sono molto calde, nuove e moderne. Non serve che vi dica che solo la vista dalla finestra vale il prezzo, che comunque è contenuto.

Vista dal laghetto di Passo Valparola dal Rifugio Valparola.
La vista dalla nostra stanza sul Rifugio Valparola

Per la notte abbiamo speso 70 euro a testa, con trattamento di mezza pensione. Un prezzo che, vista la location, la qualità del cibo e le dimensioni delle porzioni, vale ogni centesimo speso!

Dove mangiare spendendo poco

L’aria di montagna si sa, fa venire fame. Non possono mancare infine i nostri consigli su dove mangiare spendendo poco:

  • Nella zona di San Cassiano vi suggerisco il Rifugio Valparola sull’omonimo passo. La cucina è a gestione casalinga, con porzioni abbondanti a prezzi onesti.
  • Il Rifugio – Ütia Paraciora – Hütte in località San Cassiano offre ottimi panini con una vista impagabile!
  • Malga Popena si trova poco distante dal lago di Misurina e offre ottimi piatti, anche questi a prezzi abbordabili.

Quando andate in montagna il mio suggerimento rimane infine quello di organizzare un pranzo al sacco a base di panini. Il pane, i formaggi e gli affettati sono sempre così buoni che sarebbe un peccato non aprofittarne!


Con questo arriviamo alla fine del nostro weekend di due giorni tra alcune delle zone più belle delle Dolomiti.

Se cercate altre idee per un rilassante giornata in montagna, vi possiamo suggerire:

Se cercate altre idee per un weekend all’insegna di luoghi meravigliosi, vi posso suggerire:

Spero che questo contenuto vi sia stato utile. Se doveste avere qualche domanda lasciate un commento o scrivetemi per email. Rispondo sempre molto volentieri!

Buona gioranta e buon viaggio!


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Per alcune delle foto presenti nell’articolo si ringraziano:

Si ringrazia inoltre Martina Varchetta per il suo prezioso aiuto da web editor.